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INFORM - N. 151 - 4 agosto 2003

Un incontro per ricordare e progettare: i 50 anni dell’Ente Friuli nel Mondo

UDINE - Lincontro annuale dei friulani nel mondo in occasione delle ferie estive si è tenuto a Cordenons il 3 agosto. Al raduno in Piazza della Vittoria è seguita la Messa presso la chiesa di Santa Maria Maggiore in Cordenons, quindi i saluti delle autorità, la deposizione delle corone d'alloro ai monumenti ai Caduti e al monumento all'Emigrazione, il pranzo presso l'Oratorio di San Pietro in Sclavons; nel pomeriggio, manifestazioni musicali e folcloristiche.

In un saluto rivolto alla diaspora friulana, il presidente dell¹Ente Friuli nel Mondo ha dichiarato: "È sempre con grande emozione che la prima domenica di agosto mi rivolgo ai tanti friulani convenuti in una località del Friuli per passare, insieme, una giornata di festa e nello stesso tempo manifestare il loro attaccamento all'Ente Friuli nel Mondo che mantiene solidi i rapporti tra i friulani lontani e la "piçule Patrie".

Quest'anno, però, l'appuntamento ha un significato che va ben oltre la tradizione. A Cordenons celebriamo anche 50 ANNI di vita dell'Ente che fu di Tiziano Tessitori, Chino Ermacora, Ottavio Valerio, Renato Appi ed oggi appartiene a generazioni e generazioni di friulani che, in ogni angolo del mondo, hanno saputo testimoniare il valore di una friulanità aperta al mondo ma fedele ai valori tramandati dai padri. Consci dell'apporto dato allo sviluppo di paesi lontani e del contributo fornito per il mantenimento, in lunghi decenni, di un dignitoso livello di vita dello stesso Friuli la diaspora friulana si prepara, ora, a rispondere alle sfide insidiose della globalizzazione.

Siamo cittadini del mondo e preparati ad affrontare qualsiasi intemperie perché le radici che affondiamo profondamente nella Storia di Aquileia fanno del popolo friulano un unicum apprezzato per la qualità del suo lavoro, l'ingegno delle sue opere e l'onestà del suo comportamento ma anche perché ha saputo affermare la propria identità nel rispetto della dignità altrui, in ogni tempo e situazione.

Le generazioni passano, i costumi si modificano, le culture si trasformano. Nella severa fedeltà alle nostri radici e nella gelosa difesa dei valori tramandati dai padri, oggi, si apre davanti a noi un mondo nuovo, pieno di incognite ed insidie. Il rimanere friulani nel villaggio globale non è un atto di conservazione ma l'espressione di una aggiornata modernità che fa della nostra specificità un valore aggiunto sulla via del progresso.

La friulanità agli albori del terzo millennio si confronta con un contesto generale sostanzialmente diverso da quello conosciuto dai pionieri che nella seconda metà del '800 varcavano gli oceani alla ricerca di una vita migliore. Restare insieme, riunirsi, serrare le fila, organizzare un'operosa solidarietà era la conseguenza diretta della necessità del bisogno. Essere per sopravivere. Oggi, nelle molteplicità delle opzioni possibili, entrare attivamente nella rete friulana significa aderire, da protagonisti, ad un segmento significativo dell'emergente nuova struttura dei rapporti internazionali. Essere per contare.

Il prerequisito per la partecipazione a tale strategico disegno, il valore fondante di questa friulanità globale sta sempre di più nell'affermazione ed il rafforzamento della sua a e sostanziale unità, nella Patrie e nel mondo, attraverso la legittima valorizzazione delle sue naturali specificità territoriali. Diversificare per meglio unire e non dividere per rendere inefficace una identità che si manifesta, oggi, in termini nuovi e mai sperimentati prima.

Non sorprenda quest'appello all'unità sostanziale di tutti i friulani lanciato dalla patria dell'indimenticabile Renato Appi, profeta di un Friuli in divenire. Quale modo migliore per onorare la sua memoria che mantenere fede a tale impegno. Che questa giornata di festa - ha concluso Mario Toros - sia nel contempo memoria e progetto". (Inform)


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