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INFORM - N. 149 - 31 luglio 2003

Dichiarazione di Andrea Amaro (CGIL/CGIE) per la Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo

ROMA - L'8 di Agosto, anniversario della tragedia di Marcinelle che vide perire nella miniera di Bois de Caziere tanti minatori in gran parte italiani, è diventata la giornata del ricordo dei sacrifici e dei lutti di quei milioni di italiani che emigrarono per sfuggire alla fame ed alla miseria alla ricerca di una vita dignitosa e migliore.

Ricordare la storia dell'emigrazione italiana significa aiutare il Paese di oggi ad affrontare con maggiore consapevolezza i grandi problemi del lavoro e dei suoi diritti , dell'accoglienza e dell'integrazione dei flussi migratori ed i fenomeni nuovi e complessi della globalizzazione.

L'emigrazione italiana non è soltanto una storia dolorosa di vittime , discriminazione e di sfruttamento è anche l'odierna realtà di tanti milioni di italiani nel mondo e dei loro discendenti, integrati economicamente e socialmente nei paesi di accoglienza, ma legati al loro paese di origine ed alla sua cultura.

L'Italia ha un grande debito storico nei confronti dei suoi emigrati, che deve onorare garantendo a tutti gli stessi diritti di cittadinanza e di tutela, a partire da quelle realtà dove molti connazionali soffrono le conseguenze di pesanti processi di crisi economica e sociale.

Ma il modo più giusto per risarcire questo debito è smettere di ignorare l'emigrazione, come una pagina triste e disonorevole della propria storia, e capire che per un paese fra i più sviluppati la presenza degli emigrati e dei loro discendenti è una occasione per assolvere meglio e più efficacemente un ruolo da protagonista nella costruzione di un nuovo e più giusto progetto di cooperazione, di sviluppo e di pace. Occorre garantire a tutti gli italiani nel mondo parità di diritti per quanto riguarda previdenza e salute ed offrire anche ai loro discendenti la possibilità di rinnovare un concreto rapporto con la storia, la cultura e lingua dell'Italia.

Il Governo italiano su questo terreno ha fatto ben poco; si veda ad esempio la legge sull'assegno sociale che mantiene disparità profonde fra cittadini residenti in Italia o all'estero, od ai contenuti, sbagliati ed inadeguati, che ispirano il disegno di legge sul finanziamento della scuola e della formazione all'estero. La stessa giusta intuizione di rivolgere una particolare attenzione ai giovani ed alle loro peculiari esigenze rischia di essere vanificata dalla decisione del governo di spostare, per mancanza di fondi, la data dell'assemblea a loro dedicata. Nel documento del Governo che fissa le linee della prossima finanziaria, il DPEF, molto scarsa e del tutto inadeguata è l'attenzione dedicata ai problemi degli italiani nel mondo a testimonianza dello scarso interesse che, anche per il futuro, il Governo intende prestare alla loro condizione.

Il 2003 è stato comunque di grande importanza per gli italiani nel mondo che, per la prima volta, hanno potuto esercitare il diritto di voto all'estero, avendo in questo modo garantito un loro diritto costituzionale; purtroppo per il mancato aggiornamento delle liste elettorali e degli indirizzari, responsabilità dei Ministeri degli Interni e degli Esteri, oltre la metà degli aventi diritto non ha potuto votare. Ma in occasione di una data che vuole mantenere viva l'attenzione di tutta la società italiana sulla storia ed i problemi dell'emigrazione non è possibile non denunciare che in Parlamento è in discussione una proposta di legge, presentata dalla maggioranza, per la riforma dei Comites che è del tutto inadeguata a dare maggiore protagonismo e maggiori poteri a questi organismi rappresentativi delle comunità italiane.

La Cgil ribadisce il proprio impegno, in Italia ed all'estero, per superare questi ritardi e questo disinteresse e per difendere i diritti degli italiani nel mondo, anche attraverso l'impegno del proprio patronato, l'INCA, che è presente in tanti paesi e che svolge un lavoro importante di tutela dei lavoratori emigrati, ed insieme all'associazionismo democratico, in particolare con la Fiei ( Filef-Santi) che è la storica associazione degli emigrati e delle loro famiglie ed a cui à legata da un accordo di collaborazione.

A livello europeo ed internazionale la Cgil opererà con le organizzazioni sindacali per favorire la piena integrazione dei lavoratori italiani ed i loro figli, la tutela dei loro diritti nei luoghi di lavoro, nella società, nella scuola e nella realtà politica ed amministrativa alla pari degli altri cittadini, così come in Italia si batte per il riconoscimento e la tutela dei diritti degli immigrati, un'accoglienza dignitosa ed una integrazione rispettosa di tutti i valori culturali e religiosi.

In questo modo le vittime di Marcinelle, così come tutti gli altri morti sul lavoro o per effetto di violenze razziste e scioviniste che costellano la nostra emigrazione, possono essere degnamente ricordate comprendendo ed onorando appieno il loro sacrificio. Con questo spirito la CGIL sarà presente alle celebrazioni che si terranno l'8 Agosto a Marcinelle. (Andrea Amaro, responsabile per gli Italiani nel mondo della CGIL, rappresentante della CGIL nel CGIE)

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