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INFORM - N. 149 - 31 luglio 2003

Senato: rinviato a settembre il dibattito sulla riforma dei Comites

Una battuta d'arresto che complica la corsa per il rinnovo dei Comitati con il voto per corrispondenza

ROMA - Ancora una volta, come era spesso accaduto in passato per la riforma del voto degli italiani all'estero, la corsa legislativa di un provvedimento in favore dei nostri connazionali nel mondo si è arrestata a pochi passi dal traguardo ed è rimasta impantanata nelle sabbie mobili della politica italiana. Nonostante le promesse delle forze di Governo e dell'opposizione, volte a garantire l'approvazione della nuova legge sui Comites prima della pausa estiva, la riforma dei Comitati non è stata infatti licenziata dalla Commissioni Esteri del Senato e la discussione del provvedimento è stata rinviata a settembre. Le motivazioni di questa battuta d'arresto, che certamente non favorisce la possibilità di rinnovare entro la fine dell'anno i Comites con il voto per corrispondenza, sono numerose e complesse.

Oltre a quelle contingenti, come ad esempio il mancato raggiungimento del numero legale nell'ultima seduta della Commissione Esteri che è stato denunciato con forza dal senatore Franco Danieli in un comunicato, le cause di questo stop legislativo appaiono infatti imputabili sia al grave ritardo con cui è stato presentato il disegno di legge governativo - un continuo rinvio che ha di fatto quasi azzerato i giorni della discussione parlamentare - sia alla perseveranza dell'opposizione che, nonostante l'evidente ristrettezza dei tempi, ha voluto a tutti costi fare la battaglia degli emendamenti su un disegno di legge già approvato dalla Camera che, pur essendo sicuramente migliorabile, portava in ogni caso un importante elemento di novità e cioè l'introduzione del voto per corrispondenza.

Un evidente scontro politico - entrambi gli schieramenti hanno comunque agito nel pieno rispetto delle loro prerogative parlamentari - che solo il ventilato raggiungimento di un'intesa dell'ultima ora, volta a discutere direttamente in Aula il provvedimento, avrebbe potuto risolvere. In ogni caso questa battuta d'arresto non ha certamente favorito l'esigenza di rappresentanza dei nostri connazionali nel mondo. Dopo il mancato approdo del disegno di legge all’Aula di Palazzo Madama il percorso si è infatti ulteriormente complicato. Anche se la riforma venisse approvata a settembre senza ulteriori modifiche bisognerebbe poi varare in tutta fretta il regolamento di attuazione della norma. Vi è la possibilità che si giunga all’ultima data utile per il rinnovo dei Comites entro quest’anno senza aver completato l'iter della riforma. Un rischio, quello di andare a votare senza l'innovazione del voto per corrispondenza, che, al termine dell'ultima Assemblea plenaria del CGIE, era stato paventato e prontamente respinto anche da Franco Narducci. Secondo il Segretario generale del CGIE un eventuale rinnovo dei Comites senza l'estensione della base elettorale attraverso l'introduzione del suffragio per corrispondenza finirebbe infatti per compromettere il rilancio di questi organismi di rappresentanza. Lo stesso Narducci aveva comunque insistito perché non tardasse oltre il rinnovo dei Comites.

In ogni caso, per il responsabile per gli Italiani all'Estero della Margherita Franco Danieli, che nel suo comunicato ha duramente attaccato i rappresentanti della maggioranza per la loro latitanza nel corso dell'ultima seduta delle Commissioni Esteri e Bilancio, la partita non si è ancora conclusa. Danieli afferma che l'Ulivo, alla ripresa dei lavori parlamentari, si impegnerà con tutte le sue forze sia per migliorare il testo in esame, sia per consentire il rinnovo dei Comites entro la scadenza del 31 dicembre 2003. (Lorenzo Zita-Inform)


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