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INFORM - N. 147 - 29 luglio 2003

Assemblea mondiale della Trevisani nel Mondo

TREVISO - A conclusione dell’assemblea generale annuale dell’Associazione Trevisani nel Mondo che si è svolta a Conegliano, è stato lanciato un appello per una sottoscrizione a favore dell’erigendo monumento all’emigrante che è già parzialmente collocato proprio in faccia alla stazione. La proposta è stata fatta dall’avvocato Giovanni Scompoarin, arrivato da Malbourne , che ha dato l’esempio con una donazione e che, assieme a don Canuto Toso che si è subito aggiunto, è diventato il capofila di questa iniziativa, peraltro appassionatamente e fortemente perorata da Piero Beraldo, a nome e per conto della sezione Atm di Treviso.

Poi, "Accendi una candela, trevisano nel mondo, e tutta la terra si illuminerà", a tutto fiato. Il ritornello dell’inno della Trevisani nel Mondo è esploso liberatorio nell’immediato dopo assemblea sintetizzando l’immagine della presenza trevigiana in ogni parte della terra.

La Trevisani nel Mondo vuole fare chiarezza intorno a sé e riconquistare quel ruolo autonomo di spinta sociale e aggregativa, di matrice cristiana, che gli appartiene statutariamente: ciò per indole propria e per un effettivo e sereno contributo alla soluzione dei problemi del mondo migratorio. Aspirare a questo si può, " perché l’associazione è viva e vegeta, assurta a punto di riferimento privilegiato sia a livello veneto che nazionale".

Nulla a che vedere con le scelte partitiche ritenute "libere e personali",. purché aderenti alle finalità formative e umanitarie dell’associazione, il problema è caricare la politica migratoria di una dialettica prioritaria e non conflittuale, in collaborazione con le istituzioni e in relazione alle leggi, alle necessità e alle iniziative inerenti il settore. Alla base dei proclami si è potuto intuire anche il profilarsi di una nuova dimensione di pressione ormai " universale" : quella dell’avvento del voto.

E’ questa la chiave di lettura emersa dalla stragrande maggioranza degli interventi all’assemblea generale elettiva, sia pure con una propria visuale, da parte di ciascuno, circa i vari iter associativi da assestare e da percorrere.

A rappresentare questa realtà storica e associativa ( 30 mila iscritti) 150 persone tra cui molti delegati provenienti da ogni parte del mondo. Immancabile l’incrociarsi di persone, con il loro carico di problemi, affetti, fatti ed emozioni. "Dobbiamo coniugare il fare con il sapere, distinguere la diversità che esiste tra associazionismo e politica", questo il nocciolo della relazione del presidente uscente Giuseppe Zanini. Ha condotto i lavori il fondatore storico dell’Atm don Canuto Toso, che non ha perso l’occasione per richiamarsi alla "maturità dell’associazione, che è dovuta a tutti coloro che hanno collaborato in questi 30 anni". Un compendio celebrativo di attività al quale si è riferito anche il sindaco di Conegliano, Zambon, che nel suo indirizzo di saluto ha definito "valore aggiunto" quello del sodalizio.

"Un’associazione che fa onore alla provincia di Treviso e che è in prima linea nelle iniziative regionali; grazie di esserci", questo l’asserto dell’assessore regionale Raffaele Zanon (ospite istituzionale a pieno titolo) nel suo dettagliato imput programmatico, suggellato dalla significativa consegna di una bandiera della Regione Veneto al presidente Zanini.

Riccardo Masini, dal canto suo, ha relazionato sotto il profilo morale e organizzativo, mentre Riccardo Maccan e Nicola Carnevale hanno illustrato il bilancio con una cavalcata di cifre accostate alle attività.

E non è stata certo l’assemblea delle cose scontate. Ha costituito invece un ulteriore passo in avanti che allontana lo stereotipo del passato .Oggi, il conterraneo nel mondo è attivo protagonista nel paese in cui ha posto radice. Detta altrimenti: i trevisani nel mondo sono la testimonianza viva di valori originari trapiantati nel migliore dei modi in altre realtà . Depositaria di questi sensori è la stessa Atm, che ha analizzato i problemi connessi e anche gli umori del suo interno.

Su questi fili conduttori si sono posti in molti. Dall’intervento di debutto di Toni Panazzolo (Svizzera), a quelli di Barbara Basso (del Comitato Giovani), Pietro Basciano (Conegliano) , Lila D’Arsiè Zanette (Brasile) , Fernando Baldasso (Salto di Fondi) Maria Serafin (Oderzo ), Egidio Visentin (Motta), Gianni De Bortoli (Australia) , Giovanni Borsato (Villorba ), don Ferruccio Sant (Conegliano) , Alessandra Perencin (Latina) , Leonzio Bessone (Torino ), Roberto Andriolo (Australia), Silvio Civiero (Castello di Godego), Florio Durante ( Montebelluna), Angelo Menegazzi (Roncade), Giovanni Moro (Miane), Luciano Murer (Valdobbiadene), Guerrino Maggiotto (Riese) e Giovanni Scomparin (Australia). Spesso con interventi stimolanti, affrontando anche il problema dell’immigrazione, ognuno avanzando una propria ipotesi sull’iter da percorrere (R. M.-Inform)


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