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INFORM - N. 146 - 28 luglio 2003

"Passata la festa, gabbato lo santo"

Pietro Schirru (CGIE Australia) sulla rubrica "Italiani Brava Gente" de "La Fiamma" di Sydney, si occupa di Rai International e della riforma dei Comites

SYDNEY - E' davvero il caso di dire che "passata la festa, gabbato lo santo". Infatti non si è ancora spenta l'eco dell'ultima Assemblea Plenaria del CGIE che, con un ennesimo gioco di prestigio nel quale sono maestri i nostri rappresentanti politici al Governo, sono scomparse indiscrezioni (vere o false), notizie (false o vere), sull'iter parlamentare del decreto legge di riforma del Comites lasciato due settimane fa a saltellare tra le Commissioni del Senato della Repubblica.

Il bello è che, ingenuamente, credevo davvero che si prendessero sul serio gli emendamenti chiesti dal CGIE e fatti propri dai senatori dell'opposizione e che si potesse avere, finalmente, una legge del Comites capace di dare, assieme all'indispensabile autonomia per questi organismi, anche quella credibilità pubblica che oggi rende precario il rapporto con le collettività. E, ancora più ingenuo, dopo l'incontro avuto con il Ministro Tremaglia al termine dei lavori del CGIE, avevo creduto ad una pronta azione da parte del Ministero degli Affari Esteri di riaprire i negoziati, attraverso le autorità diplomatiche italiane a Canberra, con il governo australiano per consentire anche in questo Paese il voto per i Comites.

Errore gravissimo il mio per aver dimenticato che ci avviciniamo ad agosto e prima delle vacanze i due rami del Parlamento hanno altri affari da risolvere. Il DPEF (Tremaglia prima applaude la notazione che gli italiani all'estero vengono nominati nel documento di programmazione economico-finanziario. Poi, dopo aver realizzato che a parte l'essere nominati non ci sono impegni di "sghei", si premura per chiedere maggiori finanziamenti). Staremo a vedere se Tremonti da quell'orecchio ci sente. Difficile... tanto noi siamo lontani... A rendere ancora più problematica qualsiasi discussione sulla legge di riforma dei Comites ci si è messo anche il ministro della Giustizia Castelli, respingendo la richiesta di rogatoria negli Stati Uniti per accertare eventuali irregolarità nell'acquisto di film da parte di Mediaset che riporta in campo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

La giustificazione con la quale Castelli ha bloccato la rogatoria appare così pretestuosa che ha fatto saltare dai loro scranni persino alcuni deputati e senatori dei partiti della coalizione di governo. Infatti, la disposizione legislativa che blocca i processi per le cinque più alte cariche dello Stato, secondo il ministro Castelli (Leghista e, tanto basta) quella legge dovrebbe bloccare anche le indagini nei confronti di alcuni cittadini e, perché no, anche le contravvenzioni per eccesso di velocità, o per guida in stato di ebbrezza. Mi sa tanto che il ministro lo stato di ebbrezza pro-berlusconiana ce l'ha anche quando cammina in Via Arenula, sede del suo ministero, speriamo ancora per poco.

Ma se proprio vogliamo esaltare la mia ingenuità arrivata all'ennesima potenza vi è la questione relativa a Rai International. Il programma che per vederlo (si fa per dire) in Australia paghiamo circa 40 Euro al mese e che dall'inizio delle programmazioni aspettiamo - invano - che diventi qualcosa di vedibile. Il presidente di Rai International Magliaro intervenuto per un'audizione durante i lavori della Commissione Informazione del CGIE ha fatto l'annuncio del secolo e cioè che starebbe lavorando per rendere visibile il programma anche in Europa e, magari, come fa dire Camilleri al commissario Montalbano, anche in Italia. Peccato che non abbia aggiunto che, contemporaneamente, si chiudevano i rubinetti degli altri programmi Rai che i nostri connazionali residenti in Europa e in Italia possono tranquillamente visionare. Io, agli amici europei, questa croce di Rai International la farei volentieri portare in cambio di una scelta, criptaggio compreso, di vedere qui in Australia il primo, il secondo e il terzo canale. Roba dell'altro mondo che vale la pena segnalare a chi parla senza sapere quello che l'aspetta.

Una giornata caso della programmazione di Rai International in Australia. Venerdì 25 agosto: a cominciare dalle 0.50 dopo mezzanotte, Tg Parlamento, un quarto d'ora dopo, Cucina: la prova del cuoco. Alle 2.20 Qui Roma (programma prodotto da Rai Int..), 2.45 Azzardo. Ore 4.00 Tg1. 4.30 Rai Sportsera. 4.50 Fiction: Lo zio d'America 3.a puntata (saranno tre volte che lo proiettano). 6.25 Costume e società. 6.40 Attualità: TG Medicina, 33 (sembra una presa per i fondelli). 6.55 Fiction: Cuori rubati... beati chi li trova!. 7.20 TG3. 7.25 Zoom (local news) nessuno sa cosa significa in quanto local news potrebbe far supporre che si tratti di notizie locali, cioè australiane). 7.55 Documenti: La Chiesa cattolica nel mondo. 8.25 Fiction: un posto al sole (altra replica che regge da 4/5 anni). 8,55 Rubrica: Sportello Italia (come Qui Roma produzione di Rai International infarcita di paternalismo da parte dei presentatori che sembra si rivolgano a degli imbecilli). 9.30 Qui Roma (ripeti commento precedente). 9.45 TG3. 9.50 Intrattenimento: un disco per l'estate. 11.55 Tg1. 12.15 Intrattenimento: Buldozer, 13.a puntata. 13.25 Fiction: Casa Cecilia, 12.a puntata. 14.30 Tg1 e Uno Mattina (in diretta che significano con 8 ore di differenza). 17.50 Documenti: La Chiesa Cattolica nel mondo. 18.30 Congresso Mariano (viene da chiederci se siamo una succursale della TV del Vaticano). 19.00 Film: Appuntamento ad Ischia. 21.00 Tg2. 21.30 Qui Roma (ancora!). 21.45 Sportello Italia (repetit "non" juvant). 22.15 Intrattenimento: Cominciamo bene l'estate 1.a parte (peccato che in Australia siamo in inverno). 23.30 Tg3. 23.50 "aricomincia", sfortunatamente, Cominciamo bene l'estate, 2.a parte)...

Roba dell'altro mondo. Quando, attraverso i mezzi d'informazione italiani in Australia, comunicai che facevo parte in rappresentanza dell'Oceania in una Commissione per il monitoraggio di Rai International, presso la Presidenza del Consiglio (dipartimento per l'editoria) ho cominciato a ricevere proteste di tutti i generi, al punto che qualche utente di Rai International crede che sia il responsabile di tanto schifo. Le proteste le sto accumulando ma difficile, malgrado le promesse del dottor Masi, responsabile di quel settore, di convocare la Commissione... L'ultimo impegno è per settembre p.v. Ma se davvero dovessero convocare la Commissione, mi sa tanto che non potrò essere presente causa infarto (le corna sono d'obbligo... non si sa mai). (Pietro Schirru-La Fiamma/Inform)


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