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INFORM - N. 145 - 25 luglio 2003

Calvisi (Ds): "il nostro plauso al Sindaco di Torino. Primo passo per il voto amministrativo agli stranieri"

ROMA -"All’iniziativa del Consiglio comunale di Torino che rende possibile il voto degli immigrati residenti ai referendum consultivi cittadini non può che andare il nostro plauso. Al Sindaco di Torino, del quale tutto si può dire meno che sia un teorico dell’apertura indiscriminata e senza regole ai flussi migratori, va dato atto di grande coraggio e di lungimiranza". Lo afferma Giulio Calvisi, responsabile Immigrazione dei Ds, commentando la decisione del Comune di Torino di dare la possibilità agli stranieri residenti da almeno 6 mesi di poter votare sui referendum consultivi e abrogativi comunali.

"I Ds - continua Calvisi - solo pochi giorni fa hanno deciso di far partire una grande campagna nazionale per il sostegno della partecipazione politica degli stranieri. Il nostro obiettivo è quello di raccogliere un milione di firme per chiedere il riconoscimento del diritto di voto degli immigrati alle elezione amministrative; l’istituzione della cittadinanza europea di residenza; la riforma della legge italiana sulla cittadinanza".

"L'iniziativa dei Ds, così come gli atti assunti dal Comune di Torino, simili a quelli che si stanno assumendo nei comuni di Genova, Venezia, o nella Regione Toscana, aiutano a costruire una società con migliori relazioni fra italiani e stranieri; servono ad aprire una riflessione sul grande tema della convivenza tra culture diverse nella nostra società. Riconoscere diritti vuol dire lavorare per l’integrazione: questa è la strada migliore per garantire una pacifica convivenza e anche per aumentare il senso di sicurezza di tutti. Chi vive ai margini della società viene meno più facilmente ai doveri di convivenza civile. Le nostre comunità locali sono formate da tutte le persone che vivono in Italia, non solo dagli italiani. Chi fa parte di una comunità e contribuisce a mantenerla in vita lavorando e pagando le tasse ha il diritto di partecipare alle scelte politiche importanti. La destra naturalmente queste cose non le capisce, si attarda in una visione antistorica e non moderna della presenza immigrata in Italia, per loro gli stranieri o sono clandestini o sono braccia da sfruttare. Per loro la politica non si deve occupare dei diritti di queste persone. Noi - conclude Calvisi - abbiamo un'altra opinione: qui sta la differenza fra noi e loro". (Inform)


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