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INFORM - N. 145 - 25 luglio 2003

Su "L’Avanti" un articolo del Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver

Sicurezza e stabilità per la nuova Nato

ROMA - "La ratifica per l’ingresso di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania. Slovacchia e Slovenia segna un passo importante nelle relazioni internazionali, scavalcando l’innaturale divisione dell’Europa dei tempi della guerra fredda", afferma il Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver in un articolo apparso su "L’Avanti" del 25 luglio. "L’Italia attribuisce un’evidente importanza al processo complessivo di trasformazione del patto Atlantico, al cui positivo esito è legato il rilancio del dialogo transatlantico, uno dei principali obiettivi del nostro semestre di Presidenza dell’Unione Europea"

"L’altissima valenza simbolica di tale atto - prosegue Margherita Boniver - non deve però far passare in secondo piano il profondo significato in termini di contributo all’aumento della stabilità dello spazio euro-atlantico. Il principale compito della Nato rimane di garantire i suoi aderenti contro le minacce portate alla propria sicurezza, da qualunque parte esse provengano. In uno scenario caratterizzato dalla diffusione del terrorismo, delle armi di distruzione di massa, della criminalità transnazionale, dei traffici illeciti, la Nato - pur conservando la sua funzione irrinunciabile di pilastro della difesa collettiva - appare progressivamente destinata ad agire come un’organizzazione di sicurezza con una proiezione sempre più ampia, in funzione delle minacce da fronteggiare. Anche gli Stati Uniti stanno cominciando a rendersi conto dell’estrema importanza operativa della Nato e la vicenda dell’Afghanistan ne è un esempio. Tra l’altro sarà proprio l’Alleanza Atlantica ad assumere il prossimo 11 agosto il comando delle forze di sicurezza presenti a Kabul, che vede un importante contributo italiano, oggi conosciuto con la sigla Isaf".

Il Sottosegretario Boniver sostiene poi che "l’inclusione dei sette Stati dell’Europa Centrale e Orientale, collocati in una vasta area che va dal Baltico al Mar Nero, è destinata a proiettare sicurezza e stabilità in uno spazio geografico esteso e caratterizzato invece da elevata instabilità, in un arco che dai Balcani e dal Mediterraneo può giungere a ricomprendere anche il Medio Oriente, l’Iraq, l’Asia Centrale, fino all’Afghanistan. Il processo di allargamento costituisce dunque una pietra angolare nel nuovo sistema di sicurezza euro-atlantico, i cui nuovi compiti sono definiti in relazione sia alle minacce del terrorismo internazionale, sia alle instabilità regionali, che quelle minacce producono ed alimentano. Il governo italiano si è costantemente adoperato affinché la nuova fase di allargamento risultasse equilibrata in termini geostrategici senza trascurare i Paesi dell’Europa del Sud-Est, come la Bulgaria e la Romania, in grado di fornire un contributo alla stabilizzazione della regione balcanica. Fin dal momento della decisione sul primo allargamento, deciso dal vertice di Madrid del 1997 - conclude la Boniver - all’Italia è stato sempre evidente che una Nato obbligata ad adattare i propri strumenti di risposta alle nuove minacce non potesse fare a meno di consolidare il versante Sud-Orientale, contiguo alla regione geografica la cui instabilità è suscettibile di alimentare i fenomeni del terrorismo e della proliferazione delle armi di distruzione di massa, nonché la criminalità transnazionale ed i traffici illeciti". (Inform)


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