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INFORM - N. 144 - 24 luglio 2003

Sì con osservazioni delle Commissioni Esteri di Camera e Senato al Documento di programmazione economico-finanziaria 2004-2007

Chieste maggiori risorse per il Mae e per le nostre collettività all'estero

ROMA - Si è concluso alla Commissione Esteri del Senato, con l'invio alla Commissione Bilancio di un parere favorevole integrato da alcune osservazioni, il dibattito sul Documento di programmazione economica relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2004-2007. La seduta si è aperta con la relazione del senatore Alessandro Forlani (UDC) che ha ricordato come il Documento preveda una manovra da 16 miliardi di euro. Un intervento finanziario che cercherà di ridurre a 24 miliardi il deficit dell'Italia che nel 2004 potrebbe superare i 41 miliardi di euro. Per raggiungere questo obiettivo - in pratica si cercherà di ottemperare alle richieste della Commissione Europea riducendo di 0,5 punti all'anno il deficit strutturale - il DPEF interverrà sia sul versante delle entrate, attraverso consistenti misure di contrasto all'evasione ed al sommerso, sia sul piano del contenimento della. Vi saranno poi interventi strutturali che riguarderanno principalmente i regimi speciali di favore, l'applicazione del Patto di stabilità, la razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi della Pubblica Amministrazione e l'entrata a regime del PEA (Piano Europeo di Azione per la Crescita).

Per quanto concerne gli aspetti attinenti al Ministero degli Esteri, dal relatore è stata sottolineata sia l'assenza di un capitolo specifico dedicato al settore, che comunque non significa accantonamento delle problematiche, sia la presenza di esplicite considerazioni sulla politica internazionale e di continui riferimenti ai passati indirizzi programmatici che il Governo ha adottato sulle questioni di politica estera sin dal suo insediamento. Per il rappresentante dell'UDC, rispetto al Documento dello scorso anno, mancano ad esempio specifici riferimenti ai rapporti internazionali, al potenziamento del Ministero degli Esteri, all'aiuto pubblico allo sviluppo e agli italiani nel mondo. Nel passato testo programmatico, per quanto concerne gli italiani all'estero, era stata infatti ribadita la necessità di completare gli aggiornamenti dei dati anagrafici in vista dell'esercizio del diritto di voto, di accelerare l'informatizzazione dei servizi disponibili per i cittadini e le imprese nel mondo e di rafforzare la rete diplomatico-consolare. Nel medesimo ambito era inoltre stato preannunziato il varo della riforma dei Comites - il disegno di legge è attualmente in discussione alla Commissione Esteri del Senato - e del Consiglio Generale per gli Italiani all'Estero.

Dopo le dichiarazioni del relatore che in chiusura di intervento ha ancora una volta ribadito come la mancanza di precise indicazioni nel DPEF non corrisponda ad un accantonamento delle problematiche, ha poi preso la parola il senatore Franco Danieli ( Margherita) che, pur criticando l'impianto complessivo e il carattere generalista del DPEF, ha però auspicato sia un fattivo aumento delle risorse per il Ministero degli Affari Esteri, sia una concreta lievitazione dei fondi per i capitoli di bilancio relativi agli italiani nel mondo. –Anche dal senatore Guglielmo Castagnetti è giunto un invito alla riflessione sull'eventualità di aumentare gli stanziamenti per gli italiani nel mondo. Secondo l'esponente di Forza Italia, nonostante sia opportuna una lievitazione dei fondi per il Mae, non sarebbe infatti auspicabile l'impegno di nuove risorse per il sostegno di progetti in favore degli italiani all'estero che, come ha dimostrato il recente esame della riforma dei Comites, non sono esenti da problematiche applicative. Per Castagnetti l'implementazione dei diritti degli italiani nel mondo dovrebbe inoltre andare di pari passo con la necessità di tutelare i non cittadini residenti regolarmente sul territorio italiano.

Il senatore Piero Pellicini, pur concordando sull'esigenza di approfondire le problematiche degli italiani all'estero, ha invece rilevato come ciò non debba comunque far dimenticare la necessità di predisporre adeguate risorse finanziarie per un'effettiva applicazione dell'esercizio di voto in loco degli italiani all'estero. L'esponente di Alleanza Nazionale, dopo aver sottolineato come la tutela degli italiani fuori dai confini della penisola non sia alternativa alla cura degli interessi degli stranieri residenti sul territorio italiano, ha quindi evidenziato la necessità di richiedere con eventuali osservazioni l'erogazione di ulteriori risorse sia per il Mae, che per la tutela dei diritti politici degli italiani nel mondo.

Nel prendere atto di queste valutazioni la III Commissione del Senato ha quindi approvato a maggioranza un parere favorevole che, con puntuali osservazioni, richiama però l'attenzione sulla necessità di pervenire, già durante il corrente esercizio finanziario, ad un significativo incremento del volume dell'aiuto pubblico allo sviluppo e ad un aumento delle dotazioni di spesa a favore degli italiani all'estero. Un potenziamento finanziario che, anche in vista del completamento degli interventi destinati a garantire il pieno esercizio del diritto di voto per i nostri connazionali nel mondo, dovrebbe essere accompagnato da un concreto rafforzamento della rete consolare.

Si è parlato delle nostre collettività nel mondo anche nel corso della discussione sul Documento di programmazione economica che ha avuto luogo presso Commissione Esteri della Camera. In quella sede, dopo una dettaglia relazione introduttiva della deputata Patrizia Paoletti Tangheroni (FI) volta ad illustrare i punti salienti del DPEF, ha infatti preso la parola il Sottosegretario agli Esteri Alfredo Luigi Mantica che ha sottolineato come a tutt'oggi sia il Mae che il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia siano fattivamente impegnati per valorizzare i rapporti, anche economici e commerciali, con le nostre collettività all'estero. Dopo aver ricordato la crisi dell'America Latina, il rappresentante del Governo ha inoltre auspicato, al fine di arginare i flussi migratori illegali verso l'Italia, la stipula di specifici accordi con i Paesi di transito che si affacciano sul Mediterraneo. Mantica ha infine sottolineato l'esigenza di incentivare la presenza nel mondo della lingua italiana e di rendere ancora più saldi i legami con le nostre collettività all'estero.

Al termine del dibattito anche la III Commissione della Camera, pur esprimendo parere favorevole, ha però chiesto, con apposite osservazioni, un aumento delle risorse per il Ministero degli Esteri, un potenziamento degli strumenti per la promozione del Sistema Italia e una maggiore diffusione della cultura e della lingua italiana. Dalla Commissione è stato inoltre auspicato un incremento delle risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo, un maggiore sostegno al partenariato euromediterraneo ed un salto di qualità dei rapporti con le collettività italiane residenti all'estero. (Lorenzo Zita-Inform)


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