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INFORM - N. 143 - 23 luglio 2003

Presentato dal Coordinamento dell'Ulivo per gli italiani all'estero e dall'Italia dei Valori un Libro bianco sul voto per corrispondenza

Chiesto ai Ministri competenti un rapido adeguamento della macchina elettorale ed il superamento delle discrepanze tra l'AIRE e le liste consolari

ROMA - Per avviare un approfondita riflessione politica sulla prima applicazione pratica, in occasione delle ultime consultazioni referendarie, del voto per corrispondenza è stato presentato a Roma, dai responsabili per gli italiani all'estero dei partiti dell'Ulivo e dell'Italia dei Valori un Libro bianco che, oltre ai dati disaggregati delle votazioni, raccoglie numerosi commenti di consiglieri del CGIE ed esponenti dell'emigrazione. Il dossier si apre con una breve introduzione per ricordare le polemiche che hanno preceduto le consultazioni referendarie, come quella insorta tra l'esponente della Margherita Franco Danieli ed il Ministro Mirko Tremaglia sulla necessità e le modalità di aggiornamento delle liste elettorali dell'AIRE.

Fanno poi seguito i dati complessivi delle votazioni, hanno partecipato ad entrambi i referendum oltre 500.000 italiani all'estero (21,8%) su di un totale di 2.307.318 elettori, e specifiche informazioni per area geografica sull'affluenza dei nostri connazionali. Elaborazioni disaggregate che evidenziano sia l'alta partecipazione delle comunità dell'America Meridionale (32%), sia la scarsa affluenza degli italiani residenti in America Settentrionale ( 18%) ed in Europa (19,5%). Dopo ulteriori dati sulle percentuali dei partecipanti per singolo Paese - da segnalare in questo contesto lo scarso 16,2% registrato da una grande Nazione d'accoglienza come la Germania ed il positivo 33,9% dell'Argentina – il Libro bianco comprende alcune relazioni e riflessioni, scritte da esponenti del CGIE e da esperti dell'emigrazione, in cui si sottolineano sia gli errori organizzativi, come ad esempio l'invio dei plichi elettorali a indirizzi e persone sbagliate, sia i rischi per la sicurezza e la libertà di voto emersi dalla prima sperimentazione del suffragio per corrispondenza.

Il dossier è arricchito dagli articoli di agenzie e dei giornali specializzati, dai commenti delle principali personalità politiche del Governo e dell'opposizione e dalle testimonianze dirette di chi per la prima volta ha sperimentato, anche con un po’ di emozione, il voto per corrispondenza. Dopo questa galleria di disfunzioni, aneddoti elettorali e giudizi sia negativi che positivi, il libro si chiude con una lettera aperta, firmata dai responsabili per gli italiani all'estero dell'Ulivo e dell'Italia dei Valori, che segnala, ai Ministri degli Esteri, degli Interni e per gli Italiani nel Mondo grosse incongruenze tra i dati dell'Aire e quelli dell'Anagrafe consolare (le liste della rete diplomatico-consolare contengono oltre 800.000 nominativi in più), evidenti errori nell'identificazione della città di residenza di numerosi elettori e la ripetuta assenza di dati utili che consentano di individuare con certezza i nostri connazionali. Nella lettera viene inoltre auspicato il recupero di una direttiva, non presente nell'attuale normativa elettorale, della prima bozza di legge ordinaria sul voto all'estero riguardante l'obbligo per l'elettore che desidera votare per la circcoscrizione Estero di esprimere preventivamente tale opzione. L'esatto contrario - oggi gli elettori residenti all’estero esercitano l’eventuale opzione per esercitare il suffragio direttamente in Italia - di quanto avviene con l'attuale normativa.

Nel corso della conferenza stampa il responsabile per gli italiani all'estero della Margherita, senatore Franco Danieli, ha criticato il Governo per la mancata comunicazione al Parlamento, prevista dalla legge sul voto all'estero, dell'avvenuta stipula delle intese (circa 70), sottoscritte dal Governo con i Paesi d'accoglienza, per lo svolgimento della campagna elettorale. Danieli ha inoltre definito inadeguata anche l'iniziativa assunta dal Ministro Tremaglia volta a sintetizzare e comunicare agli italiani all'estero le posizioni dei partiti sulle tematiche delle recenti consultazioni referendarie. Il rappresentante della Margherita, dopo aver ricordato che la partecipazione dei nostri connazionali nel mondo ai referendum è stata in linea con quella in Italia, ha poi evidenziato il drammatico dato dell'affluenza in Germania dove, su 345.000 aventi diritto al voto, si sono registrati solo 56.000 suffragi (16%). Una mancata partecipazione che, secondo Danieli, va in gran parte imputata all'inefficienza della macchina organizzativa. Gravi lacune che hanno impedito l'esercizio di voto anche a numerosi esponenti della nostra collettività da tempo fattivamente impegnati sul fronte della rappresentanza.

Danieli ha inoltre annunciato che la riforma dei Comites, attualmente in discussione alla Commissione Esteri del Senato, approderà nell'Aula di Palazzo Madama già a partire dalla prossima settimana. Il rappresentante della Margherita, nonostante la ristrettezza dei tempi del dibattito in Commissione, ha comunque annunciato di aver presentato alcuni emendamenti alla proposta di legge sui Comites varata dalla Camera. Modifiche che appaiono finalizzate sia all'introduzione di una norma transitoria che consenta di votare anche agli iscritti dell'anagrafe consolare, sia al rafforzamento dei ruoli, dei compiti e delle risorse dei Comitati.

Dopo l'intervento del responsabile per gli italiani all'estero dell'Italia dei Valori Antonio Borghesi, che ha chiesto al Ministro Tremaglia di assumere la piena responsabilità per le carenze organizzative che non hanno permesso ad oltre 800.000 italiani nel mondo di votare, ha preso la parola il rappresentante dello Sdi Mario Didò che ha valutato positivamente la "grande voglia di votare" dei nostri connazionali all'estero ed ha esortato tutte le forze politiche ed il Governo a correggere con tempestività, al fine di essere pronti per le future consultazioni europee, amministrative e politiche, le gravi disfunzioni emerse della macchina organizzativa.

E' infine intervenuto il coordinatore del Forum per gli Italiani nel Mondo Norberto Lombardi (Ds) che, dopo aver ricordato come il mancato esercizio di voto da parte di tanti connazionali all'estero corrisponda ad una aperta violazione del diritto di cittadinanza, ha auspicato una mobilitazione di tutti partiti politici affinché vengano risolte al più presto queste discrepanze. Lombardi, nel sottolineare la necessità di fare chiarezza sul voto per corrispondenza anche per tutelare la segretezza e la libertà del suffragio, si è poi detto convinto dell'urgenza di correggere le disfunzioni connesse alla legge dell'AIRE. Una norma superata - ha detto - che, al fine di garantire la piena partecipazione al voto di tutti i connazionali, non potrà essere applicata rigidamente. Un ostacolo che, per Lombardi, potrà essere "baipassato" attraverso l'introduzione nella norma ordinaria sul voto all'estero di un'opzione che consenta all'elettore di esprimere, con tempi e modalità adeguati, la reale volontà di adire al suffragio per corrispondenza. (Goffredo Morgia-Inform)


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