* INFORM *

INFORM - N. 141 - 21 luglio 2003

Emigrazione e immigrazione di minori nell’Italia di ieri e di oggi

La testimonianza di Melania Mazzucco, vincitrice del Premio Strega 2003

ROMA - Sono il simbolo più esplicito della povertà e li troviamo ogni giorno agli angoli delle strade, sugli autobus e nelle metropolitane. Stiamo parlando dei tanti bambini di strada, Rom ed immigrati, che tentano di intaccare quel muro d'indifferenza che ormai caratterizza i cittadini delle metropoli. Per approfondire le problematiche di questi bambini, spesso privi di qualsiasi tutela istituzionale e familiare, e dei tanti ragazzi coinvolti nei flussi migratori si è svolto a Roma - al Festival nazionale dei migranti nell'ambito della Festa dell'Unità - un dibattito coordinato dallo scrittore Claudio Camarca sul tema "Suonatori girovaghi e lavavetri: emigrazione e immigrazione dei minori nell'Italia di ieri e in quella di oggi".

Ha aperto l'incontro Anna Serafini, presidente della Consulta nazionale per l'infanzia "Gianni Rodari", che dopo aver evidenziato la necessità di presentare al bambino la convivenza tra diverse etnie come una risorsa, ha sostenuto la valenza dei ragazzi immigrati i quali, se adeguatamente accolti, possono diventare un tangibile esempio di riuscita globalizzazione. Ha inoltre rilevato sia la complessità della nostra storia migratoria, che presenta non indifferenti difficoltà narrative, sia l'esigenza di superare la paura con cui troppo spesso si guarda al mondo degli immigrati. Il rappresentante del "Save The Children Italia" Pippo Costella, nel ribadire l'urgenza di tutelare dalla violenza della società i bambini stranieri non accompagnati, ha sottolineato come ormai nessuno si soffermi più ad ascoltare le reali esigenze dei ragazzi migranti, nonostante che, a tutt'oggi, le prerogative dei bambini immigrati siano tutelate dalla Convenzione ONU sull'infanzia. Uno specifico protocollo che sancisce la totale uguaglianza dei diritti per tutti i bambini del mondo. Ragazzi di tradizioni ed etnie diverse, quelli migranti, che, per l'esponente della Segreteria nazionale della UIL Guglielmo Loi, presentano però delle nuove similitudini culturali legate soprattutto al mondo dello sport, della musica e dell'intrattenimento globale. Un'innovativa sinergia comunicativa, spesso accolta con sorpresa dagli operatori dell'immigrazione, che, secondo Loi, ci deve far riflettere sulla velocità evolutiva dei fenomeni sociali e sulla necessità di tenere il passo con un mondo che cambia sempre più rapidamente.

Quello che rimane immutato nell'emigrazione di oggi e di ieri, secondo la vincitrice del "Premio Strega 2003" Melania Mazzucco, è invece il problema della separazione che spezza le famiglie e molte volte, come spesso è accaduto per i nostri migranti, finisce per annientarle. Drammi della lontananza - sin dalle prime emigrazioni di massa molti italiani sposati e con figli hanno costituito nuovi nuclei familiari nelle terre d'accoglienza - che Melania Mazzucco ha voluto raccontare nel suo libro "Vita". Un'opera che descrive l'emigrazione italiana in America con gli occhi di due bambini - gran parte dei nostri connazionali che emigrarono negli Stati Uniti erano ragazzi o adolescenti - e che, attraverso le difficili esperienze di vita dei protagonisti, narra la cruda lotta per la sopravvivenza e il difficile cammino per l'elevazione sociale dei nostri connazionali.

E' stata infine la volta del coordinatore del Forum per gli Italiani nel Mondo Norberto Lombardi che, dopo aver segnalato una preoccupante regressione dell'azione europea nei confronti degli stranieri di vecchia e nuova emigrazione, ha ricordato come, nonostante da una specifica direttiva europea venga chiesto ai Paesi dell'Unione di stimolare l'uso della lingua d'origine degli immigrati, in Germania si siano recentemente registrati dei preoccupanti passi indietro proprio nell'insegnamento curriculare delle lingue materne dei migranti. Lombardi ha poi sottolineato sia le grandi potenzialità delle nuove generazioni italiane all'estero, che riscoprono con rinnovato interesse le loro vicissitudini familiari e le tradizioni d'origine, sia la gran voglia di imparare dei figli degli immigrati presenti nel nostro Paese. Una presenza ricca di potenzialità, quella delle giovani generazioni migranti, che l'Italia, com'è avvenuto in passato in numerosi Paesi che hanno accolto i nostri emigrati, dovrebbe valorizzare al meglio. Il coordinatore del Forum ha poi posto in evidenza la necessità di un concreto recupero della nostra memoria migratoria.

Una storia dai grandi numeri - a tutt'oggi nel mondo vi sono circa 4 milioni di cittadini italiani e 60 milioni di oriundi - che è stata quasi completamente dimenticata dalla memoria collettiva del nostro Paese e dalla stessa letteratura italiana. Secondo Lombardi una fattiva riscoperta di questo giacimento culturale potrà comunque avvenire sia attraverso l'informazione di ritorno, ovvero la corretta divulgazione in Italia delle attuali conquiste raggiunte dalle nostre collettività all'estero, sia con l'inserimento della nostra storia migratoria nei percorsi formativi della scuola italiana. Un primo passo, quello della conoscenza storica, che aprirebbe la strada anche ad una seria e positiva riflessione sulla presenza degli immigrati in Italia. Un cerchio interculturale che potrebbe essere idealmente chiuso, grazie ai moderni mezzi offerti dalla tecnologia comunicativa, con un diretto dibattito telematico tra gli studenti immigrati in Italia e quelli di origine italiana nel mondo. (Goffredo Morgia-Inform)


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