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INFORM - N. 140 - 18 luglio 2003

Al Festival Nazionale dei Migranti un dibattito sul diritto di voto amministrativo per gli immigrati

Un omaggio della cantautrice Giovanna Marini al dramma dei nostri emigranti in Svizzera

ROMA - Per approfondire gli obiettivi della petizione popolare promossa dai Ds volta all'attribuzione del diritto di voto amministrativo ed europeo agli immigrati e per comprendere se la società italiana è matura per una riforma così importante si è svolto a Roma, in occasione del II° Festival Nazionale dei Migranti promosso nell'ambito della Festa dell'Unità, un dibattito sul tema "Da stranieri a nuovi cittadini: cittadinanza europea e diritto di voto per gli immigrati". L'incontro si è aperto con l'intervento del coordinatore del Forum "Fratelli d'Italia" Aly Baba Faye che, dopo aver sottolineato gli aspetti inclusivi e responsabilizzanti derivanti dall'eventuale concessione del diritto di voto amministrativo agli immigrati, ha ricordato come a tutt'oggi, anche seguito della riforma costituzionale sul suffragio degli italiani all'estero, un'opportunità elettorale dovrebbe essere concessa anche agli stranieri residenti stabilmente in Italia. Ha poi preso la parola l'imprenditore Maurizio Costa che, nel sottolineare l'esigenza di favorire la rapida integrazione dell'immigrato, ha sollecitato un più incisivo intervento dello Stato soprattutto nella prima e difficile fase di adattamento dello straniero. L'imprenditore, dopo aver sottolineato la valenza del diritto di voto nel difficile processo d'integrazione nella società d'accoglienza degli immigrati, ha poi invitato i Democratici di Sinistra ad affrontare la problematica dell'immigrazione con uno sguardo di più ampio respiro che non dimentichi la portata mondiale del fenomeno. Una realtà in piena evoluzione che, a causa della continua ascesa del gap demografico e consumistico tra Paesi occidentali e del terzo mondo, assumerà nei prossimi decenni dimensioni sempre più rilevanti.

E' poi intervenuto lo scrittore Khaled Fouad Allam che ha posto in evidenza la necessità di distinguere tra nazionalità, un elemento prettamente etico e culturale, e cittadinanza. Un aspetto, quest'ultimo, di mera valenza politica che appare caratterizzato dal diritto di voto e da numerosi segmenti culturali, psicologici, umanitari e d'accoglienza. "Dopo la tragedia dell'11 settembre - ha poi concluso lo scrittore auspicando che i politici italiani sappiano comprendere fino i futuri sviluppi sociali connessi al fenomeno migratorio - l'immigrazione è divenuta la porta aperta verso la paura dell'altro". Con maggiore spirito pragmatico dal rappresentante della Segreteria Nazionale della CGIL Giuseppe Casadio è stato invece auspicato che vengano al più presto ricercate nuove soluzioni per l'accoglienza e l'integrazione degli immigrati. Una strategia, già intrapresa agli inizi degli anni 90 dalle forze politiche e dal mondo del sociale, che, secondo il sindacalista, non è stata più perseguita dopo l'approvazione della legge Bossi- Fini. Una norma che lega indissolubilmente la presenza dell'immigrato al solo mondo del lavoro.

Dopo l'appello dell'Assessore Edgar Serrano, volto a chiedere il pieno coinvolgimento nella lotta per la concessione del voto amministrativo dei maggiori esponenti di tutti gli schieramenti politici e dell'intera comunità immigrata, la responsabile per il Welfare dei Ds Livia Turco ha ribadito la necessità di voltare pagine e di promuovere con decisione quella battaglia culturale al fianco degli immigrati che in passato non è stata portata avanti con il dovuto coraggio. " Fino a quando continueremo a non conoscerci - ha poi sottolineato la rappresentante dei Ds chiedendo il superamento delle diffidenze che allontanano italiani e stranieri e delle visioni stereotipate che identificano l'immigrazione con i soli sbarchi dei clandestini - noi avremo una società della separazione e meno sicura" Un nuovo dialogo interculturale che, secondo Livia Turco, verrà sicuramente favorito dall'introduzione dell'esercizio di voto per gli immigrati e che si sta già delineando, con grandi opportunità di crescita nell'ambito scolastico dove ormai convivono bambini di tutte le etnie. In questo contesto si colloca inoltre il problema dei minori immigrati nati in Italia che, secondo la rappresentante dei Ds, dovrà essere affrontato con una fattiva modifica della legge sulla cittadinanza che renda più agevole l'acquisizione della nostra nazionalità per questi ragazzi.

Dopo aver ricordato che l'acquisizione dell'esercizio di voto consentirà anche di stroncare le consuete strumentalizzazioni politiche basate sulla paura degli immigrati, Livia Turco ha inoltre auspicato che la raccolta di firme su questa prerogativa in favore degli stranieri non rimanga isolata ma divenga il primo passo per la costruzione di una nuova cultura del confronto e del dialogo. L'incontro si è infine concluso con il breve intervento musicale della cantautrice Giovanna Marini che, nell'intonare una canzone sulla dura vita dei nostri connazionali in Svizzera, si è detta rammaricata per la scarsità di brani musicali riguardanti l'emigrazione italiana. "Se la nostra musica avesse fatto degli emigrati italiani degli eroi - ha infatti sottolineato con una nota di rimpianto la cantautrice - forse oggi avremmo meno difficoltà ad accettare i disperati che giungono nel nostro Paese". (Goffredo Morgia-Inform)


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