* INFORM *

INFORM - N. 138 - 16 luglio 2003

La riforma dei Comites all’esame del Senato

Parere non ostativo della Commissione Affari Costituzionali. Avviato il dibattito alla Commissione Esteri

ROMA - Dopo l’approvazione con procedura d’urgenza alla Camera dei deputati, il disegno di legge di riforma dei Comites è ora all’esame del Senato. La Commissione Affari Costituzionali, nella seduta del 15 luglio, ha espresso parere non ostativo sul provvedimento, mentre alla Commissione Affari Esteri è stato avviato il dibattito con la relazione del senatore Pellicini e l’intervento del senatore Danieli.

Dopo aver affermato che il disegno di legge è ispirato al testo approvato il 21 marzo 2002 dall'assemblea generale del CGIE, il relatore ha ricordato che le elezione per il rinnovo degli attuali Comitati sono state già rinviate due volte in attesa della riforma e dovranno svolgersi entro quest’anno, per cui il provvedimento ha carattere di urgenza. E’ quindi iniziato l’esame, articolo per articolo, del disegno di legge, Tra gli aspetti più rilevanti, secondo il relatore, la modifica del comma 2 dell’articolo 1 apportata in sede referente dalla III Commissione della Camera, in cui viene specificato che il Comitato è organo di rappresentanza degli italiani all'estero nei rapporti con le rappresentanze diplomatico-consolari. Il comma 3 stabilisce che potranno essere istituiti più Comites, qualora le condizioni locali lo consiglino, nell'ambito della stessa circoscrizione, in considerazione soprattutto della vastità della stessa circoscrizione consolare e della presenza di consistenti nuclei di cittadini italiani e di cittadini stranieri di origine italiana. L'articolo 2 attribuisce ulteriori compiti ai Comitati; si tratta in sostanza dell'individuazione delle esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della propria comunità di riferimento, nonché di concorrere alla definizione di un quadro programmatico degli interventi italiani nel paese nel quale il Comites opera mediante una sinergia con l'autorità consolare, con le regioni e con le autonomie locali italiane. Inoltre, al fine di promuovere l'integrazione sociale dei cittadini italiani, mantenendo al contempo i legami con la realtà italiana, anche al fine di favorire la conoscenza dei molteplici aspetti di essa, il Comites collabora con l'autorità consolare nella tutela dei diritti, con particolare riguardo alla sfera lavorativa ed assistenziale, e nella tutela degli interessi dei cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare. Il Comitato avrà anche il compito di segnalare all'autorità consolare eventuali violazioni delle norme locali, internazionali e comunitarie. Dal canto suo, l'autorità consolare riferisce ai Comites eventuali interventi effettuati nella propria sfera di azione. Accanto alle funzioni di impulso, le funzioni consultive che consistono nella formulazione di proposte all'autorità consolare e nell'espressione di pareri, talvolta considerati per legge obbligatori ma non vincolanti. L’articolo 5 definisce la composizione del Comitato (12 membri per le comunità fino a 100 mila cittadini italiani e 18 membri per le comunità di maggiore dimensione). I successivi articoli disciplinano la composizione del Comitato; particolarmente interessante è l'istituzione, nell'ipotesi in cui vi fossero più Comites in una stessa circoscrizione, di un Comitato dei presidenti.

L'articolo 13 definisce i requisiti per l'accesso all'elettorato attivo. In base a tale articolo, sono elettori di diritto dei Comitati i cittadini italiani iscritti nell'elenco aggiornato di cui al comma 1 dell'articolo 5 della legge n. 459 del 2001, residenti da almeno sei mesi nella circoscrizione consolare e che godano del diritto di elettorato attivo in base alle vigenti leggi nazionali. Particolarmente importante è l'articolo 14, che riguarda il sistema elettorale. Tale sistema è basato su liste di candidati concorrenti e prevede la modalità del voto per corrispondenza, concordemente con la vigente normativa generale sul voto degli italiani all'estero dettata dalla legge n. 459 del 2001 e dal relativo regolamento di attuazione. L'assegnazione dei seggi è su base proporzionale, con le modalità di cui agli articoli 21 e 22. L'articolo 17 attiene alla stampa ed all'invio del materiale elettorale: quest'ultimo è stampato a cura dell'ufficio consolare, sulla base delle istruzioni ricevute dal Ministero degli affari esteri. Non più tardi di venti giorni precedenti la data delle elezioni, l'ufficio consolare invia ad ogni singolo elettore un plico che contiene il certificato elettorale, la scheda e una busta affrancata con l'indirizzo di ritorno dell'ufficio consolare. Nel plico sono inoltre contenute le istruzioni per la corretta espressione del voto e il testo della disciplina normativa. L'elettore rispedisce il materiale, contenente l'espressione del voto non oltre il decimo giorno precedente la data delle elezioni. Si realizza, così, la massima uniformità possibile con la disciplina per il voto degli italiani all'Estero che è senz'altro auspicabile – ha detto il relatore - per evitare il rischio di confusione e incertezza dovute a modalità di votazione disomogenee. Per ciò che attiene all'articolo 28, che reca le disposizioni abrogative, il relatore ha manifestato perplessità circa la scelta di ricomprendere fra le norme oggetto di abrogazione l'articolo 4 della legge n. 205 del 1985, che configurava una responsabilità civile e penale dei membri dei Comitati "ai sensi dell'ordinamento italiano" per l'impiego dei contributi assegnati a tali organismi. Appare a riguardo opportuno un chiarimento da parte del rappresentante del Governo sulla reale portata normativa di tale abrogazione, tenuto conto che l'interprete potrebbe in ipotesi essere indotto a ritenere che i membri dei Comitati vengano ad acquisire una sorta di immunità penale e civile per le modalità di impiego di tali contributi.

E’ poi intervenuto il senatore Danieli, responsabile per gli italiani all’estero della Margherita. Egli ha ricordato che nella precedente legislatura si era giunti alla seconda lettura in Commissione Affari Esteri del Senato di un disegno di legge presentato dal centro-sinistra, bloccato dalla scelta dell'allora opposizione, ora maggioranza, di chiedere la revoca dell'assegnazione a sede deliberante. Ciò determinò, nei fatti, che l'iter del disegno di legge non potesse concludersi, data la prossimità della fine della legislatura. Il testo base licenziato dalla Camera ed ora in esame è da ritenersi insoddisfacente, e merita, comunque, un'attenta analisi in Commissione. Fra gli aspetti del provvedimento che Danieli giudica non convincenti, le disposizioni che recano la qualificazione dei Comites nonché i loro poteri e le loro funzioni in rapporto all'attività dei consolati. Molti dubbi solleva, poi, il meccanismo che presiede alla formazione delle liste degli elettori. Questi, com'è noto, saranno chiamati al voto per corrispondenza sulla base non delle risultanze della cosiddetta anagrafe consolare, ma di quelle dell'anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE). In proposito, Danieli ha ricordato che vi è una notevole differenza tra gli iscritti nelle anagrafi consolari e quelli registrati nell'AIRE: il differenziale numerico tra i due dati è pari a più di 1.180. 000 persone. Sarebbe pertanto auspicabile procedere alle consultazione elettorale per i Comites utilizzando come base di individuazione del corpo elettorale le anagrafi consolari, le quali hanno il pregio di essere redatte ed aggiornate nello stesso contesto territoriale ove risiedono i cittadini da censire, così che i margini di esattezza vanno ritenuti senz'altro maggiori rispetto a quelli raggiunti dall'AIRE. A sanare tale discrasia, che rischia di dar luogo a un gran numero di esclusioni arbitrarie dal voto, non è sufficiente, secondo Danieli, il mero richiamo al collegamento tra le banche dati, previsto dal regolamento di attuazione sull'esercizio del voto degli italiani all'estero. (Inform)


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