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INFORM - N. 135 - 13 luglio 2003

Con il "question time" e l'approvazione di undici Ordini del Giorno si sono conclusi i lavori dell'Assemblea plenaria del CGIE

Chiesta l'istituzione di un Comitato per approfondire le problematiche della doppia cittadinanza

ROMA - La terza ed ultima giornata dell'Assemblea plenaria del CGIE si è aperta con un intensa discussione sull'ipotesi, proposta dal Ministro Tremaglia in una lettera inviata allo stesso Consiglio Generale, di estendere il voto per corrispondenza anche alle elezioni europee. Questa scelta, prevista per i soli italiani residenti in Europa, renderebbe infatti più agevole la partecipazione elettorale dei nostri connazionali. Un'ipotesi suggestiva che ha però lasciato perplessi molti esponenti del CGIE. Nel corso del dibattito numerosi Consiglieri, come Lombardi, Carozza, Fatiga, Micheloni, Consiglio e Zoratto, hanno infatti espresso l’opportunità di approfondire l'argomento e la preoccupazione che questa novità possa però avere sia implicazioni costituzionali, in quanto riservata solo ad una parte dell’elettorato residente all’estero, sia non voluti effetti negativi sulla grande conquista del voto per corrispondenza che consentirà ai nostri connazionali di esercitare il suffragio in loco alle prossime consultazioni politiche per la circoscrizione Estero. Un invito alla riflessione e alla prudenza che ha spinto la maggioranza dell'Assemblea, nonostante il comune apprezzamento per la proposta del Ministro, a chiedere al Comitato di Presidenza un ulteriore approfondimento della questione.

E' poi intervenuto il Ministro Adriano Benedetti. Direttore generale per gli Italiani all’estero e le Politiche migratorie del MAE, che ha spiegato la dinamica temporale della soppressione dei fondi, circa 1.300.000 euro, previsti in bilancio per la Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo. Un importante evento che dovrebbe ormai slittare al 2004. Il Ministro Benedetti ha inoltre rassicurato l'Assemblea annunciando l'assenza di ulteriori tagli sui capitoli di spesa degli italiani all'estero.

Dopo l'intervento del Vice Segretario del CGIE per l'Europa e Nord Africa Gianni Farina, che ha sottolineato la necessità di creare una nuova Europa unita nella diversità che rispetti i diritti della Carta sociale e consenta a tutti di accedere al sapere, ha preso la parola il rappresentante del Comitato degli scienziati italiani all'estero Giovanni Cannata che ha in primo luogo ricordato come questa struttura sia nata, dopo la Conferenza degli scienziati nel mondo, con lo scopo di creare iniziative e legami duraturi. Il Comitato, che è Presieduto dal Ministro Tremaglia ed è formato dagli organizzatori della Conferenza, dai rappresentanti degli Istituti di ricerca e da un esponente del CGIE, si prefigge infatti l'attivazione di una rete telematica, l'incentivazione della formazione a distanza e la promozione di una maggiore mobilità dei giovani ricercatori. Dopo un breve intervento del rappresentante del CGIE presso il Comitato Juan Antonio Garbarino finalizzato a sottolineare le potenzialità e l'alto livello professionale dell'organo collegiale, ha preso la parola il Segretario generale del CGIE Franco Narducci che, pur esprimendo la massima soddisfazione per il lavoro svolto dall'organo scientifico, ha auspicato che, nel prossimo futuro, il CGIE venga informato con maggiore tempestività sui risultati conseguiti dal Comitato.

L'Assemblea è poi passata al "question time". Il primo quesito esaminato è stato quello di Fedora Di Marco sul diritto di accedere all'assistenza sanitaria da parte dei nostri connazionali all'estero, titolari di pensioni INPS, soggiornanti temporaneamente in Italia. Alla domanda ha risposto il Consigliere Mauro Nori che ha sottolineato come, in assenza di altre coperture sanitarie, l'assistenza medica sia limitata a 90 giorni. Alla richiesta di Gastone Orefice, volta ad esplorare la possibilità di aiutare con la creazione di appositi siti istituzionali la campagna elettorale dei candidati non sostenuti dai partiti, ha risposto il Consigliere Mancini del Mae che ha evidenziato come a tutt'oggi questa ipotesi non sia percorribile dalla rete consolare.

Dopo il quesito di Silvana Mangione che ha posto in evidenza alcune discrepanze rilevate nella macchina organizzativa della recente consultazione referendaria e che non ha trovato il riscontro sperato nelle risposte prettamente tecniche dal rappresentante del Mae, da Milesi è stata invece chiesta la lista degli adempimenti burocratici ed i tempi necessari per la concessione del permesso di soggiorno agli oriundi che decidono di tornare in Italia. Un interessante interrogativo che è stato sciolto dal Consigliere Alaimo. Il funzionario del Mae ha infatti elencato la trafila che, dopo l'acquisizione di un primo visto per altre motivazioni, porterà il nostro connazionale ad ottenere il permesso di soggiorno in attesa del riconoscimento della cittadinanza. Da segnalare inoltre anche la domanda del Presidente della I Commissione del CGIE Zoratto, volta ad individuare presso quali Istituti di Cultura siano stati attivati i Comitati per la promozione culturale, che ha però ottenuto solo una risposta parziale con la semplice indicazione del numero, circa 25, dei Comitati effettivamente operativi. Spiegazioni, quelle fornite dai rappresentati del Mae, che non hanno convinto nemmeno il Consigliere Lombardi. Anche il Coordinatore del Forum per gli Italiani nel mondo, che aveva lanciato un grido d'allarme per la drastica riduzione del personale al Vice Consolato di Newark, ha infatti ritenuto insoddisfacenti le generiche assicurazioni del rappresentante del Mae.

Tra gli undici ordini del giorno approvati dal CGIE segnaliamo, oltre quello volto a sollecitare l'intervento del Ministro Tremaglia per la sensibilizzazione del Governo canadese sul caso "Rai International", la mozione per il mantenimento di un ruolo istituzionale autonomo e di primo piano della Commissione Nazionale per le Pari Opportunità e la richiesta di un comune impegno di tutte le forze sociali, politiche e sindacali per la piena riuscita del semestre italiano di Presidenza europea. Il via libera dell'Assemblea è giunto anche per altri ordini del giorno, come quello volto alla creazione di un comitato tecnico - da parte del Mae e del Ministero per gli Italiani nel mondo - sulle problematiche della doppia cittadinanza, o l’altro concernente l'elaborazione, nell'ambito della IV Commissione, di un documento sulle modifiche da apportare alla bozza di riforma della legge 153 che sarà distribuito ai consiglieri entro il mese di ottobre. Dal CGIE è stata inoltre approvata la richiesta di assegnare l'intera somma di 2.500.000 euro, stanziata dall'Unità di coordinamento di Stato, Regioni, Provincie Autonome e CGIE su vari capitoli di spesa, agli indigenti dell'Argentina. In questo ambito è stato approvato a larga maggioranza anche l'ordine del giorno che sulla riforma dei Comites si appella alle forze politiche per la modifica al Senato del testo approvato alla Camera e la ripresa del dialogo e che auspica comunque il rinnovo dei Comitati entro il 2003 con l'introduzione del voto per corrispondenza.

Un ordine del giorno, quest’ultimo varato dal CGIE, che per Aldo De Matteo presenta però degli aspetti contraddittori "Durante il dibattito - ci ha infatti spiegato il Consigliere che si è astenuto sulla votazione - ho ribadito l'urgenza di votare entro l'anno e quindi la preoccupazione che l'approvazione definitiva della riforma dei Comites possa slittare, con la presentazione di nuovi emendamenti, fuori tempo massimo. Siccome le obiezioni contenute nell'ordine del giorno trovano in gran parte risposta nella nuova legge e la possibilità di realizzare una norma transitoria sull'uso delle anagrafi consolari è stata scartata dallo stesso Ministro Tremaglia, ho ritenuto quindi opportuno, pur condividendo lo spirito della proposta, astenermi dalla votazione". (Goffredo Morgia-Inform)


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