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INFORM - N. 134 - 11 luglio 2003

Il Ministro degli Esteri Frattini all’Assemblea del CGIE: "Le nostre comunità portano nel mondo il biglietto da visita dell’Italia"

"Un diritto costituzionale come quello del voto dev’essere accompagnato da misure organizzative e strutturali che ne permettano l’effettivo e completo esercizio"

ROMA - "Gli italiani all’estero sono coloro che portano nel mondo il biglietto da visita dell’Italia, sono l’immagine, la forza dell’Italia nel mondo, coloro che hanno arricchito i paesi in cui vivono e lavorano portando il retaggio della loro cultura, della loro storia, della tradizione del nostro paese". Il Ministro degli Esteri Franco Frattini è intervenuto all’Assemblea plenaria del CGIE, partendo dal non facile compito che attende l’Italia nel semestre di presidenza dell’Unione Europea ma affrontando subito dopo i temi più importanti che riguardano da vicino gli italiani all’estero, dall’esercizio del voto alla riforma dei Comites e del CGIE, alla diffusione della cultura e della lingua italiana.

"Con il ministro Tremaglia - ha ricordato Frattini - sono stati fatti passi avanti nel rilancio della cultura italiana nel mondo. Sono stati organizzati eventi di grande rilevanza internazionale, per raccogliere le principali espressioni del genio italiano, della fantasia, della ricerca, e creare quella coesione che permetta di valorizzare l’apporto che queste persone danno all’immagine dell’Italia. Oggi si può dire che se l’Italia ha nel mondo un’immagine forte e autorevole, se ha sulla scena internazionale credibilità dobbiamo essere grati alle comunità italiane".

Frattini ha definito un successo la prima esperienza del voto degli italiani all’estero. Un successo che va al di là di quel 25 per cento, una partecipazione comunque superiore in media a quella che c’è stata in Italia, in una occasione di voto di scarso interesse. "Eppure, malgrado le difficoltà di tipo organizzativo, le complessità e pesantezze di tipo procedurale che dobbiamo risolvere, si è dimostrata la forte volontà di partecipazione degli italiani all’estero. Un diritto costituzionale come quello del voto - ha affermato il Ministro degli Esteri - dev’essere accompagnato da misure organizzative e strutturali che permettano l’effettività e completezza dell’esercizio di questo diritto. Dalle difficoltà e carenze organizzative di questa prima esperienza dobbiamo trarre la lezione di un approfondito esame delle cause di queste disfunzioni per operare sul fronte dell’organizzazione amministrativa. La seconda lezione che dobbiamo trarre è che dalle comunità italiane all’estero viene una forte domanda di completezza di diritti".

Non basta il diritto di voto, occorre la riforma dei Comites e la riforma del CGIE: Sul primo aspetto abbiamo fatto dei passi avanti. Al risultato cui il Parlamento è arrivato - ha ammesso Frattini - non tutti guardano con piena soddisfazione, forse si poteva fare qualcosa di meglio. Certamente oggi abbiamo la necessità di far partire la sperimentazione, accelerando l’iter e arrivando ad un approvazione sollecita che permetta lo svolgimento delle elezioni entro il 2003. Sulla riforma del CGIE Frattini ha detto che partendo dalla proposta dello stesso Consiglio Generale c’è in questa fase uno studio su cui gli uffici del Ministero degli Esteri stanno riflettendo. "Ci sono delle valutazioni tecniche, giuridico-amministrative che però non dovranno rallentare la marcia di questa necessaria riforma".

Accanto ai tre aspetti di tipo strutturale su cui Frattini ha assicurato il suo personale impegno - esercizio del voto con la semplificazione delle procedure, la riforma dei Comites e la riforma del CGIE - si sono altri aspetti operativi che prescindono da nuove leggi. Così, in attesa della riforma di una vecchia legge, la 153, che dev’essere adeguata alle esigenze della presenza degli italiani nel mondo, in primo luogo occorre incentivare un ventaglio di iniziative di promozione della lingua italiana attraverso i corsi e una forte azione diplomatica presso i governi dei paesi di residenza.

Un altro aspetto operativo riguarda il sempre più forte coinvolgimento delle Regioni nelle azioni di promozione delle comunità italiane, che il Ministero degli Esteri sta attuando in vari settori, ad iniziare dalla cultura, in accordo con il Ministro per gli Italiani nel mondo. "Le Regioni - ha detto Frattini - portano un valore aggiunto e rafforzano il legame degli italiani all’estero con la madrepatria".

In una strategia di più ampio periodo, Frattini si è detto convinto che la strada giusta, sempre con l’apporto del Ministro Tremaglia, sia quella di raccogliere attorno a dei momenti di aggregazione le comunità, le persone che hanno espresso il meglio, il genio, la fantasia, come i ricercatori, gli scienziati, la medicina italiana nel mondo. Una rete medica, sanitaria e ospedaliera è uno dei progetti prioritari cui si sta lavorando con il Ministro della Salute, ma occorre rendere organica questa rete.

"Per ciascun ambito, per ciascun settore - ha concluso Frattini - il valore aggiunto della tradizione e del lavoro degli italiani dev’essere messo in rete. Ecco perché l’investimento sugli italiani nel mondo non è solo un dovere morale, ma un dovere istituzionale e politico perché soltanto in questa maniera il ruolo dell’Italia potrà essere davvero quel ruolo forte e credibile rispetto al quale voi siete il migliore biglietto di presentazione". (Inform)


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