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INFORM - N. 133 - 10 luglio 2003

I lavori dell'Assemblea Plenaria del CGIE

Gli interventi dei consiglieri e dei parlamentari sulla riforma dei Comites. Le relazioni delle Commissioni Tematiche

ROMA - Con la relazione del Comitato di Presidenza, svolta dal Segretario Generale del CGIE Franco Narducci, si sono aperti il 9 luglio i lavori dell'Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero. Un dettagliato intervento (vedi Inform n. 132) che ha toccato sia aspetti operativi, come ad esempio le implicazioni organizzative del voto per corrispondenza utilizzato per la prima volta nelle recenti consultazioni referendarie, sia questioni prettamente legislative, come la recente approvazione della riforma dei Comites da parte della Camera dei Deputati. Narducci, dopo aver annunciato l'imminente estensione dell'indagine promossa dal CGIE sul mondo giovanile all'estero anche ai tre Paesi ancora mancanti ( Stati Uniti, Canada, Australia), ha poi ricordato l'importante appuntamento della Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo che ancora oggi attende il via libera del Governo. Al termine della sua relazione il Segretario Generale ha inoltre evidenziato la necessità di riformare la legge 153/1971 sui corsi di lingua italiana all'estero ed ha ricordato la richiesta, posta al CGIE dal Ministro Tremaglia, di discutere l'eventuale utilizzazione del voto per corrispondenza anche alle prossime consultazioni per il rinnovo del Parlamento Europeo.

A seguire, con l'intervento dell'on. Patrizia Paoletti Tangheroni, è iniziato il dibattito sulla riforma dei Comites. La relatrice della proposta di legge governativa approvata dalla Camera, dopo aver ricordato che anche al Senato il disegno di legge non sarà blindato ma potrà eventualmente essere migliorato, ha però sottolineato la ristrettezza dei tempi dibattimentali - le elezioni per il rinnovo dei Comites dovranno avere luogo entro il 31 dicembre 2003 - e lo sforzo compiuto dalla maggioranza per avvicinare il testo di legge alle proposte del CGIE. La Tangheroni ha inoltre evidenziato la chiara volontà del legislatore di lasciare, al fine di rinviare alla stesura del regolamento di attuazione della legge l'introduzione di eventuali modifiche, ampi spazi interpretativi nella definizione dei rapporti tra i Consolati ed i Comites. Ha poi preso la parola il Presidente del Comitato permanente per gli Italiani all'Estero Giovanni Bianchi che, nell'auspicare una concreta rivitalizzazione degli organi di rappresentanza all'estero, ha evidenziato sia l'urgenza di un'ulteriore corsia preferenziale per il disegno di legge sui Comites, sia la necessità di accentuare l'autonomia dei Comitati. Per Bianchi infatti, vista la forte legittimazione democratica dei Comites rispetto alla valenza prettamente burocratica dei Consoli, sarebbe stata infatti auspicabile una riforma che desse maggiori responsabilità ai Comitati, più vicina quindi alle istanze del CGIE. Dal deputato della Margherita è stata inoltre sottolineata, al fine di allargare la base elettorale di ben 900.000 unità, l'esigenza di approvare una direttiva transitoria che consenta di prendere in considerazione anche gli iscritti alle anagrafi consolari. Dopo l'intervento del Consigliere Andrea Amaro volto ad evidenziare come la riforma del Comites non accolga e si differenzi profondamente dalle istanze e dalle aspettative del CGIE, ha preso la parola il Consigliere degli USA Silvana Mangione che ha criticamente sottolineato come questa riforma ci farà compiere "dieci passi indietro" rispetto alla legge attualmente in vigore. Per la Mangione questo nuovo Comites, che non può interagire con il tessuto locale e ha la possibilità di confrontarsi solo con le strutture consolari, potrebbe infatti, vista la vaghezza delle direttive che regolamentano i rapporti tra Comitato e Consolati, rimanere soffocato dall'attività dei Consoli. Un passo indietro che, per il Consigliere, poteva essere evitato attraverso l'utilizzo della vecchia norma, arricchita dall'introduzione del voto per corrispondenza.

E' stata poi la volta del responsabile per gli Italiani nel mondo della Margherita Franco Danieli che, dopo aver valutato positivamente la partecipazione dei nostri connazionali alle recenti consultazioni referendarie, ha però espresso delle critiche sia sul confusionario invio delle opzioni di voto, un malinteso sul testo del modulo costrinse i consolati ad un secondo invio dei plichi, sia sulla mancata comunicazione al Parlamento, da parte del Governo, delle intese elettorali stipulate con i Paesi d'accoglienza. In ottemperanza della legge sul voto all'estero che saranno illustrate dall'Ulivo in uno specifico Dossier in via di realizzazione. Da Danieli è stata inoltre sottolineata l'inadeguatezza della riforma dei Comites. Un disegno di legge che, per il senatore, non da risposte concrete sul ruolo dei Comites e finisce per svuotare l'identità dei Comitati senza qualificare il rapporto con le strutture diplomatiche - consolari e le autorità degli altri Paesi. Dopo aver annunciato la calendarizzazione per il mese di settembre del provvedimento che istituirà l'Associazione dei parlamentari di origine italiana nel mondo, Danieli ha infine espresso solidarietà ai nostri connazionali in Germania per le recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio in occasione dell'inaugurazione del semestre di Presidenza italiana dell'U.E. Valutazioni, queste ultime, che hanno innescato una dura polemica: il Consigliere Centofanti (SA)ha definito queste considerazioni inopportune e demagogiche, ed hanno costretto Narducci ad intervenire. Il Segretario Generale ha infatti sottolineato la necessità di consentire a tutti i parlamentari la possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni in seno all'Assemblea. E' poi intervenuto il coordinatore del Forum degli Italiani nel mondo Norberto Lombardi (Ds) che, nell'auspicare un fattivo confronto sul merito delle questioni, ha evidenziato il rischio che la nuova legge sui Comites, con l'introduzione del voto per corrispondenza e la riduzione delle prerogative dei Comitati, finisca per compromettere l'equilibrio degli organi di rappresentanza degli italiani all'estero. Una precarietà che potrebbe riflettersi negativamente anche sul CGIE. Lombardi ha poi criticato sia la scarsa capacità rappresentativa dei nuovi Comites, che avranno come unici referenti gli uffici consolari, sia l'inadeguatezza delle risorse finanziare messe a disposizione dalla legge per le spese ordinarie dei Comitati. Dopo l'intervento del Consigliere Aldo De Matteo volto ad evidenziare l'innovativo equilibrio introdotto dalla legge nel rapporto tra i Comites e i Consoli e la necessità di non avallare la supremazia dei Comitati, ha preso la parola il Presidente della V Commissione Franco Santellocco che ha sottolineato l'urgenza di introdurre nel disegno normativo un chiaro riferimento alle riunioni di un Intercomites che superi i confini nazionali e ponga in contatto i Comitati di Stati limitrofi. Il rappresentante del Nord Africa ha inoltre manifestato la sua contrarietà al divieto di cumulo, previsto dalla norma, tra la Presidenza dei Comites e l'incarico di Consigliere presso il CGIE.

Dal Presidente della I Commissione Bruno Zoratto sono state invece ribadite le ottime potenzialità di rappresentanza insite nella legge sui Comites attualmente in vigore. Una norma che non è stata utilizzata al meglio né dai membri dei Comitati, né dai Consoli. Dopo aver sottolineato la necessità di mantenere una concreta unità d'intenti al fine di sottoporre con maggiore efficacia al Governo le istanze dei nostri connazionali all'estero, il Consigliere della Germania ha evidenziato come nella normativa sui Comites, varata dalla Camera, siano in realtà presenti positive novità, come ad esempio il fattivo innalzamento delle risorse per le spese ordinarie dei Comitati. E' poi intervenuto il Vice Segretario generale del CGIEper l'Area Europa e Nord Africa Gianni Farina che si è detto preoccupato per le recenti polemiche che hanno accompagnato l'avvio del semestre italiano di Presidenza europea ed ha posto in evidenza, per quanto riguarda la riforma dei Comites, il positivo impulso alla partecipazione popolare che potrebbe scaturire dall'approvazione di una specifica norma transitoria che consenta l'utilizzo delle liste delle anagrafi consolari. Dopo l'intervento del Consigliere Pinna volto a sottolineare il rischio che l'eventuale rinnovo dei Comites nel caldo (per l’emisfero australe) mese di dicembre possa essere disertato dai nostri connazionali del Sud Africa, ha infine preso la parola il Consigliere Carlo Consiglio che, sulla riforma dei Comites, si è detto rammaricato per il mancato raggiungimento, in ambito parlamentare, di una fattiva intesa tra maggioranza ed opposizione. Il rappresentante del Canada ha poi sottolineato la necessità di procedere con celerità all'approvazione di un provvedimento, positivo ma sicuramente perfettibile, che in caso di presentazione di ulteriori emendamenti rischierebbe però di slittare oltre tempo massimo.

Le relazioni delle Commissioni Tematiche

L’Assemblea de CGIE ha poi ascoltato le relazioni delle Commissioni tematiche. Il Presidente della Commissione Informazione e Comunicazione Bruno Zoratto ha innanzitutto ricordato l'importanza dei giornali periodici, nati nei contesti d'accoglienza, e la necessità, dopo la riforma del voto all'estero, di intensificare gli sforzi per una corretta e democratica informazione delle nostre collettività. Un concreto impegno comunicativo che dovrà realizzarsi anche attraverso il canale privilegiato di Rai International. Zoratto ha poi segnalato lo sconcertante scenario della Commissione di Monitoraggio dei programmi televisivi, di cui fanno parte anche rappresentanti del CGIE, che fino ad oggi non è mai stata convocata. Dal Presidente della Commissione Sicurezza e Tutela Sociale Dino Nardi è stato invece annunciato l'approfondimento dello stato assistenziale per l'Argentina, con particolare riferimento ai lavori dell'Unità di Coordinamento presso il Ministero per gli Italiani nel Mondo e a quelli dell'Unità tecnica di Buenos Aires. Da Nardi è stata inoltre segnalata l'erogazione, da parte della citata Unità di Coordinamento, di 2,5 milioni di euro che verranno utilizzati per sostenere un progetto dell'Unicef in favore dei bambini di Tucuman (250.000 euro), per la ripresa delle piccole e medie imprese (500.000), per incentivare il lavoro degli Ospedali italiani (1.500.000) e per aiutare i nostri connazionali più indigenti (250.000). Una decisione che la II Commissione, che ha discusso anche dell'erogazione dell'assegno sociale di solidarietà e della campagna per la verifica dei redditi all'estero recentemente lanciata dall'INPS, ha ritenuto però inopportuna. Dai membri della Commissione è stato infatti chiesto che l'intera somma, devoluta per l'Argentina, venga attribuita ai nostri connazionali indigenti.

Una tematica, quest'ultima, che non ha mancato di scatenare nuove polemiche. Alle critiche rivolte da Antonio Bruzzese all'operato dell'Unità di Coordinamento - per il Consigliere del CGIE che rappresenta l’INCA-CGIL quasi l'interezza dei fondi promessi non sono ancora giunti in Argentina e l'impegno delle Regioni in questo ambito appare del tutto insufficiente - ha infatti risposto l'esponente dell'Unità di Coordinamento Stato- Regioni De Toni che ha sottolineato la validità dei criteri di finanziamento dell'organismo ed ha ricordato come a tutt'oggi le Regioni abbiano già stanziato circa 30 milioni di euro per il sostegno dell'Argentina. E' stata poi la volta del Presidente della Commissione Diritti Politici, Civili e Partecipazione Mario Tommasi che, dopo aver espresso delusione per i contenuti della riforma dei Comites, ha sottolineato la necessità di una maggiore informazione per la promozione all'estero del voto per corrispondenza e si è detto favorevole all'ipotesi ventilata dal Ministro Tremaglia di utilizzare questo sistema anche per le elezioni europee. A seguire, la relazione del Presidente della Commissione Formazione, Impresa, Lavoro e Cooperazione Franco Santellocco volta ad evidenziare la necessità di utilizzare nuove tecniche per la promozione della piccola e media impresa e di approntare specifici corsi di formazione per gli italiani all'estero che diano risposte concrete alle loro rinnovate esigenze lavorative. Quindi ha preso la parola il Presidente della Commissione Stato-Regioni-CGIE Elio Carozza che ha segnalato con amarezza la mancata attivazione sia del Segretariato, un'apposita struttura collegiale che avrebbe dovuto accogliere 7 rappresentati del Governo, 7 esponenti delle Regioni e 7 Consiglieri del CGIE, sia del previsto Fondo di Solidarietà. Carozza ha comunque auspicato la creazione di un nuovo tipo di Conferenza dove ognuno potrà partecipare liberamente seguendo il filo conduttore degli italiani all'estero. (Goffredo Morgia-Inform)


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