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INFORM - N. 132 - 9 luglio 2003

Caso Al Sakhri - Calvisi (Ds): "cancellato il diritto di asilo"

ROMA - "Speriamo che le notizie circa la presunta morte del rifugiato siriano Mohamad al Sarhi possano essere smentite nelle prossime ore. Tuttavia, ciò conferma una sola cosa: nel nostro paese non esiste il diritto d’asilo". Lo afferma Giulio Calvisi, responsabile Immigrazione dei Ds.

"Il governo Berlusconi ha fatto di tutto perché questo elementare dovere di civiltà di uno Stato democratico nei confronti di chi fugge dalla repressione militare e poliziesca, dalle dittature e dai regimi autoritari, fosse di fatto cancellato. E' pazzesco. Negli altri paesi esistono procedure, interpreti, apparati predisposti ad analizzare le domande d’asilo. In Italia, visto che manca una legge organica sul diritto di asilo, spesso il destino di vita o di morte delle persone è legato al buon cuore del poliziotto di frontiera. Eppure nonostante l’assenza di una vera e propria legislazione sull’asilo sono state commesse lo stesso gravi violazioni di legge nel trattare il caso del Signor Al Sahri".

"La Bossi-Fini - aggiunge ancora Calvisi - infligge un pesante colpo al diritto d’asilo in Italia, eppure quella legge ancora non è entrata in vigore, visto che per la sua entrata in vigore devono essere approvati i regolamenti attuativi. Teoricamente al signor Al Sahri si sarebbe dovuta applicare la Legge Martelli. Avrebbe quindi avuto diritto ad essere ascoltato dalla Commissione Nazionale per i Rifugiati. Invece no: qualcuno deve aver consigliato agli operatori di polizia all’aeroporto di Malpensa di comportarsi alla luce delle nuove limitazioni".

"A che punto siamo arrivati: applicare una legge non ancora in vigore. Oppure, più semplicemente, gli è stato detto che i rifugiati sono un invenzione della sinistra e dei comunisti; il richiedente asilo è colui il quale conosce le norme contro l’immigrazione clandestina e che, richiedendo asilo, cerca di aggirarle. A questa cultura politica si deve l’ennesima vergogna che sconteremo sul piano internazionale. In nessun paese europeo - conclude Giulio Calvisi - sarebbe successo quello che è successo alla famiglia siriana all’aeroporto di Malpensa il 23 novembre 2002". (Inform)


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