* INFORM *

INFORM - N. 132 - 9 luglio 2003

Seminario in Campidoglio sulla silenziosa emergenza dei ragazzi di strada

Sono gli immigrati non accompagnati i protagonisti di questo dramma dell'infanzia negata

ROMA - Quando si parla dei ragazzi di strada spesso ci si dimentica che questo fenomeno fa ancora parte del nostro presente e non può essere relegato in un lontani contesti geografici e temporali. A tutt'oggi infatti i senza famiglia, per lo più stranieri, che popolano le vie italiane sono oltre 23.000. Numeri impressionanti - solo nella Capitale sono presenti circa 8.000 bambini di strada - che sono stati più volte ribaditi nel corso dell'incontro, svoltosi al Campidoglio, sulle problematiche e le difficoltà d'integrazione dei minori stranieri.

Dopo l'intervento introduttivo del vice presidente della Rete Lilliput Riccardo Troisi, volto a ricordare la necessità di mobilitare e sensibilizzare la società civile su questa drammatica tematica anche in vista della Giornata Mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile che si terrà nel 2004, ha preso la parola il direttore del pronto intervento Caritas per i minori Nadio La Gamba che ha in primo luogo sottolineato come nel 2002 circa 900 minori stranieri non accompagnati, tra i 14 ed i 18 anni, abbiano trovato rifugio nella struttura di accoglienza. Una realtà difficile, quella dei ragazzi di strada, che, secondo La Gamba, viene resa ancora più complessa dal concreto rischio di un forzato ritorno del giovane, al compimento della maggiore età, nella terra d'origine. Con il raggiungimento dei 18 anni, se lo straniero non avrà un lavoro e non frequenterà corsi di studio, l'ipotesi dell'espulsione diverrà infatti una certezza. A decidere sul destino di questi ragazzi che vivono di espedienti e che molto spesso, dopo la notifica del decreto di allontanamento, si danno alla clandestinità, è un apposito organo collegiale denominato "Comitato Minori Stranieri". Una struttura che, dopo aver svolto indagini sociali nella Nazione di provenienza del minore, valuta le possibili opportunità di rimpatrio del ragazzo. Un sistema macchinoso e poco funzionale che, per l'esponente della Caritas, richiede tempi lunghi e non tiene nella dovuta considerazione la difficile esperienza vissuta da questi ragazzi.

E' stata poi la volta della rappresentante dell'ONG "Volontariato Internazionale per lo Sviluppo" Cristina Ranuzzi che ha innanzitutto ricordato l'impegno della sua organizzazione - la VIS è promossa dal Centro Nazionale Opere Salesiane - nel campo della dispersione scolastica. Su questo argomento dall'ONG è stata infatti realizzato, sulla base di un protocollo d'intesa siglato con il Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, un apposito studio che si prefigge di indagare le reali difficoltà ed aspettative vissute dal bambino straniero nell'approccio con la scuola elementare italiana. Dalla ricerca è emerso come a tutt'oggi, per questi bambini sospesi tra due culture, il principale fattore discriminante sia il linguaggio. Senza un corretto uso della lingua rischierebbe infatti di fallire anche la semplice comunicazione tra studenti che può essere considerata un elemento fondante del processo d'integrazione. Sulla base di questa riflessione sarebbe quindi opportuno, secondo Cristina Ranuzzi, che la scuola elementare, oltre ad aiutare il bambino straniero nella costruzione di punti di riferimento, porti avanti, al fine di creare un fattivo confronto linguistico e culturale, l'attivazione di specifici corsi per l'insegnamento dell'italiano L2 e la creazione di appositi laboratori interculturali sin dalle prime classi.

Ha concluso l'incontro la consigliera del Comune di Roma con delega alle politiche della multietnicità Franca Eckert Coen. Dopo aver posto in evidenza la cospicua presenza nella Capitale d'immigrati (almeno 250.000 persone di cui 80.000 bisognose di assistenza sociale), la Coen ha annunciato il varo, entro il mese di luglio, della delibera comunale che istituirà la figura del consigliere aggiunto. Una nuova carica, senza diritto di voto, che sarà finalizzata alla rappresentazione delle istanze degli immigrati nell'amministrazione capitolina. Il neo consigliere aggiunto verrà inoltre, con ogni probabilità, affiancato da un apposito comitato formato da stranieri che ne sosterrà l'azione.

Nell'esprimere preoccupazione per il futuro dei "bambini di strada" che faranno ritorno alla terra d'origine al compimento della maggiore età, la Eckert Coen ha infine annunciato l'istituzione di un apposito osservatorio che, con l'ausilio di un Comitato internazionale, monitorerà i comportamenti adottati dagli impiegati comunali nei confronti degli immigrati. (Goffredo Morgia-Inform)


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