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INFORM - N. 132 - 9 luglio 2003

Con la relazione del Comitato di Presidenza aperta l’Assemblea plenaria del CGIE

Narducci: "Urgente l’istituzione dell’anagrafe unica degli elettori italiani all’estero - Il testo di riforma dei Comites approvato dalla Camera non soddisfa il CGIE - No alla deresponsabilizzazione dello Stato negli interventi scolastici all’estero"

ROMA - Dopo le riunioni del Comitato di Presidenza e delle Commissione Tematiche e Continentali, che hanno avuto luogo alla Farnesina il 7-8 luglio, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero si è riunito il giorno 9 in Assemblea plenaria presso il Centro congressi del Jolly Hotel Villa Carpegna. Rinviati a giovedì 10 la relazione sull’attività del Governo del Ministro degli Esteri Franco Frattini e l’intervento del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, l’Assemblea si è aperta con la relazione del Comitato di Presidenza svolta dal Segretario generale del CGIE Franco Narducci.

Nella relazione Narducci ha passato in rassegna alcuni dei temi all’ordine del giorno dell’Assemblea, in particolare i problemi connessi con l’anagrafe, emersi in occasione della prima esperienza del voto all’estero, la legge di riforma dei Comites e la bozza di riforma della legge 153 sugli interventi scolastici all’estero.

Sul debutto del voto all’estero, dopo una valutazione sostanzialmente positiva sulla partecipazione al voto referendario in buona parte delle circoscrizioni consolari e sull’impegno profuso dalla rete diplomatico-consolare, Narducci ha posto in rilievo le disfunzioni emerse nelle anagrafi e negli elenchi elettorali. Egli ha parlato di "caos dei plichi elettorali forniti dal Ministero dell’Interno": indirizzi errati, persone che hanno ricevuto due plichi mentre altri non l’hanno ricevuto affatto, ex cittadine italiane che hanno ricevuto il plico per il fatto di essere ancora iscritte all’Aire nel comune di origine… Questi alcuni esempi delle disfunzioni determinate soprattutto dal fatto che non sono stati adottati dal Ministero dell’Interno e dai comuni gli elenchi pervenuti dai Consolati di tutto il mondo.

In vista del prossimo impegno elettorale che dovrebbe coincidere con il rinnovo dei Comites, il CGIE invita il Governo ad assumere provvedimenti urgenti per l’istituzione di un’anagrafe unica degli elettori da realizzarsi sulla base delle anagrafi consolari bonificate. Narducci ha suggerito di cercare altri sbocchi per risolvere l’annoso problema delle anagrafi. Per esempio, in analogia con quanto avviene per il rilascio dei passaporti, affidando l’allestimento degli elenchi elettorali alla rete diplomatico-consolare, trattandosi tra l’altro della Circoscrizione Estero, dopo aver assegnato maggiori risorse finanziarie al MAE.

Altra importante questione affrontata da Narducci nella sua relazione la legge di riforma dei Comites. Egli ha ribadito l’assoluta necessità di procedere al rinnovo dei Comites ed ha chiesto al Governo di predisporre al più presto agli atti occorrenti e di rendere nota la data delle votazioni, esprimendo però qualche dubbio sulla possibilità di votare con la nuova legge. Il testo di riforma approvato dalla Camera con procedura d’urgenza il 2 luglio ed ora all’esame del Senato non soddisfa il CGIE. In alcuni importanti aspetti - ha detto Narducci - si discosta dalla bozza elaborata dal CGIE; non è stata recepita, per esempio, l’esigenza di una norma transitoria che in prima applicazione della legge definisca l’elettorato attivo sulla base delle anagrafi consolari: se non si vogliono escludere centinaia di migliaia di connazionali dal voto, la base elettorale non può essere quella determinata dall’Aire. Altri aspetti insoddisfacenti riguardano ad esempio i poteri consultivi obbligatori e le modalità di costituzione dei Comites non elettivi. Da parte del CGIE si confida che nel secondo passaggio elettorale sia ancora possibile recuperare i contenuti che più stanno a cuore - reale rafforzamento dei poteri dei Comites e della loro capacità di incidere sui processi d’integrazione delle comunità nelle società di accoglimento - e lo spirito bipartisan tra le forze politiche.

In tema di interventi scolastici per i cittadini italiani all’estero e di riforma della legge 153 del 1971, il Comitato di Presidenza del CGIE non condivide - ha detto Narducci - vari aspetti della bozza licenziata dal tavolo tecnico e la filosofia di totale deresponsabilizzazione dello Stato che emerge. Non ci convince - ha aggiunto - il cambiamento di paradigma del finanziamento degli interventi scolastici, così come prefigurato nell’articolo 8: valutiamo negativamente il progetto di introdurre per legge il contributo finanziario delle famiglie dei ragazzi in età scolare che frequentano i corsi di lingua e cultura italiana. Ci chiediamo inoltre chi finanzierà l’adeguamento della normativa locale per l’assunzione del personale, poiché le procedure indicate all’articolo 8 sembrano poco praticabili e le fluttuazioni implicite nella prassi italiana di approvazione della Legge finanziaria potrebbero addossare i costi dell’adeguamento ai genitori.

Un altro aspetto della relazione del Comitato di Presidenza del CGIE riguarda la necessità di politiche attive d’integrazione degli immigrati ovunque in Europa, a partire dalla scuola e dalle politiche di cooperazione coi i Paesi di provenienza. E’ stato poi ricordato che la nuova Costituzione europea deve dare ancora risposta al problema dei 15 milioni di cittadini europei che non vivono nel proprio Paese.

Ultimo punto rilevante evidenziato dalla relazione, la Conferenza dei giovani italiani all’estero. Narducci ha chiesto che il Governo "dia un chiaro segnale politico sulla volontà di andare avanti o meno nella convocazione di questo importante evento promosso dal Ministero degli Affari Esteri, dal Ministro per gli Italiani nel mondo e dal CGIE. (Inform)


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