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INFORM - N. 130 - 7 luglio 2003

Coordinamento dell’Ulivo e dell’Italia dei Valori: "per i Comites ci vuole una vera riforma"

ROMA - I Gruppi della Camera che si riconoscono nell’Ulivo hanno tenuto fede lealmente all’impegno di riportare nel confronto parlamentare la richiesta, ripetutamente avanzata dalle rappresentanze delle comunità italiane all’estero, di avere dei Comites rafforzati nelle loro funzioni di rappresentanza di base e più efficienti sul piano operativo. Questa posizione non è il frutto di un passivo allineamento alle sollecitazioni di Comites e CGIE, ma l’espressione di una convinzione profonda che deriva dall’esigenza di riformare complessivamente il sistema della rappresentanza degli italiani all’estero dopo l’istituzione della Circoscrizione Estero e la possibilità di realizzare una presenza parlamentare.

E’ q uanto sostiene una nota diffusa dal del Coordinamento dell’Ulivo e dell’Italia dei Valori per gli italiani all’estero, sottoscritta da Franco Danieli Margherita), Gianni Pittella (DS), Mario Didò (SDI), Antonio Borghesi (Italia dei Valori), Luigi Marino e Gianni Giadresco (PdCI), Franco Martone (Verdi), Norberto Lombardi (Forum Italiani nel mondo).

Il rafforzamento dei Comites come organismi di rappresentanza di base e, in prospettiva, la definizione di una rinnovata missione del CGIE – così prosegue la nota - dovrebbero concorrere a ridisegnare il quadro generale e ad evitare che l’elezione di una rappresentanza parlamentare, anziché essere un elemento di promozione generale, possa diventare un fattore di squilibrio. Il riconoscimento, poi, di una legittimazione dei Comites diretta ed universale attraverso il voto per corrispondenza si può giustificare solo con un rafforzamento dei poteri degli stessi organismi, chiamati - per altro - ad insostituibili compiti di sostegno all’integrazione delle nostre comunità nelle società di residenza. Questo impegno e queste riflessioni non sono bastate ad indurre il governo e la maggioranza parlamentare a manifestare una concreta apertura sui punti di sostanza (accreditamento dei Comites presso le autorità locali, attribuzione di precise funzioni consultive nei rapporti con le autorità diplomatico-consolari, dotazione finanziaria capace di consentire non solo l’ordinaria amministrazione ma un’attività diffusa, continua ed incisiva), punti ripetutamente sottolineati dal CGIE, dopo un’ampia consultazione degli stessi Comites, e puntualmente riproposti in sede parlamentare. Francamente, non valeva la pena rinviare per due volte il rinnovo dei Comites per avere un risultato tanto deludente sul piano degli orientamenti riformatori.

Il voto contrario che tutte le formazioni del Centrosinistra hanno espresso alla Camera significa il rifiuto di una falsa riforma che tradisce le richieste e le attese e, nello stesso tempo, l’impegno a non considerare chiusa la partita, ma a fare ogni sforzo per recuperare nel secondo passaggio parlamentare i contenuti che la maggioranza ha eluso nel primo. Un accorciamento dei tempi di preparazione delle elezioni potrebbe consentire ancora di votare con una legge nuova ed incisiva.

Il Coordinamento dell’Ulivo e dell’Italia dei Valori per gli italiani all’estero, in ogni caso, esprime l’orientamento che per il prossimo rinnovo dei Comites si sviluppi la più ampia e libera partecipazione di persone e di forze, sulla base di programmi concreti e di ampio respiro, che sappiano superare nei fatti i limiti nei quali di fatto si è confinata la rappresentanza di base. L’auspicio è che emergano forze individuali ed associative che, senza logiche di parte, si misurino sui programmi e sulle cose da fare a beneficio delle nostre comunità e trovino motivi di convergenza e di distinzione solo nel confronto sugli interessi generali. (Inform)


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