* INFORM *

INFORM - N. 130 - 7 luglio 2003

Al via il lavori della 17.ma Assemblea Generale della Caritas Internationalis. Le nuove frontiere della solidarietà nell'era della globalizzazione

ROMA - Si sono aperti a Roma, presso la Pontificia Università Urbaniana, i lavori della 17.ma Assemblea Generale della Caritas Internationalis. All'incontro, dal titolo "Globalizzazione e Solidarietà", prendono parte oltre 400 delegati provenienti da 154 Paesi. Ai rappresentanti della Caritas, arrivati nella città eterna dall'Africa, dall'America latina, dall'Asia , dall'Oceania, dall'Europa, dal Nord America, e dal Medio Oriente, spette il compito di definire il futuro piano di lavoro di questa Confederazione che riunisce organismi di solidarietà di tutto il mondo. Sarà infatti la variegata e colorata Assemblea, che si riunisce ogni quattro anni e rimarrà in sessione fino a sabato 12 luglio, a portare avanti un nuovo progetto operativo che, senza perdere di vista le storiche priorità dell'organizzazione, cercherà di dare rinnovato impulso all'azione solidale della Caritas Internationalis. Un'azione a tutto campo, quella portata avanti della Confederazione, che si prefigge il coordinamento delle emergenze, la promozione della figura femminile, l’educazione alla pace e la ricerca del dialogo attraverso l'ONU e gli altri organismi di mediazione internazionale.

L'incontro, dopo una breve relazione introduttiva del Presidente della Caritas Internationalis, Monsignor Fouad El Hage, volto a sottolineare l'eccellente lavoro preparatorio del Convegno e la necessità di lavorare all'unisono e con impegno per mondializzare la solidarietà, è subito entrato nel vivo con la lettura del messaggio di augurio del Santo Padre, Giovanni Paolo II. Nel testo, indirizzato all'Assemblea, il Pontefice ha innanzitutto espresso la sua riconoscenza per la Caritas Internationalis, un organismo che lavora nel mondo con competenza e generosità, ed ha sottolineato come il tema dell'incontro sia una risposta diretta al suo appello, per "un amore attivo e concreto verso tutta l'umanità" contenuto nella lettera apostolica " Novo millennio ineunte". Un progetto ambizioso, quello della Caritas Internationalis, che andrà portato avanti con rapidità in un mondo caratterizzato da strette connessioni ed opposizioni estremamente violente. In questo contesto, secondo il Santo Padre, non appaiono infatti più concepibili politiche e programmi parziali che ignorino le necessità altrui. Ma per arrivare alla mondializzazione della solidarietà sarà opportuna anche una fattiva collaborazione con le organizzazioni internazionali. Il loro contributo, secondo il Pontefice, sarà difatti necessario per equilibrare in maniera innovativa, evitando cioè le relazioni d'assistenza a senso unico, i rapporti tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Adattamenti alle nuove esigenze della situazione internazionale e concrete modifiche delle leggi di mercato che, secondo Giovanni Paolo II, dovranno però, per avere successo, essere accompagnati da una fattiva riscoperta, da parte dell'uomo, dei principi di uguaglianza insiti nel messaggio cristiano. Un "ripartire da Cristo" che, nel nome dell'amore verso l'altro, cambi le mentalità delle persone.

Dopo la lettura del messaggio del Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli Vincenzo Sepe, che ha precisato come lo sforzo assistenziale della Chiesa si concentri principalmente nel sud del mondo ed ha auspicato il pieno successo dei lavori dell'Assemblea che cercherà di attuare il principio universale della carità cristiana, ha preso la parola il Cardinale Rodrìguez Maradiaga che ha in primo luogo ricordato che il nuovo mondo della globalizzazione è indissolubilmente legato allo sfrenato sviluppo tecnologico, al sistema economico neoliberale e alla diffusione di un unico modo di pensare. In questo mondo, caratterizzato da ingiustizia e disuguaglianza, la solidarietà appare dunque come un fattivo strumento finalizzato alla costruzione del bene comune. Una visione della solidarietà, quest'ultima, che va indubbiamente vincolata ai fondamentali valori della giustizia, della libertà, dell'eguaglianza e della partecipazione. Dopo aver ricordato le implicazioni teologiche della solidarietà (la mano tesa verso il povero è una testimonianza tangibile dell'esistenza di Dio), Mons. Maradiaga ha sottolineato la necessità di promuovere una solidarietà globalizzata che, oltre alla sacralità della vita umana, rispetti l'autodeterminazione dei popoli, il diritto universale dell'uguaglianza, il bene comune e le prioritarie esigenze dei poveri. (Goffredo Morgia-Inform)


Vai a: