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INFORM - N. 128 - 4 luglio 2003

Biennale di Venezia: il padiglione australiano dedicato a un’artista di origine emiliana

BOLOGNA - 38 anni, origini emiliane - precisamente di Novellara (Reggio Emilia) -, Patricia Piccinini è stata chiamare a rappresentare l’Australia alla 50.ma Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia. Alla Biennale l’artista espone - fino al 2 novembre 2003 - cinque grandi composizioni intitolate "We Are Family", parte di un progetto complessivo che indaga, con il linguaggio dell’arte, i rischi dello sviluppo scientifico e il nostro sogno di una vita libera dalla malattia e dalla morte. La "famiglia" di sculture presentata al padiglione australiano comprende due giovani gemelli clonati che, visti da vicino, mostrano i segni dell’età (capelli grigi, rughe ecc.); una madre, risultato dell’incrocio di due specie diverse, che allatta la sua cucciolata; una bimba vestita di rosa che gioca con strani animali nudi; una scultura fatta con caschi da moto e protesi; strani grumi embrionali e materia informe. Le domande sottese a queste opere corrispondono agli interrogativi della nostra epoca: di cosa è fatto l’essere umano? Qual è il confine tra una specie vivente e l’altra? Chi si prende la responsabilità delle esistenze in circolazione? Per rappresentare le sue enigmatiche forme di vita, Patricia Piccinini usa plastica, vernici e pixel, a imitazione del potenziale generativo biologico, come le cellule staminali usate nella clonazione.

Presto l’artista, che è nata a Freetown in Sierra Leone nel 1965 e vive a Melbourne, sarà a Novellara, dove ha abitato dal ’68 al ‘72, quando il padre vi ha fatto rientro dopo un periodo trascorso in Africa, impegnato con un’impresa di costruzioni. Il padre, sposato a un’insegnante inglese, ha poi ripreso la via dell’emigrazione portando la famiglia in Australia, dove attualmente lavora come fotografo. Patricia è oggi un’artista molto quotata: ha esposto nelle sedi più importanti dell’arte internazionale, tra cui il Tokyo Metropolitan Museum, Kassel, le Biennali di Berlino, Sydney, Liverpool e Gwang’ju, il Taipei Museum for Contemporary Art, il Centro des Artes Visuales di Lima. (Emiliano-Romagnoli nel Mondo/Inform)


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