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INFORM - N. 128 - 4 luglio 2003

Dino Nardi (CGIE) sull’esordio di Berlusconi in Europa: "grande imbarazzo degli emigrati italiani"

ZURIGO - Già in passato, come cittadini italiani all’estero, avevamo avuto momenti di grande imbarazzo a causa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Sia per i suoi problemi personali con la giustizia, che per le sue infelici uscite estemporanee ed anche per le sue ricorrenti battute, forse spiritose, ma spesso fuori luogo specie se l’autore riveste un importante ruolo istituzionale. Quanto accaduto mercoledì, nel corso del dibattito al Parlamento di Strasburgo, all’esordio europeo del presidente Berlusconi, con la sua infelice frase indirizzata al vice presidente del gruppo socialista, Martin Schulz, definito un "kapo", e la successiva ed altrettanto infelice battuta sulle ricorrenti "storielle italiane sull’olocausto", ha fatto però traboccare il vaso.

Infatti le comprensibili e veementi reazioni che ne sono seguite, sia in parlamento che nel mondo politico europeo, e l’eco che il riprovevole comportamento di Berlusconi ha avuto nei mass-media di tutto il mondo, ha messo nuovamente in grande imbarazzo, al limite della vergogna, tutti noi emigrati italiani che dobbiamo ormai subire quotidianamente gli attacchi e le ironie feroci dei mass-media locali ed ancor di più da parte di chi ci circonda. È vero che, secondo un vecchio adagio, ogni popolo ha il capo del governo che si merita ma, in questo caso, in attesa di poter esercitare per la prima volta il diritto di voto all’estero nelle elezioni politiche, al più tardi nel 2006, quantomeno gli emigrati non hanno certamente alcuna responsabilità (come, d’altra parte, i tantissimi altri italiani che lo hanno subito ma non votato). È un’amara consolazione, lo so, ma non ci resta altro! E in ogni caso continueremo ad essere ugualmente fieri di essere italiani ed a difendere il nostro Paese. (Dino Nardi, CGIE Svizzera)

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