* INFORM *

INFORM - N. 127 - 3 luglio 2003

Liberate le tre volontarie italiane ferite in Eritrea

La soddisfazione di Tremaglia: "è la fine di un incubo, determinante la pressione costante su Governo e Capo dello Stato del paese africano"

ROMA - Il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia ha espresso «grande e sentita soddisfazione» per la revoca dello stato di fermo a carico della dottoressa Alba Rienzi e delle infermiere Isabella Matulli, Teresa Graceffa e Manna Tekle che, il 14 giugno scorso, erano rimaste coinvolte in una drammatica vicenda nella zona smilitarizzata in prossimità del confine con l’Etiopia. Le volontarie italiane erano infatti rimaste ferite da colpi di arma da fuoco esplosi all’indirizzo del loro accampamento da una pattuglia eritrea. Tremaglia era subito intervenuto presso il Capo dello Stato ed il Governo dell’Eritrea per ottenere il rimpatrio, avvenuto il 19 giugno scorso, della volontaria ferita più gravemente, Antonietta Zampino, evacuata con un aereo della Presidenza del Consiglio.

Le altre tre volontarie italiane erano state trattenute contro la loro volontà presso l’ospedale dell’Asmara con la motivazione che dovevano essere completate le indagini sull’accaduto. Ieri pomeriggio, finalmente, il rilascio. Di loro, solo la dottoressa Rienzi ha deciso di rimanere in Eritrea per completare le proprie attività di volontariato; le altre rientreranno in Italia tra oggi e domani. "Sono lieto che l’azione concertata sulle autorità eritree mia e dell’Ambasciata d’Italia abbia consentito di ottenere un risultato a lungo atteso", ha detto Tremaglia. "Il nostro impegno a favore di queste quattro connazionali rimaste vittime di un episodio increscioso è anche un grazie alle centinaia di italiani che, in ogni parte del mondo, operano al servizio di missioni umanitarie e in aiuto delle persone più in difficoltà". (Inform)


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