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INFORM - N. 127 - 3 luglio 2003

Il commento di Gianni Pittella: breve diario di inizio semestre

STRASBURGO - Personalmente non ho provato sorpresa quando l'on. Berlusconi, aprendo il semestre italiano di Presidenza del Consiglio, con un discorso al Parlamento di Strasburgo, ha illustrato con toni sereni una piattaforma di lavoro in gran parte condivisibile. Certo, con una tendenza insana (e innata) a presentare questo lavoro, che durerà appena sei mesi, come il fulcro risolutivo di quasi tutte le grandi sfide del pianeta. Certo, con il tentativo maldestro di capovolgere i ruoli, enfatizzando quello del Consiglio e marginalizzando quello di Commissione e Parlamento. Tentativo stoppato immediatamente dalla lucidissima comunicazione del Presidente Prodi.

Ma, in sincerità, l'intervento di apertura del Primo Ministro italiano è sembrato un avvio accettabile. Commentandolo con Franco Marini, leader della Margherita, abbiamo all'unisono affermato "se usasse questi toni in Italia, il clima sarebbe meno avvelenato".

Il dibattito è andato avanti. Come accade sempre, esso è stato denso di posizioni diverse: da quelle smaccatamente adulatorie, ai contributi critici e costruttivi di molti colleghi deputati, agli interventi con punte polemiche anche aspre, ma sempre tenute sul terreno della politica. Abbiamo atteso le repliche, quella del Presidente Berlusconi, quella del Presidente Prodi.

Parlando a braccio, il Premier italiano si è lasciato andare ad un comizio da borgata. Tra l'incredulità di molti suoi stessi amici di schieramento, il plauso schioppettante di pochi tifosi, e l'indignazione di una larga parte dell'emiciclo, il Berlusconi dimentico del suo ruolo istituzionale, ha dato il via ad uno "show" sconcertante. A chi aveva chiesto perché mai non fosse stato risolto il conflitto di interessi, ha invitato ad accendere le sue televisioni "esempio" di pluralismo. Gravissimo l'attacco all'on. Martin Schulz, deputato socialdemocratico tedesco che gli aveva rivolto alcune critiche polemiche. " In Italia stanno preparando un film sui campi di concentramento nazisti", - ha inveito Berlusconi - "ed io la proporrò per il ruolo di kapo" (colui che custodiva i prigionieri nei lager).

Legittima la richiesta di rettifica avanzata, in un clima progressivamente surriscaldato, dal capogruppo socialista, Barón Crespo, e dallo stesso Schulz, e ripresa dal Presidente del Parlamento, Pat Cox. Ma Berlusconi non ha accolto, anzi ha rincarato la dose con nuovi improperi e puntando l'indice contro chi irrideva a tale risposta, li ha apostrofati "turisti della democrazia".

E mentre un Fini impacciato non si dava pace dell'accaduto (ma lui ormai lo conosce bene!), Prodi ha concluso il dibattito, riportando serenità e rilanciando i temi di fondo che dovranno essere concretizzati nei prossimi sei mesi: la Costituzione, l'Allargamento, la ripresa economica, la politica di immigrazione, lo spazio europeo di giustizia. Ecco: due stili, due modi di intendere la politica e le istituzioni. Due modi di portare in Europa e nel mondo il nome dell'Italia. La leadership è una cosa seria! (Gianni Pittella, eurodeputato DS/PSE, responsabile per gli Italiani all’estero dei Ds)

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