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INFORM - N. 127 - 3 luglio 2003

Polemiche dopo l’esposizione del programma. Incidente diplomatico tra Germania e Italia

STRASBURGO - La seduta del Parlamento Europeo, dopo l’esposizione del programma di attività della Presidenza italiana, l’intervento del Presidente della Commissione Romano Prodi e il successivo dibattito, è stata segnata dalla polemica tra il Presidente del Consiglio Berlusconi e il capogruppo dei socialisti tedeschi Martin Schulz. In sede di replica, Berlusconi ha reagito alle critiche del parlamentare tedesco in materia di conflitto di interessi dicendogli che l’avrebbe proposto per il ruolo di kapò in un film sui lager nazisti. Una battuta, considerata da Berlusconi in tono ironico, ma che è stata percepita in Germania, per il riferimento al nazismo, come un insulto inaccettabile: così è stato comunicato all’Ambasciatore d’Italia a Berlino Silvio Fagiolo convocato appositamente dalla Cancelleria federale.

Immediata la risposta italiana. Su istruzioni del Ministro degli Esteri Frattini, il Segretario generale della Farnesina, Giuseppe Baldocci, ha convocato l'Ambasciatore di Germania a Roma Klaus Neubert e gli ha detto che le dichiarazioni di Schulz dinanzi all'Assemblea di Strasburgo costituiscono una grave, inaccettabile offesa alla dignità del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e delle istituzioni italiane ed europee. Baldocci ha inoltre sottolineato che la replica del Presidente del Consiglio a quelle dichiarazioni non era certamente volta a offendere il popolo tedesco o ferirne la sensibilità e che lo stesso Presidente era dispiaciuto che la sua risposta fosse stata da alcuni interpretata diversamente.

A Strasburgo Berlusconi, pur confermando che non intendeva offendere i sentimenti del popolo tedesco, si è rifiutato di porgere scuse formali a Schulz, che a sua volta avrebbe ammesso di aver voluto provocare il Presidente del Consiglio europeo. Deplorazione per la vicenda è stata espressa dal Presidente del Parlamento Europeo, il liberale Pat Cox, mentre la Lega e Forza Italia hanno dato il loro appoggio a Berlusconi; hanno invece preso le distanze gli altri due partiti della maggioranza, An e l’Udc. (Inform)


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