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INFORM - N. 126 - 2 luglio 2003

Ciampi sul tema dell’immigrazione: "non dimentichiamo le sofferenze cui andarono incontro milioni di Italiani"

SONDRO - "Se vi è un problema che va affrontato con senso di equilibrio, per conciliare richieste diverse, timori, è proprio questo dell'immigrazione". Loo ha detto il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel corso del suo incontro con le autorità della Provincia di Sondrio.

"Le imprese, in molte parti d'Italia - ha aggiunto Ciampi - , spingono per ottenere che si accetti un afflusso di lavoratori stranieri elevato, più di quello previsto, per soddisfare le esigenze di manodopera nell'agricoltura, nei lavori stagionali, nei servizi, nell'industria. La domanda di una immigrazione legale più numerosa, ben regolata, si contrappone all'allarme che da varie parti si manifesta di fronte alla pressione di una immigrazione illegale che preme soprattutto su un Paese di frontiera della ricca Europa come è l'Italia. A questi problemi occorre dare una risposta articolata e coordinata, con equa distribuzione dei compiti e dei costi in sede europea: questo principio è ora da tutti accettato. Occorre praticarlo più ampiamente. Occorre inoltre indurre i Paesi da cui partono le imbarcazioni cariche di diseredati, oggetto di un inaccettabile sfruttamento, non di rado destinati a rimanere vittime di naufragi, ad adottare severe misure per frenare questo fenomeno. Accordi utili sono stati sottoscritti con alcuni di questi Paesi d'oltremare; converrà raggiungere al più presto accordi analoghi anche con gli altri; rendere più efficaci quelli già stipulati.

"Non basta: si debbono intensificare e stimolare le iniziative miranti a dar vita, a cominciare dai Paesi della costa sud del Mediterraneo e poi nei vasti spazi africani, a un processo di sviluppo che offra in loco lavoro e speranza alle masse di diseredati – ha proseguito il Capo dello Stato -. Tutto ciò non si fa dall'oggi al domani, una tale strategia politico-economica richiede tempo per dare i suoi frutti. Tanto maggiore è l'urgenza di mettersi all'opera. Certo, la legge già prevede il fermo e il rimpatrio dei clandestini, e va applicata. Ma l'animo con cui dobbiamo far fronte al fenomeno delle masse che sotto la spinta della disperazione cercano con tutti i mezzi di raggiungere l'agognata Europa, nella speranza di un futuro migliore, non può non ispirarsi a quei sentimenti di umanità, che la nostra tradizione civile e cristiana ci impone.

"Ogni atteggiamento di disprezzo o di odio verso gli immigrati, ogni minaccia di violenza nei loro confronti, ci sono estranei. Ma, ripeto, ciò non vuol dire non impegnarsi a fondo per regolare quei flussi.

Ricordiamo che anche noi fummo emigranti, anche queste furono, fino a tempi relativamente recenti, terre di emigrazione. Chi può aver dimenticato le sofferenze cui andarono incontro le masse di milioni di Italiani che, poche generazioni addietro, partivano su altre carrette del mare verso lidi lontani, dalle Americhe all'Australia, in cerca di fortuna? E non ignoriamo - ha concluso Ciampi sul tema dell’immigrazione - che i discendenti di quegli immigrati, a distanza di poche generazioni, sono divenuti protagonisti rispettati della vita dei Paesi che spesso li avevano accolti con sentimenti di disprezzo, e che poi ne ammirarono l'ingegno e la dedizione al lavoro". (Inform)


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