* INFORM *

INFORM - N. 125 - 1 luglio 2003

RASSEGNA STAMPA

Il Messaggero, 30 giugno 2003

Il semestre europeo a guida italiana inizia con una clamorosa protesta dei diplomatici contro il magro bilancio e la mancata riforma

Farnesina in piazza: mancano i fondi. Stato di agitazione delle "feluche". Il sindacato contesta i tagli del Tesoro

ROMA - Il semestre di presidenza italiana dell’Unione europea comincia con la protesta dei diplomatici, non tanto contro il ministro degli Esteri, Franco Frattini, quanto contro il superministro dell’Economia, Giulio Tremonti, accusato di mettere un veto a qualunque aumento di spesa per la Farnesina. Domani mattina, tra le 9 e le 9,30, sul piazzale davanti al ministero, il Sndmae (il sindacato al quale aderisce oltre l'80% dei diplomatici che lavorano in Italia e all’estero) ha organizzato «spettacolari azioni di protesta». E un secondo round è previsto il 22 luglio. Dopo di che, se non arriveranno le risposte sperate, a settembre si potrebbe giungere a uno sciopero delle "feluche".

La protesta, comunque, viene vissuta come «assolutamente legittima» anche dai vertici politici della Farnesina. Il ministro Frattini, che ha ricevuto i rappresentanti dello Snmdae, il sindacato dei diplomatici, comprende le richieste e promette di adoperarsi affinché i problemi vengano risolti. Il sottosegretario dell’Udc, Mario Baccini, giudica la manifestazione di domani «più una proposta, che una protesta, alla quale occorre dare ascolto». E, secondo il presidente del sindacato, Enrico De Agostini, l’altro sottosegretario, il forzista Roberto Antonione, parteciperà addirittura alla manifestazione.

Due i problemi in attesa di soluzione da anni: la mancata attuazione della riforma dei servizi diplomatici, con lo snellimento delle procedure amministrative e burocratiche, e la cronica mancanza di fondi per il ministero, fermi allo 0,3 per cento del bilancio dello Stato, che fanno dell’Italia il fanalino di coda dell’Europa, e rendono davvero difficile la realizzazione dei nuovi compiti a cui lo stesso Berlusconi ha chiamato gli Esteri, dalla promozione della cultura italiana, al sostegno delle nostre aziende all’estero, ai rapporti con le comunità degli italiani emigrati.

Domani, dunque, tutti in piazza, sotto "la palla" di Pomodoro. De Agostini rivela di aver scritto una lettera al premier Berlusconi, al vicepremier Fini e al ministro Frattini per rappresentare lo stato di disagio dei diplomatici e anticipa che verranno distribuiti «fichi secchi, per sottolineare che la riforma della Farnesina non si può fare a costo zero» e cravatte con su scritto «nodo burocratico», per rappresentare «la burocrazia che ci strangola». E non finisce qui. «Nei prossimi sei mesi - annuncia il sindacalista delle "feluche" - metteremo in atto azioni di disobbedienza antiburocratica, astenendoci dal compiere una serie di adempimenti amministrativi che non servono a niente e costano tempo ed energie che potrebbero essere meglio spese». E anche la Cgil Esteri si associa, denunciando «l’atteggiamento sprezzante del ministro Tremonti» e fornendo ad esempio della crisi la cifra destinata alla delegazione italiana responsabile della preparazione del semestre di presidenza Ue: «Appena 35 milioni di euro, contro gli 80-100 stanziati da tutte le ultime presidenze». (Claudia Terracina)


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