* INFORM *

INFORM - N. 125 - 1 luglio 2003

Approda all'Aula di Montecitorio il dibattito sulla riforma dei Comites

Gli interventi della relatrice Patrizia Paoletti Tangheroni, di Gennaro Malgieri, di Giovanni Bianchi e del Sottosegretario Margherita Boniver

ROMA - A pochi giorni dal via libera della Commissione Esteri si è aperta nell'Aula di Montecitorio la discussione generale sulla riforma dei Comites. Nel corso del dibattito la relatrice Patrizia Paoletti Tangheroni (Fi), dopo aver rilevato la somiglianza tra l'iniziativa legislativa del Governo e la proposta di legge avanzata dall'On. Calzolaio, ha ricordato che il provvedimento in discussione introduce alcune modifiche alla legge costitutiva dei Comites del 1985, successivamente aggiornata nel 1990. La relatrice, prima di illustrare gli aspetti salienti del provvedimento, ha affermato che il disegno di legge del Governo si ispira apertamente alla bozza normativa approvata il 21 marzo 2002 dal CGIE. L'esponente di Forza Italia ha poi ricordato che il rinnovo dei Comitati dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2003 (fino a quella data rimarranno in carica gli attuali componenti dei Comites), ed ha sottolineato l’impegno del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia che con la sua tenacia ha conquistato il pieno diritto di voto ed ha portato all'apertura di una nuova stagione dei diritti degli italiani all'estero.

Per quanto concerne il merito del provvedimento la relatrice, dopo aver rilevato che i pareri dei Comites alle autorità consolari saranno a volte obbligatori ma mai vincolanti, ha illustrato i compiti dei Comitati che dovranno cooperare con l'attività consolare nella tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini italiani, nonché nella vigilanza sulle questioni dei contratti, della sicurezza del lavoro, delle condizioni abitative, assistenziale e scolastiche. L’on. Paoletti Tangheroni, nel sollecitare una rapida approvazione del provvedimento, ha concluso la sua relazione introduttiva affermando che nel corso della discussione alla III Commissione sono state accolte da parte del Governo, senza alcuna preclusione, alcune modifiche volte ad un fattivo miglioramento del testo.

E’ poi intervenuto il Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver, ribadendo l’urgenza della riforma; quindi il deputato di An Gennaro Malgeri ha evidenziato l'insostituibile ruolo di cerniera, svolto negli ultimi anni dai Comites, tra le nostre comunità all'estero e lo Stato nazionale. Un rapporto, quest'ultimo, che è stato ulteriormente rafforzato dalla legge sul voto per gli italiani residenti all'estero. Per Malgeri, inoltre, lo spirito innovativo della riforma va ricercato sia nell'esplicito riconoscimento, non previsto dalla legge istitutiva del 1985, della natura di ente pubblico ed elettivo ed Comites, sia nella chiara definizione istituzionale del rapporto di collaborazione tra i Comitati e i competenti organi diplomatico-consolari. Secondo Malgeri il provvedimento appare ispirato, rispetto al passato, a criteri di maggiore democraticità ed autentica partecipazione nella formazione delle liste elettorali. Dopo aver affermato che spetta alla maggioranza, con l'apporto dell'opposizione alla discussione, il merito di aver portato avanti la riforma dei Comites il deputato di Alleanza Nazionale ha infine espresso un giudizio nettamente positivo sul provvedimento in esame.

E' stata poi la volta del Presidente del Comitato parlamentare per gli Italiani all'estero Giovanni Bianchi, che ha elogiato la relatrice per aver ricordato il contesto storico e politico in cui, a partire dal varo della legge sul voto all'estero, è maturata la riforma dei Comites. Secondo l’esponente della Margherita tale provvedimento ha infatti acquisito carattere d'urgenza sia per l'introduzione della circoscrizione Estero - a seguito di questa importante modifica costituzionale i Comites ed il CGIE dovranno assumere nuove funzioni e competenze - sia per il crescente rischio che il mancato rinnovamento di questi organismi di rappresentanza finisca per favorire una crescente disaffezione alla partecipazione democratica dei nostri connazionali.

Un altro aspetto qualificante della riforma va indubbiamente individuato nel tentativo, operato da entrambi gli schieramenti politici, di fornire maggiore autonomia a questi organismi che operano sul territorio. Una direzione, finalizzata alla creazione di un rapporto più partecipato e disteso tra consolato e Comites, verso cui si è mossa la Commissione Esteri. Con l'accoglimento di specifici emendamenti, volti a far emergere le variegate esigenze democratiche dei Comites e del Consiglio Generale, la Commissione Esteri ha infatti cercato di raggiungere un compromesso tra il testo elaborato dal CGIE e quello predisposto dal Ministero degli Affari Esteri.

Per quanto concerne invece il merito del provvedimento dall’on. Giovanni Bianchi, che ha ribadito più volte l'esigenza di accelerare al massimo i tempi del dibattimento, sono state sottolineate importanti novità, come ad esempio l'introduzione del voto per corrispondenza, il riconoscimento di una fattiva autonomia dei Comites e il ridimensionamento del "dominus" dei Consolati. (Lorenzo Zita-Inform)


Vai a: