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INFORM - N. 124 - 30 giugno 2003

José Tucci (La Comunità, Buenos Aires) sul voto all’estero. La nostra prima volta: un’esperienza indimenticabile

BUENOS AIRES - Il debutto del voto degli italiani residenti in Argentina è stato senza dubbio un successo. Lo dimostra il fatto che l’affluenza dei votanti è stata pari a quella degli italiani in Italia, sebbene le ragioni per cui la partecipazione non è stata massiccia siano differenti.

Le tante speculazioni ed analisi riguardanti la partecipazione degli italiani residenti all’estero non prendono in considerazione, ad esempio, la volontà del non-voto per svariati motivi.

Una parte degli iscritti al Aire non vi presero parte perché sentivano che non si trattava di un’elezione a cui dovevano partecipare, considerando che investiva aspetti puntuali della vita quotidiana degli italiani residenti nella terra madre.

Un’enorme quantità di persone ha dichiarato di avere la sensazione che si stava intromettendo in un campo che non gli apparteneva. Molte persone si domandavano: "Posso interferire con la decisione di proibire che un cavo attraversi o meno un determinato luogo piuttosto che un altro?"

Al di là del notevole sforzo dimostrato dal Consolato Generale di Buenos Aires per promuovere una partecipazione massiccia, sforzo portato avanti dal Console in carica Placido Vigo che ha affrontato la questione del voto come sfida personale, è evidente che all’interno del Aire compaiono persone che in occasione di precedenti elezioni si dichiararono italiani attraverso la dichiarazione sostitutiva e che in seguito non inoltrarono mai più la documentazione necessaria all’attestazione del loro status di cittadini italiani a tutti gli effetti. Un ulteriore motivo per la mancata partecipazione, sicuramente polemico e discutibile, è legato al fatto che in questa occasione i cittadini, non essendo stati "indotti" al voto, non lo hanno fatto a causa della scarsa motivazione e di un debole interesse. Ricordiamo che molti candidati offrivano una pensione in cambio del voto e non mancava chi prometteva contributi, viaggi, cittadinanze, ecc. ecc. Gioielli di dirigenti.

Non è da scartare l’ipotesi astensione - vedere lettera della Uim- in grado di sedurre un settore della collettività che ha rispettato e ha fatto rispettare le direttive espresse dalle sue sedi romane, le quali affermano che anche l’astensione è un diritto e con i risultati alla mano dichiararono:

"il dato complessivo dell'astensionismo attivo di massa dimostra, per l'ennesima volta, che gli elettori considerano l'Istituto referendario uno strumento di democrazia diretta del quale non si può fare abuso né tanto meno può essere strumentalizzato per fini politici".

Per non parlare della quantità di persone che non hanno ricevuto il plico per votare. L’idea di centralizzare i reclami in via Mexico 850 fu interessante, soprattutto se si considera la scarsità del tempo a disposizione (solo quattro giorni), ma la gente molto anziana difficilmente si mobilita e i giovani raramente possono permettersi di perdere un giorno lavorativo (chi ha lavoro) per regolarizzare la loro situazione elettorale e chi è disoccupato purtroppo non ha i soldi per arrivare. Per concludere, come banco di prova fu brillante ed ora è necessario lavorare con l’obiettivo di migliorare il meccanismo del voto in prospettiva delle future elezioni.

L’euforia del Ministro degli Italiani all’Estero Tremaglia è comprensibile, poiché vede coronata la lunga lotta della sua vita, così come è logico l’orgoglio di tutti coloro che da anni si battono per questo tema. Sebbene Tremaglia sia il padre di tale conquista storica, tutti sappiamo che non si vince una guerra con i soli generali. Sono state molte le battaglie che hanno avuto come protagonisti personaggi secondari, ma non per questo meno fondamentali. Con la loro azione tali uomini hanno potenziato la tenacità di questo instancabile lottatore, oggi Ministro degli Italiani nel Mondo.

Sono stati molti gli uomini della nostra comunità che già non sono fra noi e che hanno dedicato la loro vita a questo obiettivo. Dobbiamo render loro grazie con la nostra partecipazione.

Ce l’abbiamo fatta! (José Tucci-La Comunità/Inform)


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