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INFORM - N. 123 - 26 giugno 2003

Si sono incontrati a Trieste gli ex-missionari italiani di emigrazione

TRIESTE - Dal 16 al 19 giugno scorso si è tenuto a Trieste l’incontro degli ex-missionari che hanno operato in emigrazione presso le comunità italiane. Un appuntamento ormai consolidato da una tradizione robusta e che quest’anno ha presentato la novità di vedere tra i partecipanti anche alcune religiose che hanno trascorso parecchi anni al servizio degli italiani all’estero. Trieste è stato il quadro ideale per sentire di nuovo la dimensione plurilinguistica, multiculturale e multireligiosa che gli ex-missionari hanno sempre conosciuto in Germania, Inghilterra, Belgio o in terra elvetica. Trentacinque persone hanno aderito all’appuntamento, accolti dai cinque direttori nazionali della Migrantes e dal Direttore generale Mons. Luigi Petris, riuniti a Trieste per il loro incontro di coordinamento.

"L’ufficio Nazionale per la Pastorale degli Italiani nel Mondo tiene molto a questo appuntamento - dichiara il direttore nazionale Don Domenico Locatelli - innanzitutto per esprimere la riconoscenza della Chiesa italiana a queste operatrici ed operatori pastorali che hanno lavorato con generosità e dedizione, spesso in situazioni difficili ed estreme". Mons. Eugenio Ravignani, Vescovo di Trieste con la sua presenza attenta, fraterna e prolungata, ha guidato i partecipanti in questa città di frontiera, trasmettendo passione e sensibilità. Il vissuto ecumenico e l’amicizia del Vescovo con i responsabili delle varie chiese e comunità religiose di Trieste hanno permesso di incontrare e conoscere la comunità ebrea con la loro bella Sinagoga, la più grande d’Europa, la Chiesa luterano-valdese, la Chiesa greco-ortodossa e quella serbo-ortodossa, per finire con la gustosa visita a quel singolare simbolo della città che è la Cattedrale di San Giusto. La storia cristiana, che da queste parti ha origine da Aquileia, la Chiesa Dalmata dei Santi Ermacora e Fortunato, ha affascinato tutto il gruppo, contento di scoprire simboli e vicende antiche che si perdono negli albori primitivi dell’era cristiana aperta agli orizzonti dell’oriente ed in pieno slancio missionario. L’incontro si è svolto in un clima fraterno e sereno. Le esperienze di tutti, sia del passato che dell’impegno attualmente svolto, sono state condivise con momenti di dialogo e di ascolto reciproco. Chi è rientrato da poco nella propria diocesi manifesta fatica nell’aggiustarsi alla nuova situazione pastorale, chi è anziano ha finalmente trovato pace in una presenza comunque positiva e di partecipazione discreta e tuttavia ricca di saggezza ed esperienza.

I responsabili della Migrantes, Mons. Petris, Don Locatelli e Sr. Clecy Baccin dell’Usmi-Migrantes, hanno raccontato le novità della Fondazione e le linee di lavoro che si stanno percorrendo, contenti di accogliere reazioni e suggerimenti espressi dal gruppo degli ex-missionari. I partecipanti si sono presi il tempo per pregare, per festeggiare i 50 anni di messa di Don Luigi Franzoi, per far "memento" delle 16 persone ex-operatori pastorali in emigrazione che sono morte lo scorso anno, per stare in allegria attorno ad un tavolo ben imbandito di specialità locali, e per darsi appuntamento per il prossimo anno in una località del Centro Italia e continuare a raccontarsi la passione indomita per il popolo italiano che vive nel mondo. Un impegno importante è dettato da questo incontro annuale di chi ha lavorato in emigrazione: raccogliere e documentare la memoria di un lavoro umile e continuo che molti sacerdoti, religiose e laici hanno compiuto nelle Chiese locali d’Europa e del mondo a servizio delle famiglie italiane emigrate. Chiara e determinata è la volontà di continuare a raccogliere queste testimonianze di vita e di lavoro pastorale. (Migranti press/Inform)


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