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INFORM - N. 123 - 26 giugno 2003

Domenico Pisano: Riflessioni sul primo voto degli italiani all’estero

L’esponente di "Azzurri nel Mondo" replica a Andrea Amaro e Titti Di Salvo (vedi Inform n. 122)

LOS ANGELES - Dopo avere letto i più svariati commenti sui risultati del voto degli Italiani all’Estero, sento la necessità di alcune riflessioni, soprattutto quale residente all’estero di lunga permanenza.

Lasciatemi innanzi tutto stigmatizzare gran parte dei commenti provenienti da analisti politici che all’estero sono andati solo per vacanza o per qualche raro evento: tutti questi signori hanno perso la famosa buona occasione per tacere, mostrando nei loro commenti l’assoluta ignoranza delle realtà che viviamo noi "emigrati", realtà a volte assai diverse a seconda dei Paesi dove viviamo.

Tale realtà appare anche assai diversa ai vari Ministri, Sottosegretari e Parlamentari che, quando si recano all’estero, ricevono quasi sempre la calorosa accoglienza dei nostri connazionali, in genere assai sensibili a tutte le manifestazioni aventi come oggetto o l’italianità in genere od una ventata di Italia portata da questo o quel personaggio pubblico o famoso su qualsivoglia argomento.

Tornando al concreto, il balletto delle cifre relative alla partecipazioni al voto degli Italiani all’estero è sintomatico, come sempre, dell’abilità tutta nostrana di fornire le interpretazioni più originali, a seconda del carro politico cui gli interpreti di tali cifre appartengono.

L’unico risultato su cui tutti concordano è relativo all’enorme discrepanza esistente fra gli aggiornamenti del Ministero degli Esteri, costati grande fatica e grandi risorse a tutte le nostre rappresentanze diplomatiche all’estero e gli elenchi pubblicati dal Ministero dell’Interno; come già detto da tutti ed in altra mia nota sembra, in sostanza, che gli Interni abbiano bellamente ignorato detti aggiornamenti.

Ministero degli Interni che, per quanto mi risulta, ha fin qui taciuto sulle motivazioni di tali difformità.

Detto questo, si comprende come gli oppositori dell’attuale formazione governativa abbiano avuto vita facile nello scagliarsi contro tutto e contro tutti.

Non più tardi di oggi, leggo sulle agenzie di stampa, una nota di tali Andrea Amaro e Titti Di Salvo della CGIL (noti esperti delle problematiche degli Italiani all’estero), nota che fornisce motivazioni politiche al fenomeno, ovviamente imputabili al Governo, e non mancando di porre l’accento sull’orientamento sinistrorso, a loro opinione, della maggioranza dei votanti.

Ma andiamo per ordine: i suddetti Signori si esibiscono in una dotta dissertazione socio-politica sui motivi che hanno portato al voto un gran numero dei nostri residenti in Sud America, rispetto ad una assai ridotta percentuale di quelli che hanno votato in Nord America ed in Europa, ignorando invece completamente le vere ragioni di tali differenze, attribuibili essenzialmente alla grande Italianità di Paesi come Argentina ed Uruguay, accentuata dagli aiuti che l’Italia ha fornito a tali Paesi in occasione delle recenti crisi economiche, mentre tutti gli altri Italiani residenti sia in Europa che in Nord America hanno esercitato il loro diritto più o meno nella stessa assai modesta percentuale.

Percentuale che e’ stata quella ampiamente prevista da chi vive all’estero da molti anni e conosce quale sia la misura dell’attaccamento degli Italiani alla loro Patria, mitigata assai spesso da un’integrazione coinvolgente nei Paesi di residenza, soprattutto da parte delle nuove generazioni.

Che piaccia o no agli Amaro, Di Salvo e compagnia, il risultato sarebbe stato assai peggiore se negli ultimi tempi il nostro Presidente della Repubblica non avesse rinvigorito i valori nazionali, il Tricolore ed il Patriottismo, cosi trascurati fino ad un paio d’anni fa, e, come tutti sanno, patrimonio essenziale dell’attuale formazione governativa; certamente tali valori non sono e non sono mai stati patrimonio della CGIL e dei suoi sponsors politici, le cui manifestazioni sono state sempre piene solamente di bandiere rosse, il cui emblema "falce e martello" e’ ancora assai vivo e presente e, talvolta, neppure cancellato dai loro vessilli.

Carenza di informazione, dicono: non vivendo all’estero, essi non sanno invece quale bombardamento informativo Rai International ha effettuato, con comunicati esplicativi nel dettaglio, oltre a frequentissimi dibattiti politici, e quale pubblicità i fogli in lingua italiana abbiano effettuato!

Se a quanto sopra, si aggiungono i molteplici appelli che il Ministro Tremaglia, forte del suo innegabile e meritatissimo prestigio quale Padre della Legge che ci ha riconosciuto il voto, ha quotidianamente inviato con ogni mezzo agli Italiani all’estero perché andassero a votare, onde dare all’Italia metropolitana il conforto dei buoni risultati della Legge alla sua prima applicazione, ci si può rendere conto invece di quanto siamo stati informati e sollecitati.

Avrebbero preteso forse pubblicità sui canali televisivi e giornali locali? Sanno che, a parte il loro costo stratosferico non sostenibile, nessun (o quasi) Governo straniero permette propaganda politica a favore di Entità governative e partiti politici stranieri?

Infine, i suddetti e molti altri di chiara appartenenza politica, hanno esaltato la "vittoria dei sì" relativamente a chi ha votato; questo vuole dire, e loro lo sanno molto bene, che, avendo votato solo i simpatizzanti della sinistra e della CGIL, i "sì" erano ampiamente scontati, perché i "no" sono racchiusi nei numeri di tutti quelli che non hanno votato, che sono la stragrande maggioranza, ossia il 75% di tutti gli Italiani, sia quelli che vivono in Italia che quelli che vivono all’estero.

Il patetico auspicio dei "nostri" a riguardo della concessione del voto "amministrativo" ai cittadini "extracomunitari" dà poi l’esatta misura di come alcune forze politiche e sindacali intendono "annacquare", o meglio, correggere la volontà degli Italiani, almeno in alcune significative realtà locali. Congratulazioni! (Domenico Pisano, Coordinatore Azzurri nel Mondo West USA)

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