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INFORM - N. 122 - 25 giugno 2003

Riforma Comites: dalle Commissioni Affari Costituzionali e Cultura della Camera pareri favorevoli con osservazioni

Chieste maggiori garanzie per l'acquisizione delle risorse finanziarie e per il rispetto delle pari opportunità nella composizione delle liste elettorali

ROMA - Dopo l'approvazione degli emendamenti da parte della Commissione Esteri della Camera il disegno di legge di riforma dei Comites, elaborato e proposto dal Governo, è approdata al Comitato permanente dei pareri della Commissione Affari Costituzionali. Nel corso della seduta il relatore Giulio Schmidt (FI) ha in primo luogo ricordato che dal provvedimento viene attribuito ai Comitati la funzione di rappresentanza degli italiani all'estero e che la loro istituzione è prevista, con alcune eccezioni, in ogni circoscrizione consolare in cui risiedano almeno 3.000 italiani. Dal progetto di legge viene inoltre attribuita ai Comitati, che svolgono funzioni dirette e consultive sulle materie inerenti le collettività all'estero, piena autonomia regolamentare. In questo contesto legislativo sono poi diffusamente previsti meccanismi di raccordo tra i Comitati e le istanze istituzionali di riferimento. Ogni Comites, a seconda dell'entità numerica della nostra comunità, sarà composto da 12 a 18 membri ed è prevista la possibilità di istituire Comitati non elettivi nei Paesi in cui non possano essere effettuate le consultazioni elettorali.

Dopo il relatore, che ha chiesto la formulazione di un parere favorevole, ha preso la parola il parlamentare Sesa Amici (DS) che, riferendosi a quanto stabilito dall'articolo 5 circa la presenza nelle liste elettorali di un'adeguata rappresentanza di donne e di giovani tra i 18 e i 35 anni, ha chiesto l'inserimento nella norma di ulteriori garanzie che consentano il rispetto del criterio delle pari opportunità nella presentazione delle candidature. Sulla base di questo appunto, che è stato accolto dal Presidente Pierantonio Zanettin, il Comitato ha quindi riformulato il suo parere favorevole integrandolo con un'apposita osservazione. La I Commissione, pur dando il suo assenso e rilevando che il testo di legge sulla disciplina dei Comites è di potestà esclusiva dello Stato e non presenta motivi di rilievo costituzionale, ha infatti chiesto alla Commissione Esteri di valutare la possibilità di specificare ulteriormente i criteri di garanzia delle pari opportunità nella formazione delle liste elettorali.

Il disegno di legge di riforma dei Comites ha ottenuto un sì con osservazione anche dalla Commissione Cultura dove il relatore Guglielmo Rositani (AN) ha illustrato gli aspetti salienti del disegno di legge. Dal relatore, che ha definito la norma "seria, interessante e giusta", è stato infatti ricordato che i membri del Consiglio Generale degli Italiani all'estero potranno partecipare, senza diritto di voto, alle riunioni dei Comitati costituiti nei Paesi in cui risiedono e che ogni Comites dovrà presentare alla fine dell'anno una relazione sull'attività svolta e un apposito bilancio di previsione. I Comitati, che usufruiranno dei contributi erogati dal Ministero degli Esteri, avranno inoltre la facoltà di eleggere un Presidente e potranno accogliere tra i loro membri, per cooptazione, cittadini stranieri di origine italiana, purché il loro numero non superi un terzo dei componenti eletti. A conclusione del suo intervento il relatore ha quindi invitato la Commissione ad esprimere parere favorevole sul provvedimento.

Ha poi preso la parola il diessino Carlo Carli che ha sostenuto la necessità di garantire ai Comitati degli italiani all'estero maggiore capacità di incidere ed una fattiva autonomia finanziaria. Preso atto dei rilievi del deputato la Commissione Cultura, su proposta del relatore, ha quindi approvato un parere favorevole con la seguente osservazione "valuti la Commissione l'opportunità di introdurre norme volte a garantire che il Ministero degli Affari Esteri assicuri risorse congrue per l'adempimento dei compiti dei Comitati". (Lorenzo Zita-Inform)


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