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INFORM - N. 121 - 24 giugno 2003

Zoratto (CGIE): lettera aperta al Presidente Ciampi in visita a Berlino. "Gli italiani in Germania vogliono integrarsi, ma non assimilarsi

STOCCARDA - Bruno Zoratto, CGIE Germania, Presidente della Commissione Informazione e Comunicazione del Consiglio Generale, invia una "lettera aperta" al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione della sua visita del 25-26 giugno a Berlino. Zoratto, ‘pur prendendo atto del buoni rapporti tra Italia e Germania, ricorda i non pochi problemi per i 730 mila italiani che vivono e lavorano in Germania, problemi "che rendono facile l’assimilazione ma difficile la vera integrazione": soggiorni negati, doppia cittadinanza negata, espulsioni facili, situazione scolastica drammatica.

Questo il testo integrale della lettera aperta.

Egregio Signor Presidente,

finalmente, con l’esercizio del voto all’estero, siamo entrati a pieno titolo nella Costituzione della Repubblica, con tutti i diritti e con tutti i doveri che ne conseguono.

Chi da quasi un quarantennio vive e lavora in Germania, rimanendo orgogliosamente italiano, non può fare a meno di riconoscere che nel cuore dell’Europa è in atto un irreversibile processo di integrazione.

I buoni rapporti culturali, economici e bilaterali esistenti fra Germania e Italia sono un dato di fatto che nessuno disconosce e che qualcuno ci invidia; sono una realtà imprescindibile che nessuno può perdere di vista, tantomeno quando in Germania vivono e lavorano ben 730 mila italiani, che, oltre ad essere un patrimonio sotto tutti i profili, rappresentano un fatto strategico rilevante, essendo una delle collettività più significative e numerose del mondo. Questa presenza però ci obbliga a guardare la realtà senza paraocchi e a registrare i non pochi problemi che rendono facile l’assimilazione e difficile (ripeto difficile) la vera integrazione.

Sembrano cose d’altri tempi quando, all’alba del terzo Millennio, siamo costretti a registrare migliaia e migliaia di soggiorni negati, di espulsioni facili, di doppia cittadinanza negata, di comportamenti strani, come quello registrato il 15 giugno al Pronto Soccorso di un ospedale di Stoccarda, il Feuerbacher Krankenhaus, dove è stato negato il ricovero urgente di un operaio italiano della Mercedes, in fin di vita per un aneurisma. Oppure, come quello riguardante un siciliano padre di quattro figli, Salvatore Giurintano, residente a Laufenburg, espulso come un "criminale" solo perché disoccupato, che si è visto (dopo essere lasciato rientrare in Germania) recapitare un conto di circa 2.700 marchi, da pagare per le spese sostenute dalla polizia locale per l’ingiusta espulsione. Oppure, come il veneto Nilo Soppelsa e la friulana Regina Barei, i quali, dopo aver lavorato qui per una vita, rischiano di esser accompagnati alla frontiera, rei di aver chiesto quell’ «aiuto sociale» che a loro spettava.

Se diamo poi uno sguardo alla reale situazione degli oltre 70 mila bambini italiani in età scolastica che qui vivono, siamo costretti a registrare solo primati negativi. Infatti bassissima è la percentuale nei ginnasi e altissima nelle famigerate "Sonderschulen" (classi differenziate), come alta è la percentuale dei ragazzi senza una professione.

Una situazione drammatica, che ha radici lontane e che conferma l’assoluta mancanza di una seria ed incisiva politica di intervento scolastico italiano oltralpe, che perdura da quasi un quarantennio, nonostante le ripetute denunce della emigrazione organizzata, dei Comites e del CGIE, con danni immensi per la crescita civile della nostra comunità.

Perché, ad esempio, con tanti italiani che qui vivono e lavorano, le facoltà di Italianistica nelle Università tedesche sono cosa sempre più rara, mentre veniamo regolarmente, non a caso, ibernati nelle facoltà di Romanistica? Gli italiani in Germania purtroppo non dispongono di quello spazio che noi, molto civilmente, riserviamo, ad esempio, alla lingua tedesca per chi risiede in Patria. Infatti, le facoltà di Germanistica abbondano su tutto il territorio italiano e sono frequentatissime.

Non parliamo poi della campagna di disinformazione in atto in Germania, dove i media (TV, radio, giornali) sono mobilitati - talvolta con la solidarietà di alcuni responsabili di Istituti italiani di Cultura - a denigrare l’Italia, che essi vorrebbero fosse una "Repubblica delle Banane". Questioni complesse, delicate e nello stesso tempo gravi, gravissime, che non possono essere né trascurate, né tollerate e che devono meritare l’attenzione dovuta anche durante gli incontri di Stato che si avranno, con la Sua presenza in Germania, in occasione dell’inaugurazione dell’Ambasciata d’Italia in Berlino.

Con quale coraggio si parla di Europa, se poi ai primi Precursori di questa eccezionale entità politica, che è l’Unione Europea, vengono negati diritti fondamentali e sacrosanti, come quelli della identità culturale e linguistica, del diritto alla libera circolazione, alla residenza, alla professione, solo per citare alcuni?

Certo di interpretare l’opinione di migliaia e migliaia di nostri connazionali, mi rivolgo a Lei per sottoporLe le giustificate e legittime preoccupazioni della nostra intera comunità, che La ringrazia per il puntuale contributo che Lei da, per far crescere in senso pulito quell’orgoglio di essere Italiani in Patria e fuori dei confini.

Presidente, non si dimentichi di noi! Ci aiuti a risolvere questi nostri gravi problemi, anche perché l’Europa dei Popoli non può crescere all’ombra delle ingiustizie.

Con la dovuta reverenza, Le giungano i miei più distinti saluti. (Bruno Zoratto)


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