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INFORM - N. 121 - 24 giugno 2003

Ciampi inaugura la nuova sede dell'Ambasciata d'Italia a Berlino

BERLINO - Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è in visita a Berlino nei giorni 25 e 26 giugno. Mercoledì 25 è in programma un colloquio con il Cancelliere Federale Gerhard Schroeder, mentre giovedì 26 il nostro Capo dello Stato pronuncerà un discorso sul tema "L'amicizia italo-tedesca al servizio dell'integrazione Il 26 giugno Ciampi, insieme al Presidente della Repubblica Federale di Germania, inaugurerà la nuova sede dell'Ambasciata d'Italia.

Dal "Corriere d’Italia" di Francoforte

Ciampi inaugura la nuova storica Ambasciata d'Italia a Berlino che s'affranca dal retaggio nazista e diventa un monumento di stile e luminosità italiche. Un palazzo in rosa fiammingo, che sarà meta dei turisti internazionali in visita alla metropoli prussiana.

BERLINO - Tra le 170 sedi diplomatiche straniere - insediatesi a Berlino al volger del secolo - la nuova sede dell'Ambasciata d'Italia, situata nella Tiergartenstrasse angolo Hiroshimastrasse, risulta destinata a primeggiare per imponenza, valore storico e architettonico nonché come attrazione turistica per i visitatori cosmopoliti della metropoli prussiana.

"Renaissance in rosa - L'Ambasciata d'Italia a Berlino s'affranca dal suo retaggio nazista e diventa un monumento di stile e luminosità meridionali": è il titolo eloquente di un servizio a sei pagine con fotocolor sulla nostra nuova ambasciata, pubblicato nell'edizione tedesca di giugno della rivista internazionale "AD Architectural Digest - le più belle case del mondo", con testo di Nora Sobich e foto di André Kirchner.

Tale servizio ha accreditato gli elementi che soddisfano ora le esigenze architettoniche di buongusto ed equilibrio delle strutture ancestrali del nostro "Palazzo in rosa fiammingo"da poco restaurate e ingentilite per il loro nuovo "servizio diplomatico". Un'opera di aggiustamento quanto mai necessaria per dimenticare quanto ha scritto nelle sue memorie - Ricordi dal 1933 al 1948 - l'Ambasciatore Mario Luciolli, che fu a Berlino da giovane diplomatico negli anni del Patto d'acciaio: "Il nuovo edificio dell'Ambasciata nel Tiergarten - lasciato quello vecchio nella Standartenstrasse - era più grandioso che bello e non era neanche molto funzionale. Esternamente somigliava alla versione moderna di un palazzotto italiano rinascimentale visto da un tedesco. All'interno l'ampiezza dei corridoi e l'altezza dei soffitti comportavano un assurdo spreco di spazio".

La rivista AD ha qualificato come un Epochales Pasticcio, in senso ovviamente architettonico, il modo con cui gli italiani hanno saputo ora riaccostare in simbiosi i frammenti di periodi e stili diversi. E ha citato ad esempio alcuni pregiati ripristini nella nuova Ambasciata. Tra cui la fontana rinascimentale nel Wintergarten, che sta a simboleggiare i quattro elementi naturali, il foyer nella sala delle cerimonie in marmo rosso veronese, la scalinata arcuata rinascimentale che porta alla residenza dell'ambasciatore, i soffitti con traversoni ad intarsio prelevati in un palazzo veneziano e così via.

La capitale federale ha accolto con diffuso compiacimento il restauro che ha conferito pregio alla nostra storica ambasciata. E che è venuto a costare al pubblico contribuente italiano ben 15,5 milioni di euro. Tanto che Hanns Nerger, capo del turismo berlinese, non ha perso tempo nel dichiarare alla stampa, dopo aver letto la rivista AD Architectural Digest: "Noi inseriremo nei programmi del nostro sightseeing una sosta davanti e se possibile una visita all'interno della nuova Ambasciata d'Italia, nel circuito storico che comprende Cancelleria federale e Bundestag".

Ma sarà un'impresa non facile per le guide turistiche berlinesi quella di raccontare punto per punto - anche per allontanare gli spiriti del passato - ai visitatori la lunga storia della sede diplomatica italiana nella Tiergartenstrasse. Esse dovranno risalire al 1936, allorquando l'ambasciatore von Hassel comunicò il 25 luglio la decisione del Reich di sopprimere la legazione tedesca ad Addis Abeba. provocando de facto il riconoscimento nazista dell'Impero italiano d'Etiopia E viceversa al 1938, allorquando il Gran consiglio del Fascismo riconobbe che l'annessione dell'Austria era il risultato di uno stato di fatto preesistente, dopo aver preso atto che il Brennero restava il confine definitivo tra Italia e Germania. Il 13 marzo Hitler inviò al Duce lo storico telegramma "Mussolini, non lo dimenticherò mai", esprimendo gratitudine per la comprensione dimostrata dall'Italia. E la risposta del Duce: "Mio atteggiamento è determinato dall'amicizia dei nostri due paesi consacrata dall'Asse".

Si dice che fosse stato questo il momento in cui il Governo tedesco decise di regalare allo Stato italiano una sede prestigiosa per la sua rappresentanza berlinese. Hitler dette incarico al suo fedele architetto Albert Speer di inserirne la costruzione in quel progetto urbanistico kolossal, che avrebbe dovuto elevare in un decennio Berlino alla dignità di "capitale universale Germania". Il nuovo edificio nella Tiergartenstrasse avrebbe dovuto accomunare ambasciata, consolato, rappresentanza militare, casa del Fascio e fondazione dei figli del Littorio.

La sua costruzione iniziò nell'ottobre 1938 e si protrasse a rilento sino al gennaio 1943. Ma non fu mai inaugurata. Perché subì gli effetti del rovesciamento dei rapporti tra i due paesi: dai tempi dell'Ambasciatore Attolico (1935/40), quando l'Italia conservava ancora la propria indipendenza ai tempi dell'ambasciatore Alfieri (1940/43), quando l'Italia era ormai succube della Germania. Poi venne Anfuso, ambasciatore della Rsi, che vi sistemò la rappresentanza di Salò - ormai priva di plenipotenziarietà - sino al momento in cui l'edificio venne colpito dalle bombe e scomparve per mano sovietica l'insegna ovale di missione repubblicano-sociale italiana.

Durante la sovranità alleata della ex capitale del Terzo Reich, nella parte agibile della nostra vecchia Ambasciata fu sistemato dal 1950 il Consolato generale d'Italia.

E giovedì 26 giugno il presidente Ciampi inaugurerà a Berlino - alla presenza del presidente federale Rau -la sede dell'Ambasciata d'Italia nella Repubblica federale di Germania, rimessa a nuovo e ingentilita dall'architetto Vittorio De Feo. (Claudio Bonvecchio-Corriere d’Italia)


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