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INFORM - N. 118 - 19 giugno 2003

Vitaliano Vita (CGIE): "voto per corrispondenza OK. Ora tocca alla Circoscrizione Estero". Una lettera indirizzata a Tremaglia, ma diretta ad altri !

CARACAS - Su "Pagine" Vitaliano Vita (CGIE Venezuela) pubblica una lettera aperta indirizzata al Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, "ma diretta ad altri". In sostanzia, Vita continua la sua "campagna" nei confronti della Circoscrizione Estero, nella convinzione di aver sufficientemente documentato come si siano verificate irregolarità (dalla interpretazione della normativa, alla riduzione degli elenchi degli elettori) che non sarebbero accadute se le operazioni che riguardano la Circoscrizione elettorale Estero fossero state gestite in modo diverso e magari direttamente dagli interessati. Vita spera di ottenere delle risposte, dato che - sostiene - "questa differenza di un milione di elettori in qualche modo va risolta e certamente non nella maniera semplicistica adottata dai Comuni di ridurre il numero degli elettori".

Caro Ministro,

veramente questa lettera avremmo dovuto indirizzarla direttamente al Capo dello Stato, al Parlamento, al Presidente del Consiglio, alle Commissioni esteri e affari costituzionali, alla Rai, ovvero dirigerla ai partiti che, oggi, nel prendere atto della nostra presenza politica, potrebbero finalmente darci una mano ad organizzarci, visto che anche queste elezioni hanno dimostrato che gli italiani all'estero politicamente sono "res nullius" ovvero pronti a collaborare con tutti quelli che vogliono costruire qualcosa rispettando i loro diritti. Purtroppo, per tradizione, gli italiani, sino a che non brucia la camera da letto, non chiamano i pompieri... perciò ancora una volta abbiamo pensato che la scorciatoia alla soluzione dei nostri problemi poteva essere l'On. Tremaglia... e così eccoci, con le nostre richieste, sperando che vorrai farti ancora una volta portavoce dei nostri diritti, anche se, stavolta, si tratta della Circoscrzione Estero, un diritto già scritto nella Costituzione.

Condividiamo la Tua soddisfazione per la partecipazione degli italiani all'estero al referendum. E' stata una prova importantissima: il voto per corrispondenza ha retto bene, dimostrando validità tecnica e partecipativa, puntualità del risultato ed economicità di spesa. Gli elettori, almeno quelli che hanno ricevuto le schede, al 50% hanno votato, gli altri hanno esercitato il loro diritto in altra forma, perciò, sino a prova in contrario, abbiamo votato tutti, stavolta con la soddisfazione degli elettori della periferia dei grandi territori, che non hanno dovuto fare viaggi interminabili per raggiungere il seggio, come è avvenuto per anni nelle elezioni dei Comites, ma hanno votato da casa e con responsabilità ed indipendenza (checché se ne dica) affrancandosi da disagi di varia natura. Una doppia soddisfazione, perché gli italiani all'estero, quando hanno avuto sentore delle difficoltà insorgenti e del pericolo che la loro partecipazione potesse essere ridicolizzata dai numeri, hanno reagito e, nonostante i seri problemi esistenti in alcune nostre comunità, sono andati a votare. Anzi, proprio dove il disagio è maggiore, hanno partecipato più numerosi. Una prova di maturità politica, di indipendenza ed autonomia decisoria che sarebbe bene venisse presa nella dovuta considerazione da tutti coloro che ritengono di poter convogliare, al momento opportuno, "il popolo bue" verso i propri colori, con qualche favoletta o con i soliti slogan demagogici. Un avvenimento che si traduce in una grossa vittoria perché, nonostante le difficoltà amministrative incontrate, sono riusciti a realizzare una partecipazione straordinaria. In Venezuela ha votato il 44,7% dei 25.000 elettori ai quali è stato consegnato il plico, ma in pratica la percentuale è maggiore perché tra i plichi consegnati ve ne erano di defunti e di connazionali rientrati in patria (e non sono pochi) .

Contento allora? Certamente sì ... ma ora, caro Ministro, dobbiamo mettere mano alle riforme... eliminare le irregolarità che si sono verificate, approfittando che le reazioni per il mancato voto sono attenuate dal poco interesse ai quesiti referendari... Si deve dar seguito alla Circoscrizione (elettorale) estero, istituita dalla Costituzione, ma di fatto mai realizzata! Perché, diciamocelo... se certe competenza affidatele dalla Costituzione fossero state espletate direttamente, non sarebbe accaduto quel che è accaduto.

E' tollerabile, Signor Ministro, che, pur essendo nota da ottobre 2001, (V. Confronto Anagrafe Consolare - Aire MIn, All.d, pag.1) la differenza (73.000 iscritti) tra la popolazione elettorale registrata dal Mae (in Caracas 113.000) e quella contabilizzata dal Ministero dell'Interno (40.286), dopo due anni circa di bonifiche e prove di indirizzazioni costosissime, sia rimasta inalterata ? - E' tollerabile che non vi sia stato un minimo significativo miglioramento nella bonifica dell'Aire nonostante l'intervento dei 350 ausiliari autorizzati dal Parlamento? Non è sospetto che il numero dei 40.286 iscritti all'Aire (per il Venezuela) sia addirittura diminuito... a 39.000 (come risulta dal numero delle schede elettorali inviate al Consolato) ?

In Venezuela non c'è un solo connazionale disposto a credere che della differenza (dei 73.000 iscritti nei registri consolari) non si sia potuto recuperare neanche un nominativo (essendo arcinoto e provato che i dati consolari sono attendibili, anche perché legati a rapporti diretti con gli interessati, come nel caso delle registrazioni obbligatorie che vengono fatte di ufficio ogni qualvolta il consolato rilascia un documento). Per questo tanta sfiducia e l'esigenza che ad occuparsi di individuare e gestire il corpo elettorale all'estero, non debbano essere i comuni, presi come sono dal perseguire ben altri risultati amministrativi... Le pratiche degli elettori della Circoscrizione Estero devono essere gestite da una autorità ad hoc, come è stato previsto e stabilito dalla Costituzione. Non vogliamo tagliare teste, vogliamo che certi problemi non si ripetano e che si creino strumenti di gestione tali da garantire ai cittadini, con questo o quel governo, il rispetto dei loro diritti. La Circoscrizione estero, ancorché frutto della sensibilità giuridica di alcuni... è ormai un bene comune di tutti gli italiani (e di tutti i partiti!), un potenziale politico, economico, culturale e intellettuale. Perciò non può restare per gli italiani all'estero... un serbatoio di diritti lesi e di dignità calpestate... che, invece, dopo questa prova del voto, devono essere riscattati.

Varrà a qualcosa aver dimostrato di essere in condizione di esprimere un paio di milioni di voti? Avremo finalmente convinto qualcuno che siamo anche forza politica da impiegare nell'interesse del Paese? Una Circoscrizione Estero che, armata di strumenti di diffusione e comunicazione come previsto dalla convenzione Rai-Stato, con la societarizzazione di Rai International, può avvalersi di una rete autonoma che includa una partecipazione degli italiani all'estero nel capitale e nelle cariche sociali, non è cosa da poco...! Noi siamo certi, Signor Ministro, che anche senza "portafoglio" certe possibilità non possano essere disattese e che invece, se opportunamente "realizzate", possono stravolgere e annullare la "considerazione" nella quale siamo stati tenuti nel passato. Le riforme della legge dei Comites, possono essere la prima occasione se si riuscisse a dare alle rappresentanze politiche degli italiani all' estero maggiore rappresentatività ed autonomia. Tocca ancora una volta al Ministro Tremaglia " ricapare" il bandolo della matassa ed assumere, anche se tra invidie e critiche, le iniziative necessarie per mettere in moto la Circoscrizione Estero. (Vitaliano Vita, CGIE Venezuela)

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