* INFORM *

INFORM - N. 118 - 19 giugno 2003

In Italia una delle volontarie ferite in Eritrea

Tremaglia: "felice soluzione per una situazione molto delicata. Spero che le persone coinvolte possano tornare presto alla loro attività"

ROMA - Il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia ha espresso «sincera soddisfazione» per la lieta conclusione del grave episodio nel quale, in Eritrea, era rimasta coinvolta nei giorni scorsi la dottoressa Antonietta Zampino. La donna, una volontaria laica che lavora per una organizzazione non governativa di Faenza, era stata ferita a colpi di arma da fuoco il 16 giugno scorso insieme ad altre quattro colleghe nella zona-tampone smilitarizzata ai confini con l’Eritrea. Del grave episodio si era immediatamente interessata l’Unità di Crisi della Farnesina. Il Ministro Tremaglia si era poi attivato direttamente sul Presidente della Repubblica di Eritrea affinché le cinque volontarie, bloccate da una squadra di poliziotti locali proprio perché intercettate in un’area «sensibile», potessero venire rilasciate e, le più gravi, fatte rientrare in Italia.

L’aereo della Presidenza del Consiglio con a bordo la dottoressa Zampino, che ha riportato la frattura del bacino, è atterrato a Bologna poco dopo la scorsa mezzanotte. Tornano in Italia anche le due colleghe coinvolte nell’episodio mentre le altre, rimaste illese, resteranno in Eritrea. «Sono lieto - ha spiegato Tremaglia - che la soluzione di un caso che si era fatto intricato sia arrivata rapidamente. Sono felice anche per le famiglie. Adesso possiamo solo sperare nella rapida guarigione delle volontarie ferite, affinché al più presto possano ritornare alla loro attività». (Inform)


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