* INFORM *

INFORM - N. 115 - 16 giugno 2003

Tobia Bassanelli: "Monitor Italia" addio: ti ho visto per l’ultima volta. Buona fortuna

FRANCOFORTE - Ogni sabato, alle ore 12, sul Bayerische Runfunk, il terzo canale della tv bavarese, va in onda "Monitor Italia", una rubrica settimanale di mezz’ora curata a Roma dallo studio due di Rai Internazional. Ne è responsabile il collega Aniello Verde, per anni giornalista a Radio Colonia prima di passare alla Rai. E’ un orario ottimo per chi pranza a quell’ora. Ma io, abituato a mangiare verso l’una, sono costretto a registrarmi la trasmissione. Che non sempre poi, per mancanza di tempo, riesco a vedere.

Quella di sabato 14 giugno, alla vigilia del referendum ed a due giorni di chiusura delle urne dell’estero, non solo l’ho registrata, ma ho voluto anche vederla subito, prima di uscire di casa per riprendere le attività del sabato. Ero incuriosito non tanto sui dati definitivi della partecipazione dei residenti oltre frontiera - li conoscevo già via Internet e attraverso diverse agenzie stampa - quanto piuttosto su come veniva presentata e valutata questa prima volta del voto all’estero. Una data storica, che un direttore ex emigrato in Germania avrebbe sicuramente onorato anche con più di un servizio.

Almeno così pensavo. Forse molto ingenuamente. Alla fine dei 30 minuti di trasmissione, presentata in studio da Paola Maritozzi, nessun minimo accenno all’avvenimento. L’apertura era dedicata alla mostra di Butero a Venezia (di cui si era parlato anche in una precedente puntata), poi un servizio sulla prossima stagione turistica. Il successivo era dedicato al Vesuvio, quindi all’ambiente, ed ad altri temi di varietà, senza alcun spessore sociale o formativo. La conclusione è sempre dedicata ad un cantante. La canzone di questa volta era "Tu che mi hai preso il cuor", un duetto tra Pavarotti e la Pausini, ripreso da una recente trasmissione di beneficenza.

Caro Aniello Verde, il cuore non me l’hai proprio preso. Anzi, l’hai perso per sempre. Questo tipo di "Monitor Italia" – non era la prima volta che mi delude -, volto a vendere in Germania il Made in Italy (culturale, turistico, economico ecc.) secondo le direttive date dal Governo anche agli Istituti di Cultura, non mi interessa per niente. Sarà forse più attuale o moderno rispetto ai Monitor attenti alla comunità italiana qui residente, ma lo trovo troppo estraneo ai miei interessi. Incontrerà sicuramente i gusti di tanti tedeschi amanti dell’Italia (e probabilmente la trasmissione è soprattutto pensata per i molti di loro che conoscono la lingua italiana), non i miei. Quindi addio, non ti registrerò più, e buona fortuna. Mi dispiacque molto quando l’ente radiotelevisivo bavarese tagliò Radio Monaco, la finestra quotidiana serale di Diego Vanzi sull’Italia e sulla Germania: le proteste purtroppo non riuscirono a far cambiare idea ai dirigenti del Bayerische Rundfunk. "Monitor Italia" sarà probabilmente conservato ancora a lungo: credo perchè all’ente tedesco costi nulla. Ma è un peccato - ed anche questo dispiace - che sia l’utenza a tagliarlo. (Tobia Bassanelli, de.it.press/Inform)


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