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INFORM - N. 114 - 15 giugno 2003

RASSEGNA STAMPA

Sul Corriere della Sera on line (www.corriere.it) una lettera di Carmine Macaluso (ACLI Baviera)

Germania, un fallimento preannunciato

MONACO - La Collettività italiana in Germania, ed è presumibile che nelle altre parti del mondo si siano verificate i medesimi, penosi disguidi, ha vissuto questo primo appuntamento referendario, storico per la sua portato del voto per corrispondenza, in forma perlomeno anomala.

intanto un dato importante: secondo l'Aire (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero) gli aventi diritto al voto sono 2.399.130, mentre secondo l'anagrafe consolare sono 3.280.758. Una differenza di 881.628 elettrici/ori di cui si misconosce l'esistenza. Un velo pietoso si stenda sul diritto all'informazione, fondamentale per raggiungere e stimolare la partecipazione. Perfino in Italia, nell'opinione pubblica, non è assolutamente diffuso il carattere innovativo per gli Italiani all'estero del voto per corrispondenza, non solo referendario ma anche politico. Sarebbe interessante porre la questione del diritto di voto per corrispondenza esteso anche agli italiani residenti in Patria! Cosa giustifica una tale differenza?? Un'opportunità, del resto, fornita a tanti Paesi dell'Unione europea!

Un'ultima considerazione: non è stata assicurata da parte del Governo in forma complessiva né ai Parlamentari, né ai Partiti politici, attraverso un'informativa specifica, la possibilità di una campagna referendaria in loco. Morale: un fallimento preannunciato! (Carmine Macaluso, Presidente ACLI Baviera)

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