* INFORM *

INFORM - N. 114 - 15 giugno 2003

Su "Pagine", Venezuela, una nota di Vitaliano Vita (CGIE)

Voto all'estero. Referendum: s'indaghi sulle cause dei mancati voti

Commissioni parlamentari e Ministri hanno il dovere di aprire un'inchiesta sull'inadeguata informazione Rai e sulle cause che hanno limitato l'accesso al voto ai connazionali all'estero

CARACAS - Qualcuno, evidentemente con una conoscenza superficiale dei problemi, fa campagna perché si abbassino i toni della protesta... troppo comodo! Dopo venti anni di Aire e miliardi e miliardi spesi per aggiornarla e metterla in marcia... stiamo peggio di prima! E' ora di fare i conti, di pretendere rispetto e considerazione per i nostri diritti... e ci riusciremo soltanto se il Parlamento aprirà finalmente una indagine sulle cause delle irregolarità riscontrate e sui risultati Aire raggiunti dopo l'intervento dei famosi 300 contrattisti e l'invio (a febbraio) dei famosi plichi per l'aggiornamento!

Ci sono stati dei Consolati che si sono distinti per il lavoro svolto: plaudiamo! Ma lasciate che chi non ha votato, per cause a lui non imputabili, protesti e denunci l'irregolarità!

Qualunque sia il risultato numerico, noi non siamo soddisfatti per il modo in cui si è proceduto, per l'assenza di regole precise che stabiliscano cosa deve fare chi e come... quali le funzioni ed il ruolo costituzionale della Circoscrizione Estero, quale il supporto della Rai, quale ruolo devono avere in questa operazione "tutta nostra" la stampa di comunità, gli organismi di rappresentanza e il volontariato.

Proteste a non finire! Il 50% delle persone interpellate dichiara che non ha ricevuto le schede per votare e che non era informato...: ma quante sono le schede inviate? Quante quelle tornate indietro? Quanto si è speso per la campagna di diffusione? Insomma è nostro diritto indagare per conoscere: 1 - se gli elettori destinatari dei plichi inviati per l'aggiornamento Aire di febbraio, e tornati al mittente per indirizzo errato, siano stati esclusi dall'invio delle schede referendarie; 2 - quanti concittadini non hanno votato per non aver ricevuto la scheda, quanti per aver esercitato il diritto di astensione, quanti per mancanza di informazione; 3 - se i plichi non consegnati tornati indietro per indirizzo sconosciuto siano stati conteggiati ai fini del quorum, ovvero che si indaghi per appurare quanti degli indirizzi dei plichi respinti a febbraio siano stati poi regolarizzati o bonificati per intervento dei consolati interessati; 4- se sono state intraprese iniziative idonee ad assicurare una esauriente diffusione del processo referendario e se siano stati osservati gli adempimenti necessari per la preparazione tecnica delle elezioni...

Tanto per rimanere in tema di denunce e lagnanze riportiamo il caso di un nostro connazionale che vale per molti altri più o meno uguali, che non hanno trovato soluzione, provocando il malcontento e le proteste degli interessati: "Durante le passate elezioni politiche - scrive un connazionale - mi sono recato all'anagrafe di Roma per controllare la mia iscrizione all'Aire. Il funzionario mi ha rilasciato una dichiarazione attestante che a quella data (26.05.2001) il Consolato generale di Caracas non aveva trasmesso la mia iscrizione (Mod. Cons. 01) compilato almeno 10 anni prima. Rientrato in Venezuela notificavo il fatto all'Ufficio Consolare che, per rassicurarmi, certificava la mia iscrizione all'Aire inviandomi numero di posizione e matricola. Non avendo ricevuto a febbraio i moduli per l'aggiornamento Aire ed a maggio la scheda per partecipare al referendum, ne reclamavo al Consolato la mancata ricezione. Mi veniva assicurato che il mio caso era stato risolto con il Comune di Roma... che mi era stato inviato un plico raccomandato contenente il materiale elettorale... Non ho ricevuto nulla: non ho votato!

Cosa devo fare? Con chi devo prendermela? Come e quando si risolverà il mio caso e quello delle centinaia di migliaia di italiani che si trovano nella mia condizione? "

Questo è solo uno dei tanti casi verificatisi. Il nostro giornale a fine maggio, preoccupato per l'andamento della distribuzione delle schede elettorali (moltissime risultavano non pervenute agli elettori) ma anche per lo scarso rilievo dato dai mezzi di informazione (Rai in capo a tutti) conveniva, con il Console Generale di Caracas, di assumere nuove iniziative dirette ad informare i connazionali sulle modalità di voto, i tempi di attuazione e chiarire alcune istruzioni errate o che si prestavano ad errata interpretazione quale l'indicazione del 5 giugno come termine ultimo per la restituzione della busta contenente le schede votate (termine invece relativo alla richiesta del certificato elettorale da parte degli elettori non iscritti nell'elenco del Ministero degli Interni ndr).

In conseguenza veniva inviato per e.mail a 27.000 italiani residenti in Venezuela, un messaggio del Console Generale con il quale nell'esortare gli elettori al voto, si precisa il termine ultimo per la presentazione delle schede di voto e per la richiesta dei duplicati delle schede non pervenute o smarrite.

Successivamente veniva pubblicato un numero speciale sul Referendum (inviato al domicilio elettronico di 50.000 connazionali) riproducente tra l'altro modalità e tempi di votazione, le raccomandazioni del Ministro degli italiani nel Mondo e la ripetizione del messaggio del Console Generale.

A partire dal 5 giugno veniva diffusa per e.mail attraverso la rete di <Italiani all'estero AC > una richiesta di collaborazione a 600mila cittadini venezuelani, perché informassero eventuali amici o parenti italiani circa il termine per la consegna della scheda referendaria e le modalità di aggiornamento anagrafico. Il risultato di queste iniziative si potrà conoscere soltanto il 16 p.v., ma qualunque esso sia la denunzia deve continuare e le difficoltà devono incontrare soluzioni. (Vitaliano Vita-Pagine)

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