* INFORM *

INFORM - N. 113 - 12 giugno 2003

Pietro Schirru (CGIE Australia): "quante difficoltà, ma infine sono riuscito a votare"

SYDNEY - Nel calcio, lo sanno tutti, esiste il "Golden Gol". Adesso si può aggiungere nel caso di consultazioni elettorali il "Golden Voto". E' il caso mio perché quando era ormai rassegnato a non poter votare nel referendum del 15 giugno, proprio qualche ora prima dell'invio delle schede elettorali in Italia, ho ricevuto una telefonata dal Consolato Generale di Sydney con la quale si comunicava che il Comune di Roma aveva, finalmente, inserito il mio nome tra gli iscritti all'AIRE e quindi ero in grado di votare.

E’ quanto osserva Pietro Schirru, componente del CGIE, in una nota che fa seguito ad un suo precedente scritto apparso sulla rubrica "Italiani Brava Gente" della "Fiamma" di Sydney, concernente il mancato arrivo del certificato elettorale, per una opportuna rettifica.

Sono corso al Consolato - racconta l’esponente del Consiglio Generale degli Italiani all’estero - e ho assolto al mio dovere di cittadino italiano residente all'estero. Ho riposto il documento attestante il mio diritto a votare che mi include nell'elenco aggiunto degli elettori all'estero.

Si può dire che è bene quel che finisce bene. Ma non è tutto. Restava da scoprire come mai, improvvisamente, il Comune di Roma nel giro di 24 ore mi aveva trasformato da "sconosciuto" a "emigrato" e infine a "italiano". Nessun dubbio su tutto quello che, diligentemente, aveva fatto il Consolato Generale d'Italia per consentirmi di votare ma restava il fatto che il Comune di Roma era rimasto sordo e muto sulla mia iscrizione all'AIRE. Che davvero un impiegato diligente aveva compiuto il miracolo? Ma neanche per sogno. Fosse stato per loro io sarei ancora qui a lamentare il mancato riconoscimento alla storica "prima volta" dell'esercizio di voto all'estero.

La verità è ben diversa. L'ho saputa in nottata, quando ho ricevuto una telefonata da Roma dal Segretario Generale della UIM (Unione Italiani nel Mondo) Franco Fatiga, il quale, letta la mia nota pubblicata qualche giorno prima dall'agenzia di stampa Inform (grazie, cari amici) aveva fatto intervenire un sindacalista della UIL che era subito intervenuto presso gli uffici comunali cui fanno capo gli elenchi dell'AIRE compiendo il... miracolo.

Alla luce dei fatti non mi rimangio nulla di quello che avevo detto nei confronti del Comune di Roma, perché se l'indiretta raccomandazione ha soddisfatto me, non ha ovviato a tanti altri errori, come quello che, ad esempio, riguarda proprio un impiegato locale del Consolato Generale di Sydney, altro "inesistente" per il Comune della capitale, mentre la consorte ed il figlio risultano iscritti all'AIRE.

E a proposito di Consolato devo anche aggiungere qualche parola. A Sydney, con un Consolato carente di personale, sono stati fatti veramente miracoli da tutti ma soprattutto dall'"Unità di Voto", formata da pochi contrattisti precari ma che hanno saputo impiegare tutta la loro abnegazione e professionalità per almeno limitare i danni nei confronti dei cittadini. I problemi sono enormi poiché erano appena iniziate le operazioni per l'aggiornamento dei dati anagrafici dei cittadini quando la consultazione referendaria ha di fatto sospeso quel lavoro. Ora non si sa neanche se, come promesso anche dal Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, ai tre impiegati a del Consolato Generale di Sydney, assunti per l'aggiornamento, verrà rinnovato il contratto per altri sei mesi. Se questo non dovesse avvenire, quello che è avvenuto in queste ultime settimane sarà nulla quando si dovrà votare per le elezioni politiche.

Infine un'ultima nota sui dati dei votanti nella circoscrizione consolare del Nuovo Galles del Sud. Fino a ieri i votanti erano stati poco meno del 20 per cento. Moltissime comunque le schede tornate al mittente a causa di recapiti errati. Un'altra dimostrazione - conclude Pietro Schirru - che c'è ancora tanto da fare a Sydney come in tante altre parti del mondo. (Inform)


Vai a: