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INFORM - N. 113 - 12 giugno 2003

Si parlato della riforma dei Comites negli incontri alla Camera tra il Comitato di Presidenza del CGIE e i capigruppo dei Ds e della Margherita

Valutati nella successiva riunione alla Farnesina i primi dati sull'affluenza referendaria.

ROMA - Prima di avviare alla Farnesina i lavori del Comitato di Presidenza i massimi esponenti del CGIE, guidati dal Segretario generale Franco Narducci, hanno incontrato a Montecitorio, per approfondire lo stato della riforma dei Comites e le problematiche connesse al voto referendario, una delegazione della Margherita, composta dal capogruppo Pierluigi Castagnetti e dal Presidente del Comitato parlamentare sugli Italiani all'estero Giovanni Bianchi, ed una rappresentanza dei Ds con il capogruppo Luciano Violante e lon. Valerio Calzolaio.

"La prossima settimana si voterà alla Commissione Esteri della Camera la riforma dei Comites - ci ha e spiegato Giovanni Bianchi -. In questo ambito - ha proseguito il parlamentare della Margherita dopo aver ricordato la necessità di arrivare al rinnovo dei Comitati entro dicembre e di riproporre l'approvazione di alcune questioni fondamentali come le nuove funzioni dei Comites e la regolamentazione del rapporto con le autorità consolari - faremo ogni sforzo per far sì, attraverso la presentazione di specifici emendamenti, che il testo elaborato dal Governo si avvicini sempre di più alla originaria proposta di riforma del CGIE". Da Franco Narducci è stata comunque espressa la forte preoccupazione del CGIE per il rischio che il disegno di legge, un passaggio obbligato per il rinnovo dei Comites, non venga approvato in tempo utile. Da entrambe le parti sono inoltre state evidenziate serie perplessità sui disguidi connessi all'importante test elettorale del voto referendario.

Dubbi per la lentezza del Governo nel promuovere la riforma dei Comites e per la mancanza nel disegno di legge dell'esecutivo di innovative prerogative per questi organismi di rappresentanza sono emersi dall'incontro tra il Comitato di Presidenza e i rappresentanti dei Ds. Al centro del confronto le già citate disfunzioni del voto referendario che per lo più appaiono connesse alla necessità di tutelare la segretezza del suffragio e alla mancata corrispondenza tra il gli elenchi elettorali del Ministero dell'Interno e quelli consolari (una differenza di circa 800.000 unità).

Un problema, quello della partecipazione dei nostri connazionali al voto referendario, che è stato approfondito anche durante la successiva riunione del Comitato di Presidenza del CGIE. Nel corso dell'incontro alla Farnesina, secondo quanto ci è stato riferito dal Vice Segretario per l'Area Europa e Africa del Nord Gianni Farina, si è infatti parlato dell'affluenza elettorale - al momento sono stati ricevute dai Consolati circa 490.000 schede mentre 186.000 plichi elettorali sono tornati al mittente per mancato recapito - che a tutt'oggi (mancano però ancora i dati definitivi dell'America Latina) sembra attestarsi intorno al 22% degli aventi diritto. Un'affluenza che Farina giudica non esaltante e che va imputata sia alla mancata attivazione di una capillare campagna informativa verso l'estero, sia alla presa di posizione di quasi tutti i partiti che hanno invitato gli elettori a non andare a votare.

Durante la riunione sono inoltre state espresse serie preoccupazioni per i ritardi connessi alla riforma dei Comites. A tutt'oggi infatti, anche in considerazione del fatto che la nuova legge dovrà essere completata dall'approvazione di un regolamento di attuazione, i tempi per il varo della norma appaiono decisamente ristretti. Alla luce di queste circostanze e vista l'impossibilità di rinviare ulteriormente il rinnovo dei Comites il Comitato di Presidenza ha quindi deciso di insistere per la rapidissima approvazione della legge che consenta il rispetto della scadenza elettorale prevista per la fine dell'anno.

Dopo aver ricordato la sua personale posizione sull'argomento, volta a prevedere in via subordinata al mancato varo della riforma la possibilità di andare a votare con la vecchia legge ma con l'introduzione per decreto del voto per corrispondenza, Farina ha infine accennato sia alle preoccupazioni del Comitato di Presidenza per i consueti ritardi nell'erogazione dei finanziamenti in favore delle attività dei Comites e dei Corsi di lingua e cultura, sia ad alcune difficoltà sorte nell'ambito della gestione degli aiuti per i nostri connazionali meno fortunati da parte dell'Unità di Crisi per l'America Latina. Una problematica di coordinamento assistenziale che è stata analizzata ed approfondita dal Comitato di Presidenza del CGIE. (Goffredo Morgia-Inform)


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