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INFORM - N. 113 - 12 giugno 2003

Chiuse all’estero le votazioni per il referendum. I primi dati raccolti

Tremaglia: "grande attaccamento alla Patria. I referendum non interessavano gli italiani all’estero perché non vi era alcun ritorno legislativo per loro. Hanno votato per la prima volta, per dimostrare che hanno gli stessi diritti

ROMA - Il Ministero per gli Italiani nel mondo ha seguito ogni giorno, dal 5 al 12 giugno, l’andamento delle votazioni per i referendum fatte all’estero. Lo ha fatto attraverso un proprio Comitato straordinario presieduto dalla Signora Teresa Iuzzolini la quale ha avuto contatti con quasi tutti i Consoli in ogni continente. I risultati ufficiali sull’affluenza vi saranno il 13 giugno, ma Mirko Tremaglia tiene subito dire che "in mezzo a pesanti difficoltà, gli italiani all’estero hanno dimostrato il loro grande attaccamento all’Italia e hanno compreso l’importanza eccezionale della votazione perché è la prima volta che questo capita".

"Abbiamo detto che si trattava di un appuntamento storico - aggiunge il Ministro -, abbiamo detto che non interessava il contenuto dei referendum ma che era la grande occasione, la grande sfida: per la prima volta gli italiani all’estero, votando, avevano gli stessi diritti, gli stessi precisi diritti, degli italiani in Italia. Ho detto a tutti: votate, votate come volete, ma andate a votare. Questo appello è stato raccolto in termini a volte commoventi. Ricordo che io ho fatto il notaio facendo conoscere il pensiero di tutti i Partiti che sono nel Parlamento italiano".

Ecco alcuni dati.

America Latina - Argentina: Buenos Aires 42,6%; Cordoba 36,8%; La Plata 25%; Brasile: Rio de Janeiro 27%; San Paolo 29%; Porto Alegre 30%; Cile: Santiago 17%; Uruguay: Montevideo 34%; Venezuela: Caracas 23%.

America del Nord - Canada: Montreal 38,4%; Toronto 34,9; Ottawa 25%; Stati Uniti: New York 24,1%; Filadelphia 24%; Houston 31%; Miami 19%; Washington 20%.

Europa - Belgio: Charleroi 12% ; Bruxelles 21,98% ; Mons 15%; 0Croazia: Capodistria 50%; a Fiume,su 4.713 votanti, hanno votato 2.371, per una percentuale del 70%; Francia, occorre attendere ancora perché c’è stato uno sciopero della posta, allo stato abbiamo: Parigi 16%, Nizza 13%; Lione 13,3%; Bastia 34%; Germania: Colonia 13,60%; Stoccarda 20,5%; Francoforte 14,80; Monaco 22,46%; Dortmund 15,35%; Friburgo 19,68%; Norimberga 16,31%, Wolfsburg 25,45%; Olanda: Amsterdam 15%; Polonia: Varsavia 37%.; Regno Unito: Londra 22%; Manchester 20%; Edimburgo 21%.; Spagna: Barcellona 21,3%; Svizzera: Berna 27,40; Zurigo 39%; Lugano 30%; Ginevra 22%; Basilea 33%; Losanna 25%; Neuchatel 24,30%.

Australia - Melbourne 28,39; Sydney 22,79%; Perth 22,73. Totale percentuale 24,33%.

Africa - Sud Africa: Johannesburg 25%; Egitto: Alessandria 50%; Il Cairo 50%; Marocco: Rabat 22%.

Infine alcuni dati dal Medio Oriente: Beirut 38%; Tel Aviv 22,48%; Emirati Arabi 70%.

"Grande soddisfazione, ma le difficoltà non mancano"

Alla luce di questi dati Tremaglia esprime grande soddisfazione. "Gli italiani all’estero ancora una volta hanno voluto dare una grande lezione di italianità, e questa è la prova generale per le elezioni politiche".

"Grandi difficoltà vi sono ancora specie nell’organizzazione dei partecipanti all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero)", ammette il Ministro. "Ma con tutti gli errori, finalmente è iniziato l’incrocio per integrare le liste del Ministero dell’Interno, quelle dell’AIRE, con le liste delle anagrafi consolari. I cittadini non compresi nell’AIRE, seppur in scarsa misura, finalmente, hanno potuto, perché ne avevano diritto, andare direttamente ai Consolati. Ma questo è solo l’inizio. Infatti il Ministero dell’Interno, sulle note fatte dai Consoli, ha detto ai Comuni, attraverso una circolare, di rispondere con i fax per i nominativi che non erano compresi nelle liste del Ministero dell’Interno.

"Fatto salvo Rai International, denuncio che la Rai ha fatto poco o nulla, anzi, meglio dire onestamente, nulla per quanto riguarda i referendum e la propaganda dovuta agli italiani all’estero. Dovremo stabilire anche qui le responsabilità. Dove i Consoli hanno fatto bene i risultati sono straordinari; ma non tutti i Consoli hanno fatto bene.

"Questi dati evidentemente sono ufficiosi - conclude Tremaglia - e non indicano né i sì’ né i no, né le schede bianche. Ringrazio moltissimo ancora una volta, riconoscente, gli italiani nel mondo" (Inform).


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