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INFORM - N. 112 - 11 giugno 2003

A colloquio con Igiaba Scego autrice del libro "La nomade che amava Alfred Hitchcock"

Quando l'immigrazione racconta la storia

ROMA - Per promuovere la multicultura, il rispetto della diversità ed una maggiore attenzione per i fenomeni dell'emarginazione dalla casa editrice "Sinnos", una cooperativa sociale che fu fondata nel carcere di Rebibbia da detenuti italiani e stranieri nel lontano 1990, sono state pubblicate, nel corso degli ultimi anni, specifiche collane per bambini su storie e leggende di Paesi lontani e sulle norme fondamentali che regolano la convivenza civile. Tra queste iniziative editoriali, elaborate in un linguaggio semplice ed accessibile, va sicuramente segnalata la collana "I Mappamondi". Storie bilingue, scritte da immigrati per ragazzi italiani e stranieri, che gettano un ponte culturale e generazionale tra etnie e tradizioni spesso molto diverse. Nel 2003 la collana, che ha già al suo attivo numerose pubblicazioni, sarà arricchita dall'opera "Incontro di Fuoco" dello scrittore rom Daniel Tomescu, dal volume "La mia Isola" della polacca Aneta Kobylanska e, per quanto concerne la Somalia, dalla pubblicazione della giovane scrittrice Igiaba Scego. Un'originale autrice - il suo libro uscirà a settembre e sarà intitolato "La nomade che amava Alfred Hitchcock" - che abbiamo incontrato nel corso di un recente incontro promosso dal Centro Studi Emigrazione di Roma (CSER).

" Quasi tutte le pubblicazioni della casa editrice "Sinnos" - ci ha spiegato la simpatica autrice vincitrice del concorso letterario 'Exs&tra' - sono autobiografiche e allora, visto che io sono nata e vissuta in Italia, ho deciso che nel nuovo libro, in uscita a settembre, avrei narrato le vicissitudini di mia madre. Una donna che è stata nomade, ha vissuto lungamente a Mogadiscio, si è sposata con un noto uomo politico somalo e che, dopo il colpo di Stato del 1969, si rifugiò in Italia insieme alla famiglia. Nella mia opera - ha proseguito Igiaba illustrando con estrema sintesi il dramma del popolo somalo - cercherò quindi di descrivere, attraverso le avventure di mia madre, la storia della Somalia dal 1938 ai giorni nostri. Una lunga serie di avvenimenti - parlerò dell'amministrazione fiduciaria italiana che governò la Somalia dalla fine della seconda guerra mondiale fino al 1960 e del già citato avvento della dittatura militare all'inizio degli anni 70 - che ci condurrà per mano fino al più recente dramma della guerra civile. Un tragedia tuttora in corso che ebbe inizio nel 1991".

"Nonostante il mio libro sia per bambini - ha sottolineato l'autrice evidenziando l'interessante connubio tra narrativa e didattica presente nell'opera - ho comunque cercato di affrontare con la mia proposta letteraria anche temi molto difficili e delicati come la guerra e l'infibulazione".

Il libro, che non è certamente fruibile dai più piccoli ma si rivolge ai ragazzi con più di dieci anni, si presenterà dunque come un romanzo dalle spiccate finalità didattiche. Nelle ultime pagine della pubblicazione saranno inoltre consultabili sia note geografiche, religiose, culturali e gastronomiche sulla Somalia, sia, come in tutte le opere della collana bilingue, delle vere e proprio "Mappapagine" che, attraverso la pubblicazione di siti Internet e di informazioni sui negozi, le associazioni le scuole ed i luoghi di incontro della comunità, consentiranno un fattivo approfondimento di questo specifico contesto migratorio. "Voglio ringraziare - ha infine sottolineato Igiaba ricordando le difficoltà che al momento incontrano gli autori extracomunitari nel complesso panorama editoriale italiano - la casa editrice Sinnos che sta dando nuove opportunità di espressione agli scrittori immigrati. A tutt'oggi infatti la letteratura migrante, dopo un periodo in cui è stata di moda, non fa più tendenza in Italia ed è quindi molto difficile per uno scrittore straniero trovare sbocchi adeguati". (Goffredo Morgia-Inform)


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