* INFORM *

INFORM - N. 111 - 10 giugno 2003

Il libro di Jorge Rubiani "Gli italiani del Paraguay" presentato all'Istituto Italo- Latino Americano

Inaugurata la mostra fotografica " Architettura e costruzioni italiane in Paraguay 1691- 1928"

ROMA - Per dare visibilità alla lunga e complessa storia degli italiani del Paraguay, una collettività di antica data che ha inciso profondamente sull'evoluzione sociale ed economica del Paese d'accoglienza, è stato presentato a Roma, presso l'Istituto Italo-Latino Americano, il libro dell'architetto Jorge Rubiani "Gli italiani del Paraguay". Una dettagliata cronaca della presenza dei nostri connazionali in questa Nazione dell'America Latina dai tempi della fondazione della Provincia (1537) fino alla guerra della Bolivia del 1932. In concomitanza con la presentazione del volume è stata inoltre inaugurata la mostra, curata dall'autore del libro, dal titolo "Architettura e costruzioni italiane in Paraguay 1691-1928". Foto, planimetrie e cenni storici che pongono in risalto l'importante contributo della collettività italiana allo sviluppo architettonico della città di Asunciòn, il principale nucleo urbano del Paese, e sono accompagnate da dettagliate schede biografiche sulla vita e le opere dei nostri connazionali più illustri. Uomini di ingegno e di medicina che, con il loro sacrificio e la loro professionalità, hanno migliorato la qualità della vita del Paraguay. Tra i tanti personaggi storici raccontati dalla mostra, segnaliamo la figura dell'architetto di origine milanese Alessandro Ravizza. Un professionista di indiscusso valore, giunto ad Asunciòn nel 1854 a soli 25 anni, che ha progettato le principali opere architettoniche della città, come ad esempio il palazzo del Governo, la Cattedrale, la Missione Gesuita e l'edificio delle Imposte.

" Per realizzare questo libro - ci ha spiegato l'architetto Jorge Rubiani ricordando di aver compiuto una dettagliata ricerca anagrafica per rintracciare le prime generazioni della collettività italiana in Paraguay - abbiamo dovuto superare non poche difficoltà, soprattutto inerenti alla contraddittorietà delle fonti. Con questa pubblicazione, che si prefigge di dare un'adeguata rilevanza alla presenza della collettività italiana in Paraguay, abbiamo infatti cercato, superando gli aspetti puramente propagandistici, di narrare sia la storia dei tanti connazionali che hanno avuto successo - alcuni Presidenti della Repubblica possono vantare origini italiane - sia le vicissitudini dei nostri emigranti meno fortunati. Nel libro - ha concluso l'autore dopo aver ricordato che la nostra collettività si è spesso attivata per il sostegno dei più poveri anche attraverso la creazione di specifici centri di assistenza come la Società Italiana di Mutuo Soccorso - il lettore potrà trovare, oltre alla descrizione di tutte le attività intraprese dagli italiani, anche un approfondimento delle sensazioni e degli stati d'animo vissuti dai nostri migranti. Uomini, donne e bambini che, a differenza di altri connazionali residenti in Paesi più vicini alle grandi vie di comunicazione e quindi alla terra d'origine, si trovarono a vivere la loro esperienza migratoria in un contesto isolato, lontano mille chilometri dalla costa più vicina".

Nel corso della presentazione è intervenuto Giulio Cesare Piccirilli, già Ambasciatore d'Italia in Paraguay. Dopo aver ricordato la stretta simbiosi presente nel libro tra le vicissitudini della collettività italiana e la storia del Paraguay, egli ha sottolineato l'alto valore divulgativo di tale pubblicazione. Un'opera che, secondo Piccirilli, farà conoscere in campo internazionale e agli operatori economici italiani le grandi potenzialità di questo interessante Paese latinoamericano. Una nazione che dovrà assumere un ruolo sempre più importante nell'ambito del Mercosur. Per l'Ambasciatore dal libro, che può essere considerato un vero e proprio omaggio alla collettività italiana, si evincono inoltre tutte le difficoltà e le sofferenze che caratterizzano l'esperienza migratoria.

Ha poi preso la parola il Vice Presidente e Ambasciatore del Paraguay in Italia Lilia Romero Pereira che ha in primo luogo ricordato come il legame tra l'Italia ed il Paraguay sia di antica data. Fu infatti il navigatore italiano Sebastiano Caboto a percorrere per la prima volta, nel lontano 1524, le acque del fiume Paraguay. Una presenza di qualità, quella dei nostri connazionali, che nel corso dei secoli ha inciso sia nel campo scientifico - il primo medico della Provincia del Paraguay fu il genovese Pietro Balsio di Testanova - sia nell'ambito tecnologico dove, grazie all'intraprendenza di due aviatori italiani, fu fondata l'aeronautica paraguayana. "In Paraguay - ha inoltre precisato Lilia Romero Pereira - non sono arrivati tanti italiani come in Argentina e in Brasile, però si può dire con orgoglio che la nostra Nazione è stata scelta come meta dagli italiani illustri. Uomini di ingegno, come ad esempio l'architetto Alessandro Ravizza, che hanno contribuito allo sviluppo e alla proiezione in campo internazionale del nostro Paese. Voglio poi menzionare - ha sottolineato infine l'Ambasciatrice ricordando il gruppo dei professionisti italiani che sul finire degli anni venti giunsero in Paraguay - la figura del Professore Gaetano Martino. Un uomo di grande duttilità - dopo la seconda guerra mondiale ricoprirà l'incarico di Ministro degli Esteri - che fondò in Paraguay un importante laboratorio di ricerca sulla fisiologia umana. Un luogo di studio che ancora oggi, a 70 anni di distanza, rappresenta un punto di riferimento per i nostri studenti". (Goffredo Morgia-Inform)


Vai a: