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INFORM - N. 110 - 9 giugno 2003

Costalli (Mcl): "l’antagonismo non aiuta i lavoratori, velleitario chi respinge la modernità, ecco perché siamo contro il referendum sull’art. 18"

ROMA - "Il referendum sull’art. 18, promosso da Rifondazione Comunista e Verdi, cui si è poi ‘accodata’ la Cgil, è l’ennesima scelta ideologica di cui i lavoratori avrebbero fatto volentieri a meno - lo ha detto il Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL), Carlo Costalli, intervenendo a Torino a un Convegno organizzato dal suo Movimento -. Il referendum, ha continuato, è un’iniziativa che porta allo scoperto l’ipocrisia ideologica di coloro che, per convenienza politica, hanno fatto pagare al Paese mesi di conflitto sociale: altrimenti non si spiegherebbe il ‘no’ di Cofferati all’estensione dell’art. 18".

"La realtà è che ancora una volta la Cgil, anche con la guida di Epifani, conferma il suo ‘deragliamento’ verso obiettivi politici, e lo fa con un atteggiamento sprezzante nei confronti delle posizioni delle altre confederazioni sindacali, assumendosi tutta la responsabilità di affossare ancora di più i rapporti unitari. Inoltre l’obiettivo è sbagliato sul piano economico, soprattutto perché scoraggia totalmente gli investimenti nelle piccole strutture produttive, incitandole invece, ancor più di quanto avvenga già oggi, a rifugiarsi nel lavoro nero. Ne risulta così penalizzato in senso sociale il lavoratore, rigettato ai margini dell’economia, e l’occupazione potenziale finisce col ristagnare per effetto dei mancati investimenti".

"L’antagonismo non aiuta i lavoratori. Per questo esprimo un parere positivo sui decreti attuativi della riforma Biagi del mercato del lavoro approvati nei giorni scorsi dal Governo: una risposta pragmatica e concreta alle posizioni massimaliste e di retroguardia - ha concluso Costalli - E’ velleitario e conservatore chi respinge la modernità. E’ indispensabile che il mondo del lavoro italiano prosegua il cammino nella direzione del cambiamento, della modernità. L’Italia ha bisogno di ripartire, il mercato del lavoro chiede di proseguire nel percorso iniziato di profonde riforme strutturali, lasciando da parte le battaglie ideologiche: l’orizzonte è l’Europa. Dal punto di vista dei lavoratori le valutazioni su questo referendum non possono che spingere tutte per il ‘no’: dobbiamo far fallire il referendum, anche con l’astensione dal voto". (Inform)


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