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INFORM - N. 110 - 9 giugno 2003

Regione Veneto - Zanon conclude a Jesolo un corso di formazione per i responsabili delle associazioni degli immigrati

VENEZIA - "Vogliamo far capire alle associazioni rappresentative degli immigrati non comunitari che conoscere e capire le regole, le norme, i meccanismi e le procedure, significa possedere strumenti che permettono loro di affrancarsi dalla dipendenza da altri soggetti che li assistono e iniziare ad operare in piena autonomia come veri e propri cittadini: è affermare il proprio fondamentale diritto di cittadinanza che è anche diritto di libera associazione".

Lo ha sottolineato l’assessore veneto ai flussi migratori Raffaele Zanon concludendo al Centro di Formazione della Croce Rossa Italiana di Jesolo Lido, il primo corso regionale di formazione per responsabili di 44 associazioni di immigrati operanti nel territorio regionale. Dopo una prima giornata di lavori che ha visto autorevoli funzionari dello Stato, della Regione, delle Province, degli enti locali e delle aziende Usl fornire ai responsabili delle Associazioni delle Comunità di immigrati extracomunitari gli elementi di informazione e gli strumenti metodologici per conoscere il quadro generale delle normative che regolano l’associazionismo, la programmazione e la realizzazione dei progetti d’intervento presentati dagli enti pubblici o privati, la seconda giornata è stata dedicata all’analisi del Terzo settore, con particolare riferimento all’associazionismo, alle Onlus, al mondo del volontariato e della cooperazione.

"E’ estremamente importante per l’integrazione degli immigrati - ha detto Zanon - far crescere il mondo associazionistico espresso dall’immigrazione, cercando di far sì che queste realtà possano usufruire delle agevolazioni, spesso a loro sconosciute, previste dalla legge. Stiamo assistendo ad un mutamento, ad, un’evoluzione del volontariato nel Veneto, forte di 2019 associazioni e quasi 500.000 volontari impegnati nei vari settori dell’assistenza; se inizialmente si dedicava soprattutto a rispondere alle esigenze primarie delle persone e delle povertà, ora sta affrontando problemi della vita odierna, che vanno dai disagi sociali alle nuove forme di dipendenza, all’ambiente, ai problemi legati alla sicurezza".

"Non sempre però il volontariato ha saputo interpretare adeguatamente le nuove problematiche poste dal fenomeno dell’immigrazione - ha aggiunto Zanon - e per questo abbiamo voluto affrontare queste questioni e soprattutto illustrare le opportunità offerte dalle leggi regionali e nazionali affinché anche l’associazionismo etnico possa cominciare a realizzare attività nell’ambito dell’assistenza ai minori, della condizione femminile e nei rapporti con il nostro sistema socio-sanitario per quanto riguarda l’assistenza medica, in quanto la provenienza di pazienti da paesi con usi e costumi molto diversi, può a volte trovare impreparati anche gli operatori del nostro sistema socio-sanitario". (Inform)


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