* INFORM *

INFORM - N. 110 - 9 giugno 2003

Rai Internationa/Telelatino: scambio di opinioni tra esponenti della comunità italiana in Canada

Gino Bucchino (CGIE Canada, vice segretario generale CGIE Area anglofona)

A proposito della vicenda Rai in Canada devo manifestare la mia forte preoccupazione per il grave ritardo imputabile alla mancata pubblicazione in Gazzetta della domanda a suo tempo presentata a favore di un Canale "straniero" che permetterebbe la diffusione in tutto il Canada del segnale di Rai International.

Le preoccupazioni però non riguardano solo la pura questione temporale che di fatto si tradurrà in lungo periodo di "black out" che inizierà il 31 agosto 2003, giorno in cui scadrà la esclusività contrattuale della RAI con l'emittente Telelatino.

E' presumibile pensare che la società Telelatino non lascerà niente di intentato per impedire che la CRTC, l'Ente di controllo federale della televisione e della radio dia risposta favorevole alla richiesta della RAI.

E non credo che anche una pur forte mobilitazione della comunità a sostegno della domanda sia sufficiente. A mio parere dobbiamo essere capaci di mettere in campo una sostanziale azione "politica" così come essere pronti a dimostrare, a sostegno di una adeguata contro azione legale, che Telelatino è bel lungi dall'essere paladino della diffusione e mantenimento della lingua e cultura italiana.

Cosa non facile anche perché nella azione legale che dovremo sostenere non possiamo dare per scontato che l'Ente che sponsorizza la nostra domanda sia pronto a scendere in campo al nostro fianco. Una cosa e' contare sul loro appoggio, cosa che di fatto possiamo dare per scontata, altra e' immaginare che siano pronti a sostenerci in una forte azione legale. Non dimentichiamo che l'azione legale avrà luogo per intero in ambiente "canadese" ed è difficile immaginare uno scontro fra Rogers e Shaw.

Non ho ricette particolari da suggerire ma invito tutti a considerare seriamente l'opzione della costituzione di un comitato da hoc che possa fare riferimento ad un adeguato supporto finanziario e a personale in grado di denunciare e dimostrare alla CRTC punto per punto il grave danno che è stato portato alla comunità italiana nel suo diritto di lingua, cultura e informazione in questi lunghi anni di monopolio da parte di Telelatino.

Un solo esempio che potrebbe essere un percorso da seguire. Telelatino da una parte afferma di essere dalla parte della comunità italiana dall'altra ha ridotto sostanzialmente la quota di trasmissione in lingua italiana della sua programmazione. La CRTC è a conoscenza di questo? (Gino Bucchino)

La risposta di Claudio Lizzola (CGIE/Forza Italia)

Caro Gino, la preoccupazione che esprimi è la stessa che ho manifestato quando decidemmo di imbarcarci in questa impresa.

Eı certo che TLN farà di tutto per ostacolarci. Per loro perdere le partite, il TG e gli show di punta sarà un disastro, reso probabilmente definitivo dalla circostanza che quegli stessi programmi saranno disponibili altrove. In altre parole, TLN sta giocandosi la sua stessa sopravvivenza. La tua proposta mi sembra assolutamente appropriata ma bisogna definire in che modo perseguirla.

Non penso, infatti, che la comunità o un gruppo in rappresentanza della comunità, possa iniziare unıazione legale contro TLN perché non vedo come configurare un contenzioso valido sul piano della legge. Peraltro non credo che lıapertura di unıazione legale avrebbe effetto sulla CRTC trattandosi di due diverse giurisdizioni.

Io penso che l’avvocato della RAI potrebbe invece dirci se e come la cittadinanza potesse costituirsi in comitato per presentare le nostre ragioni alla CRTC. Naturalmente dovrebbe essere poi il comitato stesso a presentare il risultato della petizione.

Dobbiamo infatti prevedere che anche TLN organizzerebbe un comitato a suo favore (sempre che già non lıabbia fatto), ma dubito che potrebbe presentare una massa di firme paragonabile a quella che raccoglieremo noi.

Che TLN stia abbandonando l’italiano è un fatto preciso. Per esempio, il programma prodotto in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana è paradossalmente tutto in inglese.

Dıaltro canto, però, TLN vuol farsi vedere campione degli interessi della comunità sponsorizzando il gemellaggio Toronto-Milano, i premi agli imprenditori italo-canadesi rilasciati dalla Camera di Commercio e chissà quantıaltro. Poiché faccio parte del comitato organizzatore del gemellaggio, ho fatto di tutto per oppormi alla loro sponsorizzazione, ma alle varie istituzioni canadesi e italiane faceva troppo comodo una TV pronta a mandarli in onda.

Quindi vediamo che TLN intelligentemente sfrutta ogni occasione per essere "italiano" per poi far valere questa italianità in sede CRTC. Lıaltra situazione di pericolo è rappresentata dal periodo post 31 agosto. Tanti italiani sono davvero spaventati allıidea di non avere più il TG, lo sport e quant’altro, anche se fosse solo per qualche mese. Siccome non possiamo dare nessuna garanzia sulla durata del black out e, ancora peggio, sul successo della domanda di licenza, cıè da aspettarsi tantissime diserzioni di concittadini verso il campo opposto.

Io penso che bisogna quindi trovare una soluzione di ripiego almeno per far arrivare il TG nel periodo di black out. Tentare un accordo temporaneo con OMNI (dopo tutto appartiene a Rogers) o comperare spazio in qualche altra stazione, magari attraverso la CHIN.

In ogni caso dobbiamo muoverci con estrema incisività perché altrimenti rischiamo di perdere tutto. Lo sapevamo dall’inizio, ma ora che l’eventualità si avvicina bisogna impegnarci tutti, comprese le nostre autorità diplomatiche che, io penso, dovrebbero minacciare lıincidente diplomatico qualora la licenza ci venisse negata. (Claudio Lizzola)

Franco Gaspari (Presidente Comites Toronto)

Caro Claudio e caro Gino, sono d'accordo con tutto ciò che dite, ma mi preme sottolineare un paio di punti: noi abbiamo sempre sostenuto che non vogliamo "combattere" contro TLN, nel senso che il nostro scopo e' quello di ottenere un servizio pubblico dalla RAI 24 ore al giorno, che TLN ovviamente non può fornire. Il fatto che TLN si dia da fare per procurarsi programmi alternativi dovrebbe essere sfruttato da noi come prova che TLN può fare altri programmi per la comunità, e noi siamo ben felici di ciò. Dovremmo cioè rendere la "disfida" senza senso. Puntiamo al fatto, sottolineato da Magliaro, che RAI International è un servizio pubblico, che provvede programmi di ogni genere, anche non necessariamente appetibili nel senso commerciale, ma necessari dal punto di vista di utilità sociale. TLN è un servizio commerciale, che ha bisogno di pubblicità, e perciò' INCOMPATIBILE con gli scopi del canale RAI International.

Se rendiamo chiaro tutto ciò ai referenti canadesi, la polemica per me diventerebbe, come dicono qui, "a moot point".

E' piu' preoccupante, come dice Claudio, la situazione post 31 Agosto, e lì ci dobbiamo muovere nei termini da lui suggeriti. Tuttavia, credo che per allora la campagna firme sarà terminata e qualunque ripercussione non dovrebbe influenzare la CRTC.

Infine una domanda e un commento su quanto riportato da Rapanà a riguardo dello pseudo-sondaggio di TLN. Se a noi è proibita qualunque azione prima dell'ufficiale notifica della domanda, non dovrebbe essere lo stesso per loro? Allora denunciamo il fatto pubblicamente e, tramite l'avvocato, vediamo se si può agire per vie legali. Sapete qualcosa in proposito? (Franco Gaspari)

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