* INFORM *

INFORM - N. 110 - 9 giugno 2003

Gli italiani all’estero alla prima prova elettorale: alcuni commenti

DS Germania: Confusione ed inadeguatezza connotano il primo test di voto degli italiani all’estero

MONACO - Sono bastati pochi giorni dal 28 maggio, data in cui i nostri connazionali residenti all’estero dovevano ricevere il plico elettorale, per poter partecipare per la prima volta al voto, e già il sistema ha mostrato le sue gravi carenze organizzative.

Il Ministro per gli Italiani all’estero ha un bel dire, votate, andate a votare, ma come la mettiamo se il vero e possibile esercizio di un diritto fondamentale non viene salvaguardato e reso certo?

Il Ministro dovrebbe venire a vedere in prima persona come parecchi connazionali siano esclusi da questo sacrosanto, e da tanti anni desiderato, diritto.

Colpa delle liste del Ministero degli Interni? Colpa dell’insufficiente preparazione logistica e finanziaria per l’aggiornamento delle anagrafi consolari? Colpa dell’incomunicabilità tra le varie autorità italiane coinvolte nell’aggiornamento degli indirizzari? Tutto questo e un po’ di più.

La verità è che il rischio di far fallire la partecipazione degli italiani all’estero in questo primo test è palpabile. E qui ci limitiamo a segnalare i casi più eclatanti rilevati in questi giorni: la forte discrepanza tra l’elenco inviato dal Ministero degli Interni e gli iscritti nelle liste consolari - siamo a soglie che raggiungono il 60% - . Cittadini che non ricevono il plico elettorale anche se precedentemente contattati dai rispettivi consolati per aggiornare la loro posizione; altri che hanno espresso l’opzione di votare in Italia e lo ricevono. Connazionali che ricevono il duplicato, dopo essersi sobbarcati chilometri per gli spostamenti e riconsegnano la busta, a mano, all’ufficio consolare, alla faccia del voto per corrispondenza.

I DS Germania denunciano questa precarietà, questo pressapochismo ed inadeguata organizzazione ed esprimono preoccupazione che tutto ciò possa determinare una bassa percentuale di votanti per corrispondenza.

Denunciano inoltre la mancata informazione da parte istituzionale a favore dei connazionali, in sonoro contrasto con le roboanti dichiarazioni del Ministro Tremaglia.

I DS in Germania con i loro appelli e grazie alla forte ed impegnata campagna informativa, organizzata congiuntamente con associazioni e patronati, sono riusciti in ben 10 città tedesche, a chiarire ai concittadini le modalità di voto e il perché del voto referendario mentre, ancora una volta, qualcuno "predica bene e razzola male".

Senza intenti polemici, anzi proprio perché chiediamo che questo diritto non venga depotenziato e peggio ancora vanificato dai ritardi e dalle inadempienze delle autorità responsabili, i DS Germania ribadiscono la loro denuncia e la loro preoccupazione e hanno già incaricato i propri parlamentari di chiedere le ragioni di una siffatta disorganizzazione che mina una conquista voluta con forza anche dalle forze di Centro-Sinistra. (La segreteria dei DS Germania)

Inform


Vai a: