* INFORM *

INFORM - N. 109 - 6 giugno 2003

L’Unione Italiani nel Mondo (UIM) sul voto referendario

ROMA - La UIM (Unione Italiani nel Mondo) ribadisce in un comunicato la propria posizione in merito al voto referendario da parte degli italiani all’estero, nella convinzione che, a tale riguardo, ci sia ancora molta confusione per la carenza d’informazione e la disordinata gestione delle procedure che dovevano accompagnare la tornata elettorale.

Innanzitutto la UIM tiene a chiarire che la legislazione italiana, per quanto riguarda il Referendum abrogativo, permette all’elettore di esprimere il proprio voto attivo non solo votando pro o contro il quesito referendario ma anche rifiutandosi di votare con lo scopo di non far raggiungere il quorum necessario per la validità dello stesso referendum. Per talune materie, infatti, ed è il caso del quesito sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, l’istituto referendario è il meno adatto a risolvere questioni complesse che, secondo la UIM, devono trovare nel negoziato ed in un apposito strumento legislativo la loro composizione.

D’altra parte la UIM si rende perfettamente conto dell’importanza per i connazionali all’estero di esercitare il sacrosanto diritto del voto per corrispondenza, per il riconoscimento del quale si è battuta per anni.

Tale diritto, in questa specifica circostanza, potrà essere compiutamente esercitato dai connazionali all’estero spedendo ai consolati la sola scheda di colore arancione che riguarda il quesito sull’elettrosmog e trattenendo la scheda di colore azzurro sull’articolo 18.

In ogni caso - conclude la UIM - sia per le materie non sufficientemente chiare che sono oggetto della tornata referendaria del 15 giugno, sia per il procedere caotico della preparazione delle elezioni, sarebbe un grave errore trarre da queste stesse elezioni valutazioni in merito alla validità o meno dell’istituto del voto per corrispondenza che rimane una delle conquiste più importanti ottenute a favore degli italiani nel mondo. (Inform)


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