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INFORM - N. 108 - 5 giugno 2003

Alla Continentale Europa-Nord Africa del CGIE Franco Santellocco propone il "Continente solidale"

CASABLANCA - I lavori della Commissione Continentale Europa - Nord Africa, tenutisi a Casablanca dal 29 al 31 giugno, hanno conseguito risultati veramente insperati sia per contenuti che per organizzazione.

I Consiglieri del CGIE, gli esperti provenienti dall’Europa così come quelli provenienti dall’Africa hanno potuto lavorare in un clima di grande collaborazione pur nel quadro di un confronto serrato che ha conosciuto anche momenti di costruttiva tensione.

Certamente i Consiglieri provenienti dall’Europa hanno potuto definitivamente constatare, dopo i lavori tenutisi ad Algeri giusto due anni fa, come sia viva, accorta, attenta, partecipata la nostra comunità che vive al sud del Mediterraneo e ancora più giù fino ai confini del Sudafrica; infatti, oltre agli esperti venuti dall’Egitto, dalla Tunisia, dall’Algeria, dalla Libia, ha fatto sentire la sua voce anche l’esperto proveniente dall’Etiopia. Tutti a rappresentare delle realtà particolarissime, di altra natura, di altro segno rispetto alla prima emigrazione, certamente molto importante per l’Italia quanto al ritorno economico. Parliamo ovviamente della "nuova emigrazione", cioè di operatori economici, tecnici a seguito d’impresa, ingegneri artefici di grandi realizzazioni nel campo dell’ingegneria civile ed industriale.

Bene dunque si sono confrontati i problemi relativi ai rapporti economici in una reale ipotesi di cooperazione e sviluppo nei rapporti euro-mediterranei, il problema della difesa, dei diritti civili e quant’altro connessi alla presenza in Italia ed in Europa degli immigrati provenienti da questa regione.

Su questi ultimi delicati problemi bene si sono espressi gli esperti dell’Europa, in particolare Germano Garatto che ha disquisito sui diritti sociali, giuridici e politici degli immigrati in Italia.

Proprio l’Italia, con la sua vastissima esperienza di relazioni internazionali, improntate al rispetto dell’essere umano, alla pace ragionata, deve maggiormente investire nella promozione della solidarietà attiva e porsi in alternativa alla carità spettacolare, ed al volontariato non organizzato, come ha giustamente sottolineato il Dott. Roberto Orfanelli, Direttore Sanitario dell’ospedale italiano "Umberto I" de Il Cairo che, arrivato ormai al suo centenario, ha inaugurato la prima rete telematica a banda larga (DSL) ed ha introdotto la telemedicina, nella speranza di unire i centri sanitari presenti in Africa per creare una cooperazione sanitaria capace di fronteggiare i 3 flagelli della salute (AIDS, Malaria, TBC) che per diffusione e gravità costituiscono un indiscutibile peso sociale ed economico per i Paesi colpiti.

Il Consigliere Franco Santellocco, cui va il merito di aver saputo coordinare in maniera impeccabile l’organizzazione incaricata della logistica e della migliore accoglienza diversificata, si è occupato di sviluppare la parte economica dei rapporti euro-mediterranei formulando azzardate quanto innovative ipotesi di sviluppo con l’Unione Europea, nel cui ampio quadro ha ricompreso il forte contributo della presenza italiana in Africa. La sua "ipotesi ragionata" lasciata agli atti è certamente qualcosa di nuovo, di bello, spiegato con enfasi, con passione vissuta, certamente con amore verso una terra destinata a scomparire nel breve a meno, appunto, di interventi coraggiosi. La sua idea di un "Continente solidale" (cioè un solo, grandioso continente appena interrotto dal "lago Mediterraneo") non è poi così difficile da ipotizzare attraverso audaci iniziative, come il "piano d’azione pro – Africa" che nell’allora G8 Tony Blair ebbe modo di proporre al fine di strappare dalla povertà il Continente già gravemente malato e la cui primogenitura comunque risale all’allora Onorevole, oggi Ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia.

Ma un tale "Piano Marshall per l’Africa" è rimasto per troppo tempo lettera morta, appannando il mito dell’intervento pubblico ed obbligando i Paesi industrializzati a cercare una via alternativa nel rapportarsi al problema del sottosviluppo.

Un primo passo importante sarebbe certo quello di favorire il processo di sviluppo sostenibile attraverso la riconversione del debito in programmi a valenza sociale ed ambientale, come avviato timidamente dall’Italia con l’Algeria, ma vi sono certamente molte altre strade che si possono, e quindi si devono, percorrere.

A fronte della fantasiosa proposta del Presidente del Brasile Lula (tassazione sulle transazioni delle armi), vi sono idee di più certa riuscita: ci riferiamo proprio alle proposte del prof. Franco Santellocco, specialmente per quanto riguarda la possibile applicazione di un’ "Energy Tax" (tassa sull’energia) che dovrebbe far gravare su tutte le transazioni aventi ad oggetto risorse energetiche un’imposta di entità molto limitata. Tale tassa andrebbe poi a costituire un fondo per lo sviluppo equo e solidale, una sorta di Banca morale, cui i Paesi sottosviluppati potranno attingere per l’implementazione di piani di sviluppo e crescita. Le risorse finanziarie reperite attraverso questa tassazione delle transazioni energetiche verrebbero, quindi, destinate all’attuazione di programmi di lotta alla povertà, di salvaguardia dell’ambiente, di tutela dei diritti umani, di sviluppo sociale e sostenibile, nonché di prevenzione dei conflitti.

Soltanto colpendo i "beni necessari" per l’Occidente possiamo sperare di regalare la speranza in un futuro più dignitoso per queste popolazioni sottosviluppate e per l’Umanità tutta.

Aggiuntivamente, si potrebbe prevedere l’applicazione del cosiddetto meccanismo "de-tax", che comporta l’esenzione dalle imposte dirette ed indirette per quelle donazioni effettuate dai consumatori destinando, su base volontaria, l’1% del valore degli acquisti a progetti di sviluppo. A differenza di altre forme di tassazione internazionale ipotizzate, tale sistema ha il vantaggio di non richiedere un approccio multilaterale, potendo infatti essere adottato unilateralmente da parte di ciascun Paese interessato.

Come si può vedere, tutte le idee e le proposte nate in questa sede privilegiata ed esposte dal Consigliere Santellocco si sono rivelate (e non poteva essere diversamente) interessanti, innovative e, cosa più importante, pienamente realizzabili. Ora, quello che serve è la volontà di realizzarle: bisogna sollecitare l’azione non soltanto dei Governi, ma un’azione unitaria che impegni tutta la società civile.

Non mancano incoraggianti segnali in questo senso: come non richiamare i progetti in corso di realizzazione relativi alla lotta contro la desertificazione attraverso la messa in valore delle terre desertiche del Sahara algerino (zona del Gourara) mediante la creazione di bacini irrigui: programma modulare per "n realizzazioni". Questo insieme al contemporaneo programma, sempre ispirato e coordinato dal prof. Santellocco, che vede decine e decine di studenti del Maghreb e dell’Etiopia impegnati in un percorso di studi di cinque anni in Italia per l’acquisizione di tecniche connesse all’agricoltura e all’ecosistema per uno sviluppo compatibile : programma di oltre 4 miliardi di vecchie lire al suo secondo anno che si chiude in questi giorni e per il quale i preposti Uffici del Ministero degli Esteri (cui sono stati inviati tutti i documenti, ivi compreso decine e decine di articoli stampa che ne magnificano la valenza) non hanno trovato spazio economico per un ancorché limitato sostegno.

Il "continente solidale" è proprio questo: acquistare coscienza che Europa ed Africa dovrebbero essere un’unica, grande realtà unita dal "lago" Mediterraneo, ed agire di conseguenza. Solo così un’Africa agonizzante potrà avere una possibilità di sopravvivenza, solo così un’Europa vecchia e stanca potrà trovare nuovo slancio: salvare l’Africa significa anche salvare noi stessi.

Speriamo che la piena riuscita di questa Commissione Continentale rappresenti solo il primo passo in questa direzione, e che l’impegno dei pochi che vivono l’Africa in prima linea sia sostenuto da un rinnovato impegno di tutti.

Messaggi di saluto ai lavori della Commissione sono pervenuti dall’Ambasciatore d’Italia in Algeria Romualdo Bettini, dall’Ambasciatore d’Italia in Etiopia Guido Latella e dall’Ambasciatore d’Italia in Libia Claudio Pacifico. (Domenico Ferrari-AIE/Inform)


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